Infrastrutture, energia e trasporti

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L’analisi delle infrastrutture e dell’energia nel Mediterraneo è articolata lungo cinque dimensioni: performance logistica, connettività marittima, consumo di energie rinnovabili, diffusione del fotovoltaico e ruolo del gas naturale. I dati evidenziano un divario strutturale persistente tra la sponda nord-europea, più avanzata e integrata nei flussi globali, e le sponde meridionali e orientali, caratterizzate da ritardi infrastrutturali e transizioni energetiche più lente. Il Mediterraneo emerge come uno spazio fortemente eterogeneo, in cui competitività e sostenibilità si sviluppano a velocità asimmetriche.

Un quadro d’insieme

Analisi degli indicatori di connettività marittima, performance logistica, e consumo di energia rinnovabile, valutando integrazione nei trasporti globali, efficienza infrastrutturale e sostenibilità energetica nei Paesi del Mediterraneo, con differenze significative tra macroregioni.

  • Unione europea
  • Balcani occidentali
  • Medio Oriente
  • Nord Africa
Indicatori Indice complessivo di performance logistica (da 1=basso a 5=alto) Ferrovie, passeggeri trasportati (milioni di passeggeri-km) Linee ferroviarie (percorso totale-km) Trasporto aereo, merci (milioni di tonnellate-km) Trasporto aereo, passeggeri trasportati Indice di connettività del trasporto marittimo di linea (valore massimo nel 2023 = 100) Traffico portuale di container (TEU: unità equivalenti a 20 piedi) Consumo di energia rinnovabile (% del consumo totale di energia finale) Quota di energia rinnovabile sulla capacità e generazione elettrica (%) Energia eolica onshore, Capacità installata di elettricità (MW) Fotovoltaico solare, Capacità installata di elettricità (MW) Idroelettrico rinnovabile, Capacità installata di elettricità (MW) Petrolio, Capacità installata di elettricità (MW) Gas naturale, Capacità installata di elettricità (MW) area_code ordgeo
Paesi 2022 2021 2021 2021 2021 2025 2022 2021 2024 2024 2024 2024 2024 2024
Portogallo 3,4 2.912,0 2.527,1 500,4 8.056.494,6 176,1 2.794.454,0 32,3 79,1 5.558,1 5.808,0 4.699,4 0,0 0,0 A 1
Spagna 3,9 17.002,0 15.963,0 850,8 43.440.479,7 425,0 17.161.676,0 19,0 65,2 31.806,5 36.285,4 13.737,6 0,0 0,0 A 2
Francia 3,9 86.853,0 27.716,0 4.107,0 32.000.528,0 264,8 6.467.242,0 16,2 47,4 23.105,1 21.528,1 19.224,8 0,0 0,0 A 3
Italia 3,7 27.693,0 17.305,2 1.150,7 2.449.339,0 283,5 11.577.495,0 17,5 52,4 12.961,3 36.008,4 15.687,0 0,0 0,0 A 4
Slovenia 3,3 542,0 1.209,0 0,4 21.037,0 75,6 1.017.798,0 23,4 50,7 3,3 1.309,4 1.191,8 0,0 0,0 A 5
Croazia 3,3 540,0 2.617,0 0,1 767.762,0 60,5 544.015,0 34,1 77,1 1.191,2 859,6 1.908,9 0,0 0,0 A 6
Grecia 3,7 653,0 2.339,0 12,5 8.726.345,0 183,0 5.166.629,0 21,5 65,8 5.357,2 9.268,6 2.738,0 0,0 0,0 A 7
Malta 3,3 .. .. 2,8 597.724,0 105,2 2.993.799,0 8,6 32,9 0,1 233,2 0,0 180,0 251,8 A 8
Cipro 3,2 .. .. 0,1 103.016,0 49,3 371.740,0 15,6 37,4 157,5 725,9 0,0 0,0 0,0 A 9
Serbia 2,8 191,0 3.348,1 14,1 1.276.465,0 4,6 .. 27,2 38,8 604,0 241,1 2.383,6 0,0 0,0 B 10
Kosovo .. .. .. .. .. .. .. .. 17,8 137,2 19,6 121,7 0,0 0,0 B 11
Bosnia-Erzegovina 3,0 15,0 1.018,0 0,0 1.593,0 .. .. 36,6 46,6 219,0 212,2 1.868,2 21,0 10,2 B 12
Montenegro 2,8 27,8 250,0 0,0 1.589,3 19,5 38.352,0 39,6 79,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 B 13
Macedonia del Nord 3,1 25,4 683,0 0,0 86.868,0 .. .. 19,5 55,2 73,6 833,0 713,2 244,0 251,0 B 14
Albania 2,5 0,8 423,0 0,0 193.259,0 14,2 145.762,0 41,9 96,7 0,0 306,7 2.518,9 98,0 0,0 B 15
Turchia 3,4 10.683,0 10.546,0 9.338,3 69.065.868,0 315,8 12.366.172,0 12,0 59,3 12.973,1 19.882,4 32.386,4 0,0 0,0 C 16
Siria 2,3 1.223,0 2.139,0 3,1 672.219,0 26,4 243.348,0 1,1 15,3 0,6 60,0 1.490,0 3.824,0 4.801,0 C 17
Libano 2,7 .. 401,0 22,2 1.603.134,0 80,5 675.077,0 6,8 33,1 3,0 1.081,3 282,0 2.781,1 0,0 C 18
Giordania 2,7 503,5 .. 103,3 1.695.302,0 77,3 765.662,0 11,5 38,0 631,1 2.077,2 3,6 1.644,0 2.809,0 C 19
Israele 3,6 1.956,0 1.720,0 715,6 2.437.207,0 93,1 2.951.000,0 6,2 25,1 343,2 5.363,4 6,0 895,0 11.727,0 C 20
Palestina .. .. .. .. .. .. .. 15,4 .. .. .. .. .. .. C 21
Egitto 3,1 40.837,0 5.153,0 589,5 5.563.387,0 268,6 7.765.482,0 6,1 12,7 2.199,0 2.570,3 2.832,0 1.339,0 52.076,1 D 22
Libia 1,9 .. .. 13,6 968.476,4 63,4 271.230,6 3,1 0,1 0,0 8,3 0,0 4.725,0 6.691,0 D 23
Tunisia 2,6 633,3 1.777,0 5,6 1.675.777,0 29,4 464.823,0 11,6 15,2 245,0 774,9 66,0 660,0 5.412,0 D 24
Algeria 2,5 348,0 4.000,5 12,7 1.949.936,0 70,4 1.541.273,0 0,1 2,1 10,0 436,8 128,9 1.561,3 26.571,6 D 25
Marocco 2,5 4.464,0 2.295,0 58,9 4.740.714,0 258,6 8.835.181,0 10,9 38,7 2.395,0 411,0 1.305,5 0,0 834,0 D 26

