L’analisi delle infrastrutture e dell’energia nel Mediterraneo è articolata lungo cinque dimensioni: performance logistica, connettività marittima, consumo di energie rinnovabili, diffusione del fotovoltaico e ruolo del gas naturale. I dati evidenziano un divario strutturale persistente tra la sponda nord-europea, più avanzata e integrata nei flussi globali, e le sponde meridionali e orientali, caratterizzate da ritardi infrastrutturali e transizioni energetiche più lente. Il Mediterraneo emerge come uno spazio fortemente eterogeneo, in cui competitività e sostenibilità si sviluppano a velocità asimmetriche.
Analisi degli indicatori di connettività marittima, performance logistica, e consumo di energia rinnovabile, valutando integrazione nei trasporti globali, efficienza infrastrutturale e sostenibilità energetica nei Paesi del Mediterraneo, con differenze significative tra macroregioni.
Indice complessivo di performance logistica (da 1=basso a 5=alto)
Ferrovie, passeggeri trasportati (milioni di passeggeri-km)
Linee ferroviarie (percorso totale-km)
Trasporto aereo, merci (milioni di tonnellate-km)
Trasporto aereo, passeggeri trasportati
Indice di connettività del trasporto marittimo di linea (valore massimo nel 2023 = 100)
Traffico portuale di container (TEU: unità equivalenti a 20 piedi)
Consumo di energia rinnovabile (% del consumo totale di energia finale)
Quota di energia rinnovabile sulla capacità e generazione elettrica (%)
Energia eolica onshore, Capacità installata di elettricità (MW)
Fotovoltaico solare, Capacità installata di elettricità (MW)
Idroelettrico rinnovabile, Capacità installata di elettricità (MW)
Petrolio, Capacità installata di elettricità (MW)
Gas naturale, Capacità installata di elettricità (MW)
area_code
ordgeo
Paesi
2022
2021
2021
2021
2021
2025
2022
2021
2024
2024
2024
2024
2024
2024
Portogallo
3,4
2.912,0
2.527,1
500,4
8.056.494,6
176,1
2.794.454,0
32,3
79,1
5.558,1
5.808,0
4.699,4
0,0
0,0
A
1
Spagna
3,9
17.002,0
15.963,0
850,8
43.440.479,7
425,0
17.161.676,0
19,0
65,2
31.806,5
36.285,4
13.737,6
0,0
0,0
A
2
Francia
3,9
86.853,0
27.716,0
4.107,0
32.000.528,0
264,8
6.467.242,0
16,2
47,4
23.105,1
21.528,1
19.224,8
0,0
0,0
A
3
Italia
3,7
27.693,0
17.305,2
1.150,7
2.449.339,0
283,5
11.577.495,0
17,5
52,4
12.961,3
36.008,4
15.687,0
0,0
0,0
A
4
Slovenia
3,3
542,0
1.209,0
0,4
21.037,0
75,6
1.017.798,0
23,4
50,7
3,3
1.309,4
1.191,8
0,0
0,0
A
5
Croazia
3,3
540,0
2.617,0
0,1
767.762,0
60,5
544.015,0
34,1
77,1
1.191,2
859,6
1.908,9
0,0
0,0
A
6
Grecia
3,7
653,0
2.339,0
12,5
8.726.345,0
183,0
5.166.629,0
21,5
65,8
5.357,2
9.268,6
2.738,0
0,0
0,0
A
7
Malta
3,3
..
..
2,8
597.724,0
105,2
2.993.799,0
8,6
32,9
0,1
233,2
0,0
180,0
251,8
A
8
Cipro
3,2
..
..
0,1
103.016,0
49,3
371.740,0
15,6
37,4
157,5
725,9
0,0
0,0
0,0
A
9
Serbia
2,8
191,0
3.348,1
14,1
1.276.465,0
4,6
..
27,2
38,8
604,0
241,1
2.383,6
0,0
0,0
B
10
Kosovo
..
..
..
..
..
..
..
..
17,8
137,2
19,6
121,7
0,0
0,0
B
11
Bosnia-Erzegovina
3,0
15,0
1.018,0
0,0
1.593,0
..
..
