Popolazione

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I fenomeni demografici costituiscono un elemento fondamentale per comprendere l’evoluzione delle dinamiche sociali, economiche e ambientali. Nella regione mediterranea, la crescita della popolazione, la sua distribuzione per età e gli indicatori di natalità, fecondità e mortalità infantile delineano un quadro estremamente eterogeneo.

Un quadro d’insieme

Dimensione della popolazione, dinamiche demografiche, indicatori di struttura per età, tassi di natalità, fecondità e mortalità infantile.

  • Unione europea
  • Balcani occidentali
  • Medio Oriente
  • Nord Africa
Indicatori Popolazione totale Popolazione, var. % annua Popolazione 0-14 anni (% del totale) Popolazione 65 anni e oltre (% del totale) Indice di dipendenza degli anziani (% rispetto alla pop. in età lavorativa) Tasso di natalità (per 1.000 ab.) Tasso di fecondità totale (n. medio figli per donna) Speranza di vita alla nascita (anni) Tasso di mortalità infantile (per 1.000 nati vivi) area_code ordgeo
Paesi 2024 2024 2024 2024 2024 2023 2024 2023 2023
Portogallo 10.701.636,0 1,2 12,8 24,3 38,7 8,1 1,5 82,3 2,6 A 1
Spagna 48.807.137,0 0,9 13,1 20,9 31,7 6,7 1,2 83,9 2,4 A 2
Francia 68.516.699,0 0,3 16,6 21,9 35,7 9,9 1,6 82,9 3,5 A 3
Italia 58.952.703,5 -0,1 12,2 24,3 38,3 6,4 1,2 83,0 2,2 A 4
Slovenia 2.126.324,0 0,3 14,8 21,6 33,9 8,0 1,6 82,0 1,8 A 5
Croazia 3.866.300,0 0,2 14,0 23,0 36,5 8,3 1,5 78,5 3,5 A 6
Grecia 10.388.805,0 -0,2 13,4 23,7 37,7 6,8 1,3 81,5 3,3 A 7
Malta 574.346,0 3,8 13,1 20,0 29,9 8,1 1,1 83,5 6,2 A 8
Cipro 1.358.282,0 1,0 16,1 14,5 20,8 10,8 1,4 81,7 3,1 A 9
Serbia 6.587.202,0 -0,5 14,3 22,5 35,6 9,2 1,5 76,2 4,2 B 10
Kosovo 1.527.324,0 -9,7 21,0 9,8 14,2 12,1 1,5 78,0 8,1 B 11
Bosnia-Erzegovina 3.164.253,0 -0,7 13,1 21,9 33,8 7,7 1,5 77,8 5,3 B 12
Montenegro 623.831,0 0,1 18,2 17,6 27,5 11,2 1,8 77,6 1,7 B 13
Macedonia del Nord 1.792.179,0 -2,0 16,9 17,8 27,2 9,2 1,5 75,3 4,7 B 14
Albania 2.714.617,0 -1,1 16,9 16,6 25,0 10,2 1,3 79,6 8,1 B 15
Turchia 85.518.661,0 0,2 21,6 10,1 14,9 11,2 1,6 77,2 9,2 C 16
Siria 24.672.760,0 4,5 29,7 4,7 7,2 22,1 2,7 72,1 16,7 C 17
Libano 5.805.962,0 0,6 26,4 10,0 15,7 16,1 2,2 77,8 15,7 C 18
Giordania 11.552.876,0 1,0 30,9 4,4 6,8 20,6 2,6 77,8 11,8 C 19
Israele 9.974.400,0 1,3 27,5 12,5 20,8 18,6 2,8 83,2 2,8 C 20
Palestina 5.289.152,0 2,4 38,2 3,8 6,6 27,1 3,3 65,2 14,2 C 21
Egitto 116.538.258,0 1,7 32,2 5,0 8,0 21,0 2,7 71,6 14,6 D 22
Libia 7.381.023,0 1,0 27,7 5,0 7,3 17,0 2,3 69,3 16,0 D 23
Tunisia 12.277.109,0 0,6 24,2 9,3 14,1 13,8 1,8 76,5 9,0 D 24
Algeria 46.814.308,0 1,4 30,5 6,5 10,3 19,6 2,7 76,3 17,8 D 25
Marocco 38.081.173,0 1,0 25,8 8,0 12,1 16,7 2,2 75,3 14,3 D 26

Tasso di fecondità totale (n. medio figli per donna)
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2023

Alcuni temi in evidenza

Consistenza e dinamica demografica

Nel 2024 la popolazione complessiva della regione del Mediterraneo ammonta a 585,6 milioni di cui quasi due quinti vivono nel Nord Africa e pari a 221,1 milioni (il 37,8% del totale), 205,3 milioni nell'Unione europea (35,1%), 142,8 milioni nel Medio Oriente (24,4%), 16,4 milioni nei Balcani occidentali (2,8%). I sette Paesi più popolosi sono in ordine decrescente: Egitto, Turchia, Francia, Italia, Spagna, Algeria e Marocco. Rispetto all'anno precedente si registra un lieve incremento complessivo anche nelle singole aree geografiche, a eccezione dei Balcani dove la popolazione ha subito una flessione dell'1,7%.

Nell'arco degli ultimi due decenni, la popolazione è aumentata ampiamente oltre un quarto (+27,3%) rispetto al 2001, con considerevoli differenze tra le aree geografiche e all'interno di queste. Il Nord Africa mostra la sua maggiore popolosità e con l'incremento relativo più marcato (+47,3%), con un contributo più elevato dell'Egitto sia in termini assoluti che relativi (+41,9 milioni, +56,1%), seguito dall'Algeria (+49,4%). Su livelli leggermente inferiori si presenta la dinamica complessiva del Medio Oriente (+39,1%), con il maggior contributo della Turchia in valori assoluti (+19,3 milioni) e di Giordania, Palestina e Israele in termini relativi (rispettivamente, +110,1%, +76,4% e +54,9%). Molto contenuta la crescita demografica dei Paesi mediterranei dell'Unione europea (+9,2%), con dinamiche più significative in Spagna e Francia (rispettivamente +19,5 e +11,7%), un saldo moderato in Italia (+3,5%) e una riduzione del numero di abitanti in Croazia e Grecia. L'area dei Balcani occidentali è l'unica a presentare una flessione demografica dal 2001 al 2024 (-14,6%), che ha interessato maggiormente la Bosnia-Erzegovina (-24,3%).

L'andamento demografico in termini di crescita annuale nell'ultimo ventennio evidenzia dinamiche diverse nei sette Paesi più popolosi dell'area mediterranea (Figura 1). L'Egitto è stato a lungo il Paese con un tasso di crescita più sostenuto, superiore al 2% annuo, seppur con un ritmo di incremento irregolare: una riduzione dal 2005 al 2010 con una fase di ripresa nei quattro anni successivi, poi l'incremento si attenua nuovamente. L'Algeria presenta una crescita annuale compresa tra il +1,5% e il +2%, sempre in ascesa nei primi quindici anni del periodo considerato per poi mostrare un'attenuazione dal 2017 in avanti. Su livelli intermedi di crescita demografica, tra il +1% e il +1,5%, si attestano Turchia e Marocco, entrambi con una graduale riduzione dell'incremento di popolazione e, nel caso della Turchia, una netta frenata nel 2023 che continua nel 2024 (solo +0,2% rispetto all'anno precedente). Tra i Paesi europei, la crescita demografica della Spagna si concentra nel primo decennio per poi ridursi nettamente, sebbene con una lieve ripresa pari a +1,2% nel 2023, che torna ad affievolirsi nell'ultimo anno. In Francia l'andamento è più regolare, costantemente inferiore al punto percentuale di crescita annua e su livelli più modesti negli ultimi anni. Infine, l'Italia si differenzia per un netto cambio di dinamica nell'intero periodo: una flebile crescita demografica che si azzera nel 2014, anno di confine con l'inizio del calo demografico ininterrotto; il decremento negli ultimi due anni 2023 e 2024 è stazionario.

Figura 1 – Crescita demografica annuale nei Paesi più popolosi della regione del Mediterraneo. Periodo 2001-2024 (variazione % rispetto all'anno precedente)

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Struttura demografica

Nel 2024 la fascia di popolazione più giovane con meno di 14 anni rappresenta il 22,8% nell'intera area del Mediterraneo, arriva a un quarto della popolazione totale nei Paesi del Medio Oriente, fino a raggiungere la maggiore incidenza nel Nord Africa (30,2%), con i valori più elevati in Palestina (38,2%), Egitto (32,2%) e Giordania (31,0%). L'area dei Balcani occidentali presenta una quota inferiore di questa fascia di popolazione (15,6%), con un valore massimo per il Kosovo (21,0%). Nei Paesi dell'Unione europea, invece, l'incidenza di bambini con meno di 14 anni è la più bassa e presenta il valore massimo per la Francia (16,6%) e minimo per l'Italia (12,2%).

Viceversa, i Paesi UE nel complesso hanno la maggiore incidenza della popolazione anziana di 65 anni e più (22,8%), con il massimo in Italia e Portogallo dove quasi un quarto della popolazione è ultrasessantaquattrenne (24,5%); solo Cipro e Malta hanno una quota inferiore alla media dell'area europea. Lievemente minore è la quota di questo segmento di popolazione nei Balcani occidentali (19,6%), seguita dal Medio Oriente (8,8%) dove la Palestina ha l'incidenza di anziani più bassa di tutta la regione mediterranea (3,8%). Infine, nell'ultimo posto della graduatoria si trova il Nord Africa, area più giovane della regione mediterranea, dove gli anziani incidono complessivamente solo per il 6,2%.

Natalità e fecondità

La struttura per età più giovane della popolazione nel Medio Oriente e in Nord Africa, come mostrato dalle quote più elevate della componente giovanile, si riflette anche nei tassi di natalità e fecondità che qui sono più sostenuti rispetto alle altre aree.

Il primato in chiave positiva della fecondità e della natalità, nel complesso del Mediterraneo, è detenuto dalla Palestina con un numero medio di figli per donna pari a 3,3 e 27,1 nati vivi per mille abitanti. Seguono Israele e Egitto (rispettivamente 2,78 e 2,74 numero medio di figli per donna); per la natalità si distinguono in seconda e terza posizione Siria e Egitto (22,1 e 21,0 per mille). Di contro la natalità è piuttosto contenuta nei Paesi dell'Unione europea e nel 2023 in Italia si registra la più bassa natalità (6,4 per mille) seguita dalla Spagna (6,7 per mille), accompagnata anche dalla fecondità minima dopo Malta (rispettivamente 1,18 e 1,11 figli per donna). Il calo delle nascite, come noto, è determinato sia dal calo della fecondità sia dalla riduzione del numero dei potenziali genitori.

Considerando i paesi più popolosi dell'area mediterranea, l'evoluzione della fecondità dall'inizio del secolo ha seguito diverse traiettorie (Figura 2). Tra questi, le dinamiche di Egitto, Algeria e Marocco sono più sostenute con livelli tra 2,5 e 3,5 figli per donna, seppur l'indicatore in Egitto e Marocco mostra con continuità una riduzione soprattutto negli anni più recenti; invece, in Algeria il trend è crescente fino al 2019 per poi invertirsi con un calo costante che sembra riportare la fecondità al livello iniziale del periodo. Nei tre paesi europei più popolosi di quest'area (Francia, Italia e Spagna), i livelli di fecondità più bassi non hanno avuto una dinamica particolarmente vivace e già dalla fine del primo decennio considerato stanno ritornando ai livelli di inizio periodo.

Figura 2 – Tasso di fecondità totale nei Paesi più popolosi della regione del Mediterraneo. Periodo 2001-2024 (n. medio di figli per donna)

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Speranza di vita e mortalità infantile

Gli indicatori di mortalità e speranza di vita alla nascita nel 2023 consentono di individuare nei dati più recenti tre tipologie distinte nell'area del Mediterraneo (Figura 3). Un gruppo di nove Paesi con una speranza di vita totale (maschi e femmine) superiore a 80 anni e livelli di mortalità infantile inferiori a 5 per mille nati vivi (a eccezione di Malta con 6,2): questo gruppo comprende otto Paesi dell'Unione europea (fa eccezione la Croazia), cui si aggiunge Israele. In questi Paesi la speranza di vita alla nascita continua a crescere per diverse ragioni, determinando un guadagno di vita, e raggiunge nel 2023 il valore massimo in Spagna (83,9 anni). La mortalità infantile di contro si riduce e, in diversi casi (Portogallo, Spagna, Italia, Slovenia e Israele), si attesta su valori inferiori a 3 per mille nati vivi.

Si distingue poi un secondo gruppo intermedio di dieci Paesi con una speranza di vita alla nascita inferiore a 80 anni a cui si accompagna una mortalità infantile inferiore alla soglia del 10 per mille, seppur quest'ultima differenzia a sua volta questi Paesi in due blocchi: cinque di questi, principalmente la zona dei Balcani occidentali (Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Serbia, Montenegro) e la Croazia hanno una mortalità infantile ancora più bassa, inferiore o prossima al 5 per mille.

Infine, si evidenzia un terzo gruppo costituito da sei Paesi del Medio Oriente e Nord Africa (Algeria, Siria, Libia, Libano, Egitto e Marocco) con la mortalità infantile più elevata, superiore o prossima a 15 per mille nati vivi e con una speranza di vita alla nascita inferiore agli 80 anni. Questo indicatore si abbassa ancor di più in Libia, Egitto e Siria con valori compresi tra 69,3 e 72,1 anni.

Figura 3 – Speranza di vita alla nascita (M e F) e tasso di mortalità infantile (per 1.000 nati vivi). Anno 2023

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