Indice complessivo di performance logistica (da 1=basso a 5=alto)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Libano Ultimo valore disponibile: 2018
  • Giordania Ultimo valore disponibile: 2018
  • Palestina Nessun dato disponibile
  • Tunisia Ultimo valore disponibile: 2018
  • Marocco Ultimo valore disponibile: 2018
Ferrovie, passeggeri trasportati (milioni di passeggeri-km)
  • Malta Nessun dato disponibile
  • Cipro Nessun dato disponibile
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Bosnia-Erzegovina Ultimo valore disponibile: 2020
  • Montenegro Ultimo valore disponibile: 2020
  • Siria Ultimo valore disponibile: 2013
  • Libano Nessun dato disponibile
  • Giordania Ultimo valore disponibile: 2010
  • Palestina Nessun dato disponibile
  • Egitto Ultimo valore disponibile: 2008
  • Libia Nessun dato disponibile
  • Algeria Ultimo valore disponibile: 2020
Linee ferroviarie (percorso totale-km)
  • Malta Nessun dato disponibile
  • Cipro Nessun dato disponibile
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Bosnia-Erzegovina Ultimo valore disponibile: 2019
  • Montenegro Ultimo valore disponibile: 2019
  • Albania Ultimo valore disponibile: 2009
  • Siria Ultimo valore disponibile: 2010
  • Libano Ultimo valore disponibile: 2002
  • Giordania Nessun dato disponibile
  • Palestina Nessun dato disponibile
  • Egitto Ultimo valore disponibile: 2016
  • Libia Nessun dato disponibile
Trasporto aereo, merci (milioni di tonnellate-km)
  • Slovenia Ultimo valore disponibile: 2019
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Bosnia-Erzegovina Ultimo valore disponibile: 2019
  • Macedonia del Nord Ultimo valore disponibile: 2009
  • Albania Ultimo valore disponibile: 2019
  • Palestina Nessun dato disponibile
Trasporto aereo, passeggeri trasportati
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Bosnia-Erzegovina Ultimo valore disponibile: 2020
  • Macedonia del Nord Ultimo valore disponibile: 2009
  • Palestina Nessun dato disponibile
Indice di connettività del trasporto marittimo di linea (valore massimo nel 2023 = 100)
  • Serbia Ultimo valore disponibile: 2007
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Bosnia-Erzegovina Nessun dato disponibile
  • Macedonia del Nord Nessun dato disponibile
  • Palestina Nessun dato disponibile
Traffico portuale di container (TEU: unità equivalenti a 20 piedi)
  • Serbia Nessun dato disponibile
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Bosnia-Erzegovina Nessun dato disponibile
  • Montenegro Ultimo valore disponibile: 2021
  • Macedonia del Nord Nessun dato disponibile
  • Albania Ultimo valore disponibile: 2019
  • Siria Ultimo valore disponibile: 2020
  • Libano Ultimo valore disponibile: 2021
  • Giordania Ultimo valore disponibile: 2021
  • Palestina Nessun dato disponibile
  • Libia Ultimo valore disponibile: 2019
  • Algeria Ultimo valore disponibile: 2020
Consumo di energia rinnovabile (% del consumo totale di energia finale)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
Quota di energia rinnovabile sulla capacità e generazione elettrica (%)
  • Palestina Nessun dato disponibile
Energia eolica onshore, Capacità installata di elettricità (MW)
  • Palestina Nessun dato disponibile
Fotovoltaico solare, Capacità installata di elettricità (MW)
  • Palestina Nessun dato disponibile
Idroelettrico rinnovabile, Capacità installata di elettricità (MW)
  • Palestina Nessun dato disponibile
Petrolio, Capacità installata di elettricità (MW)
  • Palestina Nessun dato disponibile
Gas naturale, Capacità installata di elettricità (MW)
  • Palestina Nessun dato disponibile