36,6
46,6
219,0
212,2
1.868,2
21,0
10,2
B
12
Montenegro
2,8
27,8
250,0
0,0
1.589,3
19,5
38.352,0
39,6
79,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
B
13
Macedonia del Nord
3,1
25,4
683,0
0,0
86.868,0
..
..
19,5
55,2
73,6
833,0
713,2
244,0
251,0
B
14
Albania
2,5
0,8
423,0
0,0
193.259,0
14,2
145.762,0
41,9
96,7
0,0
306,7
2.518,9
98,0
0,0
B
15
Turchia
3,4
10.683,0
10.546,0
9.338,3
69.065.868,0
315,8
12.366.172,0
12,0
59,3
12.973,1
19.882,4
32.386,4
0,0
0,0
C
16
Siria
2,3
1.223,0
2.139,0
3,1
672.219,0
26,4
243.348,0
1,1
15,3
0,6
60,0
1.490,0
3.824,0
4.801,0
C
17
Libano
2,7
..
401,0
22,2
1.603.134,0
80,5
675.077,0
6,8
33,1
3,0
1.081,3
282,0
2.781,1
0,0
C
18
Giordania
2,7
503,5
..
103,3
1.695.302,0
77,3
765.662,0
11,5
38,0
631,1
2.077,2
3,6
1.644,0
2.809,0
C
19
Israele
3,6
1.956,0
1.720,0
715,6
2.437.207,0
93,1
2.951.000,0
6,2
25,1
343,2
5.363,4
6,0
895,0
11.727,0
C
20
Palestina
..
..
..
..
..
..
..
15,4
..
..
..
..
..
..
C
21
Egitto
3,1
40.837,0
5.153,0
589,5
5.563.387,0
268,6
7.765.482,0
6,1
12,7
2.199,0
2.570,3
2.832,0
1.339,0
52.076,1
D
22
Libia
1,9
..
..
13,6
968.476,4
63,4
271.230,6
3,1
0,1
0,0
8,3
0,0
4.725,0
6.691,0
D
23
Tunisia
2,6
633,3
1.777,0
5,6
1.675.777,0
29,4
464.823,0
11,6
15,2
245,0
774,9
66,0
660,0
5.412,0
D
24
Algeria
2,5
348,0
4.000,5
12,7
1.949.936,0
70,4
1.541.273,0
0,1
2,1
10,0
436,8
128,9
1.561,3
26.571,6
D
25
Marocco
2,5
4.464,0
2.295,0
58,9
4.740.714,0
258,6
8.835.181,0
10,9
38,7
2.395,0
411,0
1.305,5
0,0
834,0
D
26
Indice complessivo di performance logistica (da 1=basso a 5=alto)
KosovoNessun dato disponibile
LibanoUltimo valore disponibile: 2018
GiordaniaUltimo valore disponibile: 2018
PalestinaNessun dato disponibile
TunisiaUltimo valore disponibile: 2018
MaroccoUltimo valore disponibile: 2018
Ferrovie, passeggeri trasportati (milioni di passeggeri-km)
MaltaNessun dato disponibile
CiproNessun dato disponibile
KosovoNessun dato disponibile
Bosnia-ErzegovinaUltimo valore disponibile: 2020
MontenegroUltimo valore disponibile: 2020
SiriaUltimo valore disponibile: 2013
LibanoNessun dato disponibile
GiordaniaUltimo valore disponibile: 2010
PalestinaNessun dato disponibile
EgittoUltimo valore disponibile: 2008
LibiaNessun dato disponibile
AlgeriaUltimo valore disponibile: 2020
Linee ferroviarie (percorso totale-km)
MaltaNessun dato disponibile
CiproNessun dato disponibile
KosovoNessun dato disponibile
Bosnia-ErzegovinaUltimo valore disponibile: 2019
MontenegroUltimo valore disponibile: 2019
AlbaniaUltimo valore disponibile: 2009
SiriaUltimo valore disponibile: 2010
LibanoUltimo valore disponibile: 2002
GiordaniaNessun dato disponibile
PalestinaNessun dato disponibile
EgittoUltimo valore disponibile: 2016
LibiaNessun dato disponibile
Trasporto aereo, merci (milioni di tonnellate-km)
SloveniaUltimo valore disponibile: 2019
KosovoNessun dato disponibile
Bosnia-ErzegovinaUltimo valore disponibile: 2019
Macedonia del NordUltimo valore disponibile: 2009
AlbaniaUltimo valore disponibile: 2019
PalestinaNessun dato disponibile
Trasporto aereo, passeggeri trasportati
KosovoNessun dato disponibile
Bosnia-ErzegovinaUltimo valore disponibile: 2020
Macedonia del NordUltimo valore disponibile: 2009
PalestinaNessun dato disponibile
Indice di connettività del trasporto marittimo di linea (valore massimo nel 2023 = 100)
SerbiaUltimo valore disponibile: 2007
KosovoNessun dato disponibile
Bosnia-ErzegovinaNessun dato disponibile
Macedonia del NordNessun dato disponibile
PalestinaNessun dato disponibile
Traffico portuale di container (TEU: unità equivalenti a 20 piedi)
SerbiaNessun dato disponibile
KosovoNessun dato disponibile
Bosnia-ErzegovinaNessun dato disponibile
MontenegroUltimo valore disponibile: 2021
Macedonia del NordNessun dato disponibile
AlbaniaUltimo valore disponibile: 2019
SiriaUltimo valore disponibile: 2020
LibanoUltimo valore disponibile: 2021
GiordaniaUltimo valore disponibile: 2021
PalestinaNessun dato disponibile
LibiaUltimo valore disponibile: 2019
AlgeriaUltimo valore disponibile: 2020
Consumo di energia rinnovabile (% del consumo totale di energia finale)
KosovoNessun dato disponibile
Quota di energia rinnovabile sulla capacità e generazione elettrica (%)
PalestinaNessun dato disponibile
Energia eolica onshore, Capacità installata di elettricità (MW)
PalestinaNessun dato disponibile
Fotovoltaico solare, Capacità installata di elettricità (MW)
PalestinaNessun dato disponibile
Idroelettrico rinnovabile, Capacità installata di elettricità (MW)
PalestinaNessun dato disponibile
Petrolio, Capacità installata di elettricità (MW)
PalestinaNessun dato disponibile
Gas naturale, Capacità installata di elettricità (MW)
PalestinaNessun dato disponibile
Alcuni temi in evidenza
Nel contesto mediterraneo, infrastrutture ed energia e rappresentano due pilastri fondamentali della competitività economica e dell’integrazione regionale. Da un lato, la qualità delle infrastrutture logistiche e la connettività marittima determinano la capacità dei sistemi produttivi di inserirsi efficacemente nei flussi commerciali globali. Dall’altro, la transizione verso fonti rinnovabili sta ridefinendo il mix energetico dei Paesi della regione, influenzando modelli di sviluppo e strategie di sicurezza energetica. Analizzare questi ambiti congiuntamente consente di cogliere le interdipendenze tra sostenibilità, efficienza e apertura internazionale, nonché le persistenti disparità tra le diverse macroaree del Mediterraneo.
La performance logistica
Il grafico mostra le differenze tra i Paesi del Mediterraneo e dell’Europa sud-orientale in termini di performance logistica, misurata attraverso un indice che varia da 1 a 5. Questo indicatore, elaborato dalla Banca Mondiale, valuta quanto un Paese sia efficiente nel gestire il proprio sistema logistico — cioè l’insieme di infrastrutture, trasporti, dogane e servizi che permettono la circolazione di merci e materie prime. Un valore vicino a 5 indica un sistema ben organizzato, capace di sostenere il commercio e di favorire la competitività economica; al contrario, valori più bassi segnalano difficoltà strutturali, lentezza nei processi e costi di trasporto più elevati.
La prima evidenza è la netta superiorità dei Paesi dell’Europa occidentale e mediterranea. Spagna, Francia e Italia si collocano ai primi posti, con valori prossimi a 4, seguite da Grecia, Israele e Portogallo, anch’essi sopra la soglia del 3,5. Questi risultati indicano la presenza di sistemi logistici avanzati, sostenuti da infrastrutture portuali e intermodali moderne, una buona digitalizzazione dei processi e un’elevata capacità di integrazione nei flussi commerciali globali.
A un livello intermedio si trovano i Paesi dell’Europa sud-orientale e del Medio Oriente, come Turchia, Slovenia, Croazia, Malta, Cipro, Macedonia del Nord ed Egitto, che presentano valori compresi tra 3 e 3,2. Questi Paesi mostrano una logistica in crescita, ma ancora influenzata da disparità interne e da limiti infrastrutturali, soprattutto nei collegamenti terrestri.
Scendendo ulteriormente, si incontrano Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania e Algeria, con valori tra 2,5 e 3. In questi casi, il sistema logistico è spesso ostacolato da infrastrutture obsolete, tempi doganali lunghi e costi di trasporto più elevati, che riducono la competitività delle esportazioni.
In fondo alla classifica si trovano i Paesi più fragili o instabili politicamente, come Siria e Libia, con valori al di sotto del 2,5. Qui la logistica risente fortemente di fattori esterni — conflitti, instabilità politica, scarsità di investimenti pubblici e difficoltà di accesso alle reti globali di trasporto.
Figura 1 – Indice complessivo di performance logistica. Anno 2022 (punteggio da 1=basso a 5=alto). Il grafico mostra i paesi con dati per l'anno di riferimento.
...
La connettività marittima
Il grafico mostra l’andamento dell’Indice di Connettività del Trasporto Marittimo di Linea nell’anno 2025 per diversi Paesi europei e mediterranei. Questo indicatore misura il grado di integrazione di ciascun Paese nelle reti globali di trasporto marittimo containerizzato, evidenziando quanto un Paese è connesso ai flussi commerciali mondiali via mare. Il valore medio del 2023 per tutti i Paesi serviti da linee regolari è posto pari a 100, e i valori più alti indicano una maggiore capacità di accesso ai mercati internazionali e una solida partecipazione ai network produttivi globali.
Dal grafico emerge che la Spagna continua a distinguersi come il Paese con la più alta connettività marittima nell’anno 2025, con valori superiori a 350. Questo riflette il ruolo strategico dei suoi porti – in particolare Algeciras, Valencia e Barcellona – come hub internazionali nel Mediterraneo occidentale.
Italia e Francia seguono, mantenendo livelli di connettività tra 250 e 300, confermando la loro centralità nei traffici mediterranei e nel collegamento tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. In questi Paesi, la presenza di porti ben infrastrutturati e una solida rete di servizi marittimi contribuiscono a sostenere la competitività delle esportazioni.
Turchia, Egitto e Marocco mostrano una posizione solida, segno di un rafforzamento continuo nelle catene logistiche internazionali, grazie anche a investimenti nei porti di Istanbul, Izmir e Tangeri Med.
Un gruppo intermedio, con valori tra 100 e 200, include Grecia e Malta: economie più piccole, ma con porti che fungono da nodi regionali per la distribuzione nel Mediterraneo orientale e centrale.
Infine, i Paesi con valori più bassi, spesso inferiori a 100, includono Algeria, Libia, Tunisia, Montenegro, Albania e Siria. La scarsa connettività di questi Paesi riflette limitazioni strutturali (come porti di piccole dimensioni, infrastrutture obsolete o accesso indiretto al mare), e in alcuni casi, l’impatto di instabilità politica o conflitti.
Figura 2 – Indice di connettività del trasporto marittimo di linea. Anno 2025 (N.I. valore medio internazionale nel primo trimestre 2023 = 100)
...
Il consumo di energia rinnovabile
Il consumo di energia rinnovabile nel Mediterraneo ha registrato negli ultimi decenni un progressivo e diffuso aumento, segnando una delle trasformazioni più significative dei sistemi energetici regionali. Il grafico evidenzia tre dinamiche ben distinte, che riflettono il diverso grado di maturità dei mercati elettrici e delle politiche ambientali nelle varie aree del bacino. Nei paesi dell’Europa occidentale e dei Balcani — tra cui Portogallo, Slovenia, Croazia e Albania — il consumo di energia rinnovabile sul totale della capacità elettrica ha mostrato una crescita costante e regolare nel tempo. Molti di questi Paesi hanno superato la soglia del 50% di quota rinnovabile, con punte particolarmente elevate in Albania, Montenegro, Portogallo, Italia, Grecia, Francia, Spagna, e Croazia. L’aumento diventa più marcato dopo il 2015, quando la combinazione di incentivi europei, obiettivi climatici e riduzione dei costi tecnologici ha accelerato l’adozione di impianti eolici e fotovoltaici. Nel Sud del Mediterraneo e nel Medio Oriente la traiettoria è diversa. Nel primo decennio del 2000, la crescita del consumo di energia rinnovabile è rimasta molto lenta, limitata da vincoli finanziari, infrastrutturali e regolatori. Tuttavia, a partire dal 2016, si osserva una chiara accelerazione, trainata da nuovi programmi nazionali di sviluppo sostenibile e da investimenti internazionali nel settore. Nel 2024, Marocco, Giordania e Turchia emergono come i paesi più dinamici, con quote di rinnovabili prossime o superiori al 40%, e una crescita particolarmente intensa dopo il 2020.Nonostante tali progressi, alcuni paesi del Nord Africa, come Libia e Algeria, restano in una condizione di stagnazione, con valori inferiori al 10%. In questi casi, la scarsità di investimenti, la dipendenza dai combustibili fossili e la fragilità delle reti elettriche rallentano la transizione verso fonti più pulite. Nel complesso, il Mediterraneo mostra dunque un panorama fortemente eterogeneo: mentre l’Europa e alcune economie emergenti accelerano verso la sostenibilità, altre restano ancorate a un modello energetico tradizionale, segnando un divario che continua a separare le due sponde del bacino.
Figura 3 – Quota di energia rinnovabile sulla capacità elettrica (percentuale, %)
...
Il consumo di energia solare
Il fotovoltaico è oggi il settore che più chiaramente mette in evidenza la diversità delle traiettorie di transizione energetica nel Mediterraneo, riflettendo differenze economiche, politiche e tecnologiche tra le due sponde del bacino. L’Italia e la Spagna si confermano leader indiscussi: la loro espansione inizia già nel 2010, sostenuta da incentivi europei e nazionali che hanno favorito la diffusione degli impianti su larga scala. Nel 2024 l’Italia supera i 35.000 MW installati, registrando il ritmo di espansione più alto mai raggiunto, mentre la Spagna consolida la propria posizione come uno dei principali produttori europei. Una seconda ondata di sviluppo interessa la Turchia e la Francia, che pur avendo avviato più tardi i programmi di energia solare, mostrano un’accelerazione impressionante dopo il 2015. La Turchia, in particolare, si distingue per la rapidità con cui ha integrato il fotovoltaico nel proprio mix energetico, sostenuta da una crescente domanda interna e da una strategia volta a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Nel Mediterraneo sud-orientale e nei Balcani, invece, la crescita è più lenta ma costante. Paesi come Serbia, Bosnia, Macedonia, Albania, Grecia, Portogallo, Malta e Cipro hanno iniziato a investire nel fotovoltaico solo negli ultimi anni, spesso partendo da basi molto basse. In molti di questi contesti, le difficoltà infrastrutturali, la limitata capacità di investimento e le incertezze regolatorie continuano a frenare l’espansione. Ancora più marginale è la presenza del solare in paesi come Siria, Libia, e Kosovo, dove instabilità politica e carenze tecniche limitano fortemente lo sviluppo del settore. Nel complesso emerge un Mediterraneo a due velocità: da un lato i paesi dell’Unione Europea, che corrono verso la decarbonizzazione con investimenti consistenti e politiche di lungo periodo; dall’altro le sponde meridionali e orientali, che procedono più lentamente, segnando un ritardo crescente nel ritmo della transizione energetica. Il fotovoltaico diventa così un indicatore visibile di questa asimmetria strutturale, ma anche un settore in cui le potenzialità di crescita rimangono enormi, soprattutto per le regioni più soleggiate e ancora poco sfruttate del Sud del Mediterraneo.
Figura 4 – Fotovoltaico solare, capacità installata di elettricità (Megawatt, MW)
...
Il consumo di gas naturale
Nel bacino euro-mediterraneo il gas naturale continua a rappresentare uno dei pilastri della produzione elettrica, ma con traiettorie profondamente divergenti tra le diverse sponde. Nell’area orientale del Mediterraneo, Egitto, Israele e Algeria rappresentano tre casi emblematici di come la posizione geografica e la dotazione di risorse naturali possano orientare le strategie energetiche nazionali. L’Egitto ha conosciuto una crescita esplosiva della capacità elettrica da gas dopo il 2015, grazie alla scoperta del giacimento di Zohr e ad altri campi offshore nel Mediterraneo orientale. La sua posizione strategica – crocevia tra Africa, Medio Oriente e rotte energetiche verso l’Europa – ne ha fatto un hub regionale del gas, capace di attrarre investimenti esteri e di alimentare sia il mercato interno sia l’export attraverso i terminal di GNL. L’Algeria, storicamente uno dei principali esportatori di gas verso l’Europa, ha progressivamente ampliato la propria capacità interna di generazione elettrica a gas per rispondere alla crescente domanda domestica. L’uso del gas come principale fonte per la produzione elettrica riflette la volontà di sfruttare una risorsa abbondante e facilmente disponibile sul territorio, mantenendo al contempo costi contenuti e continuità nella fornitura. Nel caso di Israele, la capacità elettrica da gas rimane pressoché stabile per tutto il periodo considerato, con variazioni contenute e un livello complessivo molto più basso rispetto ai principali produttori regionali. Nonostante la limitata crescita, Israele, insieme ad Egitto ed Algeria conferma il ruolo centrale del gas naturale nel mix energetico dei paesi del Mediterraneo meridionale ed orientale. In tutti e tre i casi, la posizione geografica e la disponibilità di risorse locali hanno reso questa fonte la più affidabile per garantire continuità di produzione e sicurezza dell’approvvigionamento.
Figura 5 – Gas naturale, capacità installata di elettricità (Megawatt, MW)
...
Questo grafico è ottimizzato per risoluzioni più ampie. L'esperienza su smartphone potrebbe non essere
completa.
Metadati
Indicatori
Definizione
Quota di energia rinnovabile sul consumo finale totale di energia. Le energie rinnovabili comprendono l'energia idroelettrica, i biocarburanti solidi, i biocarburanti liquidi, i biogas, l'energia eolica, solare, geotermica, le maree/le onde/gli oceani e i rifiuti urbani rinnovabili.
Fonti
International Energy Agency (IEA), International Renewable Energy Agency (IRENA), United Nations Statistics Division (UNSD), World Bank, World Health Organization (WHO), "Tracking SDG7: The Energy Progress Report"
Metodologia
I dati provengono dai bilanci energetici mondiali dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), con informazioni aggiuntive su https://www.iea.org/reports/sdg7-data-and-projections; e dal database delle Nazioni Unite sulle statistiche energetiche (http://data.un.org/Explorer.aspx?d=EDATA); entrambi forniscono una ripartizione dei flussi energetici nazionali per prodotti nel tempo. L'indicatore è calcolato come il rapporto tra il consumo finale di energia da fonti rinnovabili dopo la ripartizione dell'elettricità e del calore (AFECREN) e il consumo finale totale di energia (TFEC), calcolato in base ai flussi dei bilanci energetici. Il consumo finale di elettricità e calore viene assegnato alle rinnovabili in base alla quota di generazione lorda proveniente da fonti rinnovabili. In pratica, ciò avviene calcolando la percentuale di elettricità e calore prodotta da ciascuna fonte rinnovabile, moltiplicando il consumo finale di energia elettrica e termica per tali quote e quindi assegnando le quantità risultanti
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
Capacità elettrica installata da impianti fotovoltaici, espressa in megawatt. Misura la potenza massima erogabile dagli impianti solari collegati alla rete.
Fonti
Internation Renewable Energy Agency (IRENASTAT)
Metodologia
I dati sulla capacità energetica rappresentano la massima capacità netta di generazione degli impianti elettrici e delle altre installazioni utilizzate per produrre energia. Per la maggior parte dei Paesi e delle tecnologie, tali dati si riferiscono alla capacità installata e connessa alla rete alla fine dell'anno solare.
Capacità elettrica installata da impianti eolici a terra, espressa in megawatt. Indica la massima potenza producibile dagli impianti eolici situati sul territorio terrestre, collegati alla rete elettrica.
Fonti
Internation Renewable Energy Agency (IRENASTAT)
Metodologia
I dati sulla capacità energetica rappresentano la massima capacità netta di generazione degