I fenomeni demografici costituiscono un elemento fondamentale per comprendere l’evoluzione delle dinamiche sociali, economiche e ambientali. Nella regione mediterranea, la crescita della popolazione, la sua distribuzione per età e gli indicatori di natalità, fecondità e mortalità infantile delineano un quadro estremamente eterogeneo.
Indice di dipendenza degli anziani (% rispetto alla pop. in età lavorativa)
Tasso di natalità (per 1.000 ab.)
Tasso di fecondità totale (n. medio figli per donna)
Speranza di vita alla nascita (anni)
Tasso di mortalità infantile (per 1.000 nati vivi)
area_code
ordgeo
Paesi
2024
2024
2024
2024
2024
2023
2024
2023
2023
Portogallo
10.701.636,0
1,2
12,8
24,3
38,7
8,1
1,5
82,3
2,6
A
1
Spagna
48.807.137,0
0,9
13,1
20,9
31,7
6,7
1,2
83,9
2,4
A
2
Francia
68.516.699,0
0,3
16,6
21,9
35,7
9,9
1,6
82,9
3,5
A
3
Italia
58.952.703,5
-0,1
12,2
24,3
38,3
6,4
1,2
83,0
2,2
A
4
Slovenia
2.126.324,0
0,3
14,8
21,6
33,9
8,0
1,6
82,0
1,8
A
5
Croazia
3.866.300,0
0,2
14,0
23,0
36,5
8,3
1,5
78,5
3,5
A
6
Grecia
10.388.805,0
-0,2
13,4
23,7
37,7
6,8
1,3
81,5
3,3
A
7
Malta
574.346,0
3,8
13,1
20,0
29,9
8,1
1,1
83,5
6,2
A
8
Cipro
1.358.282,0
1,0
16,1
14,5
20,8
10,8
1,4
81,7
3,1
A
9
Serbia
6.587.202,0
-0,5
14,3
22,5
35,6
9,2
1,5
76,2
4,2
B
10
Kosovo
1.527.324,0
-9,7
21,0
9,8
14,2
12,1
1,5
78,0
8,1
B
11
Bosnia-Erzegovina
3.164.253,0
-0,7
13,1
21,9
33,8
7,7
1,5
77,8
5,3
B
12
Montenegro
623.831,0
0,1
18,2
17,6
27,5
11,2
1,8
77,6
1,7
B
13
Macedonia del Nord
1.792.179,0
-2,0
16,9
17,8
27,2
9,2
1,5
75,3
4,7
B
14
Albania
2.714.617,0
-1,1
16,9
16,6
25,0
10,2
1,3
79,6
8,1
B
15
Turchia
85.518.661,0
0,2
21,6
10,1
14,9
11,2
1,6
77,2
9,2
C
16
Siria
24.672.760,0
4,5
29,7
4,7
7,2
22,1
2,7
72,1
16,7
C
17
Libano
5.805.962,0
0,6
26,4
10,0
15,7
16,1
2,2
77,8
15,7
C
18
Giordania
11.552.876,0
1,0
30,9
4,4
6,8
20,6
2,6
77,8
11,8
C
19
Israele
9.974.400,0
1,3
27,5
12,5
20,8
18,6
2,8
83,2
2,8
C
20
Palestina
5.289.152,0
2,4
38,2
3,8
6,6
27,1
3,3
65,2
14,2
C
21
Egitto
116.538.258,0
1,7
32,2
5,0
8,0
21,0
2,7
71,6
14,6
D
22
Libia
7.381.023,0
1,0
27,7
5,0
7,3
17,0
2,3
69,3
16,0
D
23
Tunisia
12.277.109,0
0,6
24,2
9,3
14,1
13,8
1,8
76,5
9,0
D
24
Algeria
46.814.308,0
1,4
30,5
6,5
10,3
19,6
2,7
76,3
17,8
D
25
Marocco
38.081.173,0
1,0
25,8
8,0
12,1
16,7
2,2
75,3
14,3
D
26
Tasso di fecondità totale (n. medio figli per donna)
PalestinaUltimo valore disponibile: 2023
Alcuni temi in evidenza
Consistenza e dinamica demografica
Nel 2024 la popolazione complessiva della regione del Mediterraneo ammonta a 585,6 milioni di cui quasi due
quinti vivono nel Nord Africa e pari a 221,1 milioni (il 37,8% del totale), 205,3 milioni nell'Unione europea
(35,1%), 142,8 milioni nel Medio Oriente (24,4%), 16,4 milioni nei Balcani occidentali (2,8%). I sette Paesi
più popolosi sono in ordine decrescente: Egitto, Turchia, Francia, Italia, Spagna, Algeria e Marocco.
Rispetto all'anno precedente si registra un lieve incremento complessivo anche nelle singole aree geografiche,
a eccezione dei Balcani dove la popolazione ha subito una flessione dell'1,7%.
Nell'arco degli ultimi due decenni, la popolazione è aumentata ampiamente oltre un quarto (+27,3%) rispetto
al 2001, con considerevoli differenze tra le aree geografiche e all'interno di queste. Il Nord Africa mostra
la sua maggiore popolosità e con l'incremento relativo più marcato (+47,3%), con un contributo più elevato
dell'Egitto sia in termini assoluti che relativi (+41,9 milioni, +56,1%), seguito dall'Algeria (+49,4%). Su
livelli leggermente inferiori si presenta la dinamica complessiva del Medio Oriente (+39,1%), con il maggior
contributo della Turchia in valori assoluti (+19,3 milioni) e di Giordania, Palestina e Israele in termini
relativi (rispettivamente, +110,1%, +76,4% e +54,9%). Molto contenuta la crescita demografica dei Paesi
mediterranei dell'Unione europea (+9,2%), con dinamiche più significative in Spagna e Francia
(rispettivamente +19,5 e +11,7%), un saldo moderato in Italia (+3,5%) e una riduzione del numero di
abitanti in Croazia e Grecia. L'area dei Balcani occidentali è l'unica a presentare una flessione
demografica dal 2001 al 2024 (-14,6%), che ha interessato maggiormente la Bosnia-Erzegovina (-24,3%).
L'andamento demografico in termini di crescita annuale nell'ultimo ventennio evidenzia dinamiche diverse nei
sette Paesi più popolosi dell'area mediterranea (Figura 1). L'Egitto è stato a lungo il Paese con un tasso
di crescita più sostenuto, superiore al 2% annuo, seppur con un ritmo di incremento irregolare: una
riduzione dal 2005 al 2010 con una fase di ripresa nei quattro anni successivi, poi l'incremento si attenua
nuovamente. L'Algeria presenta una crescita annuale compresa tra il +1,5% e il +2%, sempre in ascesa nei
primi quindici anni del periodo considerato per poi mostrare un'attenuazione dal 2017 in avanti.
Su livelli intermedi di crescita demografica, tra il +1% e il +1,5%, si attestano Turchia e Marocco,
entrambi con una graduale riduzione dell'incremento di popolazione e, nel caso della Turchia, una netta
frenata nel 2023 che continua nel 2024 (solo +0,2% rispetto all'anno precedente). Tra i Paesi europei, la
crescita demografica della Spagna si concentra nel primo decennio per poi ridursi nettamente, sebbene con una
lieve ripresa pari a +1,2% nel 2023, che torna ad affievolirsi nell'ultimo anno. In Francia l'andamento è più
regolare, costantemente inferiore al punto percentuale di crescita annua e su livelli più modesti negli ultimi
anni. Infine, l'Italia si differenzia per un netto cambio di dinamica nell'intero periodo: una flebile
crescita demografica che si azzera nel 2014, anno di confine con l'inizio del calo demografico ininterrotto;
il decremento negli ultimi due anni 2023 e 2024 è stazionario.
Figura 1 – Crescita demografica annuale nei Paesi più popolosi della regione del Mediterraneo. Periodo
2001-2024 (variazione % rispetto all'anno precedente)
...
Struttura demografica
Nel 2024 la fascia di popolazione più giovane con meno di 14 anni rappresenta il 22,8% nell'intera area del
Mediterraneo, arriva a un quarto della popolazione totale nei Paesi del Medio Oriente, fino a raggiungere la
maggiore incidenza nel Nord Africa (30,2%), con i valori più elevati in Palestina (38,2%), Egitto (32,2%) e
Giordania (31,0%). L'area dei Balcani occidentali presenta una quota inferiore di questa fascia di
popolazione (15,6%), con un valore massimo per il Kosovo (21,0%). Nei Paesi dell'Unione europea, invece,
l'incidenza di bambini con meno di 14 anni è la più bassa e presenta il valore massimo per la Francia (16,6%)
e minimo per l'Italia (12,2%).
Viceversa, i Paesi UE nel complesso hanno la maggiore incidenza della popolazione anziana di 65 anni e più
(22,8%), con il massimo in Italia e Portogallo dove quasi un quarto della popolazione è
ultrasessantaquattrenne (24,5%); solo Cipro e Malta hanno una quota inferiore alla media dell'area europea.
Lievemente minore è la quota di questo segmento di popolazione nei Balcani occidentali (19,6%), seguita dal
Medio Oriente (8,8%) dove la Palestina ha l'incidenza di anziani più bassa di tutta la regione mediterranea
(3,8%). Infine, nell'ultimo posto della graduatoria si trova il Nord Africa, area più giovane della regione
mediterranea, dove gli anziani incidono complessivamente solo per il 6,2%.
Natalità e fecondità
La struttura per età più giovane della popolazione nel Medio Oriente e in Nord Africa, come mostrato dalle
quote più elevate della componente giovanile, si riflette anche nei tassi di natalità e fecondità che qui
sono più sostenuti rispetto alle altre aree.
Il primato in chiave positiva della fecondità e della natalità, nel complesso del Mediterraneo, è detenuto
dalla Palestina con un numero medio di figli per donna pari a 3,3 e 27,1 nati vivi per mille abitanti.
Seguono Israele e Egitto (rispettivamente 2,78 e 2,74 numero medio di figli per donna); per la natalità si
distinguono in seconda e terza posizione Siria e Egitto (22,1 e 21,0 per mille). Di contro la natalità è
piuttosto contenuta nei Paesi dell'Unione europea e nel 2023 in Italia si registra la più bassa natalità
(6,4 per mille) seguita dalla Spagna (6,7 per mille), accompagnata anche dalla fecondità minima dopo Malta
(rispettivamente 1,18 e 1,11 figli per donna). Il calo delle nascite, come noto, è determinato sia dal calo
della fecondità sia dalla riduzione del numero dei potenziali genitori.
Considerando i paesi più popolosi dell'area mediterranea, l'evoluzione della fecondità dall'inizio del
secolo ha seguito diverse traiettorie (Figura 2). Tra questi, le dinamiche di Egitto, Algeria e Marocco sono
più sostenute con livelli tra 2,5 e 3,5 figli per donna, seppur l'indicatore in Egitto e Marocco mostra con
continuità una riduzione soprattutto negli anni più recenti; invece, in Algeria il trend è crescente fino al
2019 per poi invertirsi con un calo costante che sembra riportare la fecondità al livello iniziale del
periodo. Nei tre paesi europei più popolosi di quest'area (Francia, Italia e Spagna), i livelli di fecondità
più bassi non hanno avuto una dinamica particolarmente vivace e già dalla fine del primo decennio considerato
stanno ritornando ai livelli di inizio periodo.
Figura 2 – Tasso di fecondità totale nei Paesi più popolosi della regione del Mediterraneo. Periodo
2001-2024 (n. medio di figli per donna)
...
Speranza di vita e mortalità infantile
Gli indicatori di mortalità e speranza di vita alla nascita nel 2023 consentono di individuare nei dati più
recenti tre tipologie distinte nell'area del Mediterraneo (Figura 3). Un gruppo di nove Paesi con una
speranza di vita totale (maschi e femmine) superiore a 80 anni e livelli di mortalità infantile inferiori a 5
per mille nati vivi (a eccezione di Malta con 6,2): questo gruppo comprende otto Paesi dell'Unione europea (fa
eccezione la Croazia), cui si aggiunge Israele. In questi Paesi la speranza di vita alla nascita continua a
crescere per diverse ragioni, determinando un guadagno di vita, e raggiunge nel 2023 il valore massimo in
Spagna (83,9 anni). La mortalità infantile di contro si riduce e, in diversi casi (Portogallo, Spagna,
Italia, Slovenia e Israele), si attesta su valori inferiori a 3 per mille nati vivi.
Si distingue poi un secondo gruppo intermedio di dieci Paesi con una speranza di vita alla nascita inferiore
a 80 anni a cui si accompagna una mortalità infantile inferiore alla soglia del 10 per mille, seppur
quest'ultima differenzia a sua volta questi Paesi in due blocchi: cinque di questi, principalmente la zona dei
Balcani occidentali (Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Serbia, Montenegro) e la Croazia hanno una
mortalità infantile ancora più bassa, inferiore o prossima al 5 per mille.
Infine, si evidenzia un terzo gruppo costituito da sei Paesi del Medio Oriente e Nord Africa (Algeria, Siria,
Libia, Libano, Egitto e Marocco) con la mortalità infantile più elevata, superiore o prossima a 15 per mille
nati vivi e con una speranza di vita alla nascita inferiore agli 80 anni. Questo indicatore si abbassa ancor
di più in Libia, Egitto e Siria con valori compresi tra 69,3 e 72,1 anni.
Figura 3 – Speranza di vita alla nascita (M e F) e tasso di mortalità infantile (per 1.000 nati vivi).
Anno 2023
...
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Metadati
Indicatori
Definizione
La popolazione totale si basa sulla definizione di popolazione de facto, che conta tutti i residenti indipendentemente dallo status giuridico o dalla cittadinanza. I valori indicati si riferiscono alla popolazione media.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division, agenzie nazionali di statistica, Eurostat; b) Istat per l'Italia
Metodologia
I dati derivano da diversi tipi di fonti statistiche: censimenti nazionali della popolazione; stime per gli anni precedenti e successivi al censimento basate su modelli demografici; dati amministrativi.
Note e avvertenze
Anche nei Paesi ad alto reddito si verificano errori e mancati conteggi. Nei Paesi in via di sviluppo gli errori possono essere sostanziali a causa delle limitazioni nei trasporti, nelle comunicazioni e nelle altre risorse necessarie per condurre e analizzare un censimento completo. La qualità e l'affidabilità dei dati demografici ufficiali sono influenzate anche dalla fiducia del pubblico nel governo, dall'impegno del governo per un censimento completo e accurato, dalla riservatezza e dalla protezione contro l'uso improprio dei dati del censimento e dall'indipendenza delle agenzie di censimento dalle influenze politiche.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Popolazione e Condizioni sociali"
Tasso esponenziale di crescita della popolazione a metà anno dall'anno t-1 a t, espresso in percentuale.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division, agenzie nazionali di statistica, Eurostat; b) Istat per l'Italia
Metodologia
I tassi di crescita della popolazione totale sono calcolati partendo dal presupposto che il tasso di crescita sia costante tra due punti nel tempo. Il tasso di crescita viene calcolato utilizzando la formula della crescita esponenziale: r = ln(pn/p0)/n, dove r è il tasso di crescita esponenziale, ln() è il logaritmo naturale, pn è la popolazione del periodo finale, p0 è la popolazione del periodo iniziale e n è il numero di anni intermedi. Si noti che questo non è il tasso di crescita geometrico utilizzato per calcolare la crescita composta su periodi discreti.
Note e avvertenze
Anche nei Paesi ad alto reddito si verificano errori e mancati conteggi. Nei Paesi in via di sviluppo gli errori possono essere sostanziali a causa delle limitazioni nei trasporti, nelle comunicazioni e nelle altre risorse necessarie per condurre e analizzare un censimento completo. La qualità e l'affidabilità dei dati demografici ufficiali sono influenzate anche dalla fiducia del pubblico nel governo, dall'impegno del governo per un censimento completo e accurato, dalla riservatezza e dalla protezione contro l'uso improprio dei dati del censimento e dall'indipendenza delle agenzie di censimento dalle influenze politiche.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Popolazione e Condizioni sociali"
Rapporto percentuale tra anziani a carico - persone di età superiore a 64 anni - e popolazione in età lavorativa - persone di età compresa tra 15 e 64 anni, al 1° gennaio di ogni anno.
Fonti
a) elaborazioni Wemed su dati World Bank Development Indicators e United Nations Population Division; b) Istat per l'Italia
Metodologia
La struttura dell'età nelle stime demografiche della Banca Mondiale si basa sulla struttura dell'età contenuta nel World Population Prospects della United Nations Population Division. Una descrizione dei dati empirici utilizzati e dei metodi applicati nella revisione delle stime passate della popolazione e delle componenti del cambiamento demografico è disponibile per ogni Paese in: https://population.un.org/wpp/DataSources/.
Note e avvertenze
Gli indici di dipendenza rilevano le variazioni nelle proporzioni di bambini, anziani e persone in età lavorativa nella popolazione, che implicano il carico di dipendenza che la popolazione in età lavorativa sostiene rispetto ai bambini e agli anziani. Ma gli indici mostrano solo la composizione per età di una popolazione, non la dipendenza economica. Alcuni bambini e anziani fanno parte della forza lavoro, mentre molte persone in età lavorativa non ne fanno parte.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Popolazione e Condizioni sociali"
Popolazione di età compresa tra 0 e 14 anni in percentuale della popolazione totale al 1° gennaio di ogni anno.
Fonti
a) elaborazioni Wemed su dati World Bank Development Indicators e United Nations Population Division; b) Istat per l'Italia
Metodologia
La struttura dell'età nelle stime demografiche della Banca Mondiale si basa sulla struttura dell'età contenuta nel World Population Prospects della United Nations Population Division. Una descrizione dei dati empirici utilizzati e dei metodi applicati nella revisione delle stime passate della popolazione e delle componenti del cambiamento demografico è disponibile per ogni Paese in: https://population.un.org/wpp/DataSources/.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Popolazione e Condizioni sociali"
Popolazione di età pari o superiore a 65 anni in percentuale della popolazione totale al 1° gennaio di ogni anno.
Fonti
a) elaborazioni Wemed su dati World Bank Development Indicators e United Nations Population Division; b) Istat per l'Italia
Metodologia
La struttura dell'età nelle stime demografiche della Banca Mondiale si basa sulla struttura dell'età contenuta nel World Population Prospects della United Nations Population Division. Una descrizione dei dati empirici utilizzati e dei metodi applicati nella revisione delle stime passate della popolazione e delle componenti del cambiamento demografico è disponibile per ogni Paese in: https://population.un.org/wpp/DataSources/.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Popolazione e Condizioni sociali"
Numero di nati vivi nel corso dell'anno, per 1.000 abitanti, stimato a metà anno.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division, agenzie nazionali di statistica, Eurostat; b) Istat per l'Italia
Metodologia
I tassi si basano su dati provenienti da sistemi di registrazione delle nascite e dei decessi, censimenti e indagini campionarie condotte dagli uffici statistici nazionali e da altre organizzazioni, oppure su analisi demografiche. Le stime possono essere proiezioni basate su estrapolazioni dei livelli e delle tendenze degli anni precedenti o su interpolazioni delle stime e delle proiezioni della United Nations Population Division.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Popolazione e Condizioni sociali"
Numero medio di nati vivi che un'ipotetica coorte di donne avrebbe alla fine del periodo riproduttivo se fosse soggetta per tutta la vita ai tassi di fecondità di un determinato periodo e se non fosse soggetta a mortalità. Si esprime come numero di nati vivi per donna.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division (UNPD), agenzie nazionali di statistica, Eurostat; b) Istat per l'Italia
Metodologia
Si ottiene tramite la somma dei tassi di fertilità specifici calcolati rapportando, per ogni età fertile, il numero di nati vivi all'ammontare medio annuo della popolazione femminile.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Popolazione e Condizioni sociali"
Numero di anni che un neonato vivrebbe se i modelli di mortalità prevalenti al momento della nascita rimanessero invariati per tutta la vita.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division, agenzie nazionali di statistica, Eurostat; b) Istat per l'Italia
Metodologia
La speranza di vita alla nascita qui utilizzata è il numero medio di anni che ci si aspetta che un neonato viva se i modelli di mortalità al momento della sua nascita rimangono costanti nel futuro. Riflette il livello generale di mortalità di una popolazione e riassume il modello di mortalità che prevale in tutti i gruppi di età in un determinato anno. Viene calcolata tramite una tavola di mortalità che fornisce un'istantanea del modello di mortalità di una popolazione in un determinato momento. Non riflette quindi il modello di mortalità che una persona sperimenta effettivamente nel corso della sua vita, che può essere calcolato in una tavola di coorte.
Note e avvertenze
Le serie di dati annuali del World Population Prospects della Divisione della Popolazione delle Nazioni Unite sono interpolate per periodi di 5 anni. Pertanto, potrebbero non riflettere gli eventi reali quanto i dati osservati. L'elevata mortalità nelle fasce d'età più giovani abbassa significativamente la speranza di vita alla nascita. Ma se una persona sopravvive all'infanzia ad alta mortalità, può vivere molto più a lungo. Ad esempio, in una popolazione con una speranza di vita alla nascita di 50 anni, potrebbero esserci poche persone che muoiono a 50 anni. La speranza di vita alla nascita può essere bassa a causa dell'elevata mortalità infantile, per cui una persona che sopravvive all'infanzia può vivere molto più a lungo di 50 anni.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Popolazione e Condizioni sociali"
Numero di neonati che muoiono prima di raggiungere un anno di età, per 1.000 nati vivi in un determinato anno.
Fonti
a) United Nations Inter-agency Group for Child Mortality Estimation; b) Istat per l'Italia
Metodologia
A seconda della fonte dei dati, i tassi di mortalità possono essere calcolati in diversi modi: a) Registrazione anagrafica - Il calcolo dei tassi di mortalità infantile è derivato da una tavola di mortalità, utilizzando i decessi specifici per età e i conteggi della popolazione a metà anno dai dati di registrazione civile. b) Dati delle indagini e dei censimenti - I dati delle indagini e dei censimenti sulla mortalità infantile al di sotto dei cinque anni si presentano tipicamente in una delle due forme: l'anamnesi completa (FBH), in cui alle donne viene chiesta la data di nascita di ciascuno dei loro figli, se il bambino è ancora vivo e, in caso contrario, l'età al momento del decesso; e l'anamnesi sommaria (SBH), in cui alle donne viene chiesto solo il numero di bambini che hanno partorito e il numero di quelli che sono morti (o, equivalentemente, il numero di quelli ancora vivi). Entrambe le anamnesi danno luogo a tassi di mortalità infantile retrospettivi che si riferiscono a un periodo precedente alla data dell'indagine. I tassi possono essere ricavati con un metodo di stima diretta dall'FBH. I dati SBH, raccolti dai censimenti e da molte indagini sulle famiglie, possono essere utilizzati per ricavare stime retrospettive dei tassi di mortalità infantile, infantile e al di sotto dei cinque anni utilizzando un metodo di stima indiretto, ovvero utilizzando una proxy per il tempo di esposizione dei figli della madre al rischio di morte. Il metodo di Brass e le tavole di mortalità del modello sono utilizzati per ottenere una stima indiretta dei tassi di mortalità infantile e sotto i cinque anni. I dati Istat per l'Italia rientrano nel caso a) (Indagine su decessi e cause di morte) e si riferiscono alla mortalità per territorio di residenza.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Popolazione e Condizioni sociali"