Alcuni temi in evidenza

Nel contesto mediterraneo, infrastrutture ed energia e rappresentano due pilastri fondamentali della competitività economica e dell’integrazione regionale. Da un lato, la qualità delle infrastrutture logistiche e la connettività marittima determinano la capacità dei sistemi produttivi di inserirsi efficacemente nei flussi commerciali globali. Dall’altro, la transizione verso fonti rinnovabili sta ridefinendo il mix energetico dei Paesi della regione, influenzando modelli di sviluppo e strategie di sicurezza energetica. Analizzare questi ambiti congiuntamente consente di cogliere le interdipendenze tra sostenibilità, efficienza e apertura internazionale, nonché le persistenti disparità tra le diverse macroaree del Mediterraneo.

La performance logistica

Il grafico mostra le differenze tra i Paesi del Mediterraneo e dell’Europa sud-orientale in termini di performance logistica, misurata attraverso un indice che varia da 1 a 5. Questo indicatore, elaborato dalla Banca Mondiale, valuta quanto un Paese sia efficiente nel gestire il proprio sistema logistico — cioè l’insieme di infrastrutture, trasporti, dogane e servizi che permettono la circolazione di merci e materie prime. Un valore vicino a 5 indica un sistema ben organizzato, capace di sostenere il commercio e di favorire la competitività economica; al contrario, valori più bassi segnalano difficoltà strutturali, lentezza nei processi e costi di trasporto più elevati.

La prima evidenza è la netta superiorità dei Paesi dell’Europa occidentale e mediterranea. Spagna, Francia e Italia si collocano ai primi posti, con valori prossimi a 4, seguite da Grecia, Israele e Portogallo, anch’essi sopra la soglia del 3,5. Questi risultati indicano la presenza di sistemi logistici avanzati, sostenuti da infrastrutture portuali e intermodali moderne, una buona digitalizzazione dei processi e un’elevata capacità di integrazione nei flussi commerciali globali.

A un livello intermedio si trovano i Paesi dell’Europa sud-orientale e del Medio Oriente, come Turchia, Slovenia, Croazia, Malta, Cipro, Macedonia del Nord ed Egitto, che presentano valori compresi tra 3 e 3,2. Questi Paesi mostrano una logistica in crescita, ma ancora influenzata da disparità interne e da limiti infrastrutturali, soprattutto nei collegamenti terrestri.

Scendendo ulteriormente, si incontrano Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania e Algeria, con valori tra 2,5 e 3. In questi casi, il sistema logistico è spesso ostacolato da infrastrutture obsolete, tempi doganali lunghi e costi di trasporto più elevati, che riducono la competitività delle esportazioni.

In fondo alla classifica si trovano i Paesi più fragili o instabili politicamente, come Siria e Libia, con valori al di sotto del 2,5. Qui la logistica risente fortemente di fattori esterni — conflitti, instabilità politica, scarsità di investimenti pubblici e difficoltà di accesso alle reti globali di trasporto.

Figura 1 – Indice complessivo di performance logistica. Anno 2022 (punteggio da 1=basso a 5=alto). Il grafico mostra i paesi con dati per l'anno di riferimento.

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La connettività marittima

Il grafico mostra l’andamento dell’Indice di Connettività del Trasporto Marittimo di Linea nell’anno 2025 per diversi Paesi europei e mediterranei. Questo indicatore misura il grado di integrazione di ciascun Paese nelle reti globali di trasporto marittimo containerizzato, evidenziando quanto un Paese è connesso ai flussi commerciali mondiali via mare. Il valore medio del 2023 per tutti i Paesi serviti da linee regolari è posto pari a 100, e i valori più alti indicano una maggiore capacità di accesso ai mercati internazionali e una solida partecipazione ai network produttivi globali.

Dal grafico emerge che la Spagna continua a distinguersi come il Paese con la più alta connettività marittima nell’anno 2025, con valori superiori a 350. Questo riflette il ruolo strategico dei suoi porti – in particolare Algeciras, Valencia e Barcellona – come hub internazionali nel Mediterraneo occidentale.

Italia e Francia seguono, mantenendo livelli di connettività tra 250 e 300, confermando la loro centralità nei traffici mediterranei e nel collegamento tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. In questi Paesi, la presenza di porti ben infrastrutturati e una solida rete di servizi marittimi contribuiscono a sostenere la competitività delle esportazioni.

Turchia, Egitto e Marocco mostrano una posizione solida, segno di un rafforzamento continuo nelle catene logistiche internazionali, grazie anche a investimenti nei porti di Istanbul, Izmir e Tangeri Med.

Un gruppo intermedio, con valori tra 100 e 200, include Grecia e Malta: economie più piccole, ma con porti che fungono da nodi regionali per la distribuzione nel Mediterraneo orientale e centrale.

Infine, i Paesi con valori più bassi, spesso inferiori a 100, includono Algeria, Libia, Tunisia, Montenegro, Albania e Siria. La scarsa connettività di questi Paesi riflette limitazioni strutturali (come porti di piccole dimensioni, infrastrutture obsolete o accesso indiretto al mare), e in alcuni casi, l’impatto di instabilità politica o conflitti.

Figura 2 – Indice di connettività del trasporto marittimo di linea. Anno 2025 (N.I. valore medio internazionale nel primo trimestre 2023 = 100)

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Il consumo di energia rinnovabile

Il consumo di energia rinnovabile nel Mediterraneo ha registrato negli ultimi decenni un progressivo e diffuso aumento, segnando una delle trasformazioni più significative dei sistemi energetici regionali. Il grafico evidenzia tre dinamiche ben distinte, che riflettono il diverso grado di maturità dei mercati elettrici e delle politiche ambientali nelle varie aree del bacino. Nei paesi dell’Europa occidentale e dei Balcani — tra cui Portogallo, Slovenia, Croazia e Albania — il consumo di energia rinnovabile sul totale della capacità elettrica ha mostrato una crescita costante e regolare nel tempo. Molti di questi Paesi hanno superato la soglia del 50% di quota rinnovabile, con punte particolarmente elevate in Albania, Montenegro, Portogallo, Italia, Grecia, Francia, Spagna, e Croazia. L’aumento diventa più marcato dopo il 2015, quando la combinazione di incentivi europei, obiettivi climatici e riduzione dei costi tecnologici ha accelerato l’adozione di impianti eolici e fotovoltaici. Nel Sud del Mediterraneo e nel Medio Oriente la traiettoria è diversa. Nel primo decennio del 2000, la crescita del consumo di energia rinnovabile è rimasta molto lenta, limitata da vincoli finanziari, infrastrutturali e regolatori. Tuttavia, a partire dal 2016, si osserva una chiara accelerazione, trainata da nuovi programmi nazionali di sviluppo sostenibile e da investimenti internazionali nel settore. Nel 2024, Marocco, Giordania e Turchia emergono come i paesi più dinamici, con quote di rinnovabili prossime o superiori al 40%, e una crescita particolarmente intensa dopo il 2020.Nonostante tali progressi, alcuni paesi del Nord Africa, come Libia e Algeria, restano in una condizione di stagnazione, con valori inferiori al 10%. In questi casi, la scarsità di investimenti, la dipendenza dai combustibili fossili e la fragilità delle reti elettriche rallentano la transizione verso fonti più pulite. Nel complesso, il Mediterraneo mostra dunque un panorama fortemente eterogeneo: mentre l’Europa e alcune economie emergenti accelerano verso la sostenibilità, altre restano ancorate a un modello energetico tradizionale, segnando un divario che continua a separare le due sponde del bacino.

Figura 3 – Quota di energia rinnovabile sulla capacità elettrica (percentuale, %)

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Il consumo di energia solare

Il fotovoltaico è oggi il settore che più chiaramente mette in evidenza la diversità delle traiettorie di transizione energetica nel Mediterraneo, riflettendo differenze economiche, politiche e tecnologiche tra le due sponde del bacino. L’Italia e la Spagna si confermano leader indiscussi: la loro espansione inizia già nel 2010, sostenuta da incentivi europei e nazionali che hanno favorito la diffusione degli impianti su larga scala. Nel 2024 l’Italia supera i 35.000 MW installati, registrando il ritmo di espansione più alto mai raggiunto, mentre la Spagna consolida la propria posizione come uno dei principali produttori europei. Una seconda ondata di sviluppo interessa la Turchia e la Francia, che pur avendo avviato più tardi i programmi di energia solare, mostrano un’accelerazione impressionante dopo il 2015. La Turchia, in particolare, si distingue per la rapidità con cui ha integrato il fotovoltaico nel proprio mix energetico, sostenuta da una crescente domanda interna e da una strategia volta a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Nel Mediterraneo sud-orientale e nei Balcani, invece, la crescita è più lenta ma costante. Paesi come Serbia, Bosnia, Macedonia, Albania, Grecia, Portogallo, Malta e Cipro hanno iniziato a investire nel fotovoltaico solo negli ultimi anni, spesso partendo da basi molto basse. In molti di questi contesti, le difficoltà infrastrutturali, la limitata capacità di investimento e le incertezze regolatorie continuano a frenare l’espansione. Ancora più marginale è la presenza del solare in paesi come Siria, Libia, e Kosovo, dove instabilità politica e carenze tecniche limitano fortemente lo sviluppo del settore. Nel complesso emerge un Mediterraneo a due velocità: da un lato i paesi dell’Unione Europea, che corrono verso la decarbonizzazione con investimenti consistenti e politiche di lungo periodo; dall’altro le sponde meridionali e orientali, che procedono più lentamente, segnando un ritardo crescente nel ritmo della transizione energetica. Il fotovoltaico diventa così un indicatore visibile di questa asimmetria strutturale, ma anche un settore in cui le potenzialità di crescita rimangono enormi, soprattutto per le regioni più soleggiate e ancora poco sfruttate del Sud del Mediterraneo.

Figura 4 – Fotovoltaico solare, capacità installata di elettricità (Megawatt, MW)

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Il consumo di gas naturale

Nel bacino euro-mediterraneo il gas naturale continua a rappresentare uno dei pilastri della produzione elettrica, ma con traiettorie profondamente divergenti tra le diverse sponde. Nell’area orientale del Mediterraneo, Egitto, Israele e Algeria rappresentano tre casi emblematici di come la posizione geografica e la dotazione di risorse naturali possano orientare le strategie energetiche nazionali. L’Egitto ha conosciuto una crescita esplosiva della capacità elettrica da gas dopo il 2015, grazie alla scoperta del giacimento di Zohr e ad altri campi offshore nel Mediterraneo orientale. La sua posizione strategica – crocevia tra Africa, Medio Oriente e rotte energetiche verso l’Europa – ne ha fatto un hub regionale del gas, capace di attrarre investimenti esteri e di alimentare sia il mercato interno sia l’export attraverso i terminal di GNL. L’Algeria, storicamente uno dei principali esportatori di gas verso l’Europa, ha progressivamente ampliato la propria capacità interna di generazione elettrica a gas per rispondere alla crescente domanda domestica. L’uso del gas come principale fonte per la produzione elettrica riflette la volontà di sfruttare una risorsa abbondante e facilmente disponibile sul territorio, mantenendo al contempo costi contenuti e continuità nella fornitura. Nel caso di Israele, la capacità elettrica da gas rimane pressoché stabile per tutto il periodo considerato, con variazioni contenute e un livello complessivo molto più basso rispetto ai principali produttori regionali. Nonostante la limitata crescita, Israele, insieme ad Egitto ed Algeria conferma il ruolo centrale del gas naturale nel mix energetico dei paesi del Mediterraneo meridionale ed orientale. In tutti e tre i casi, la posizione geografica e la disponibilità di risorse locali hanno reso questa fonte la più affidabile per garantire continuità di produzione e sicurezza dell’approvvigionamento.

Figura 5 – Gas naturale, capacità installata di elettricità (Megawatt, MW)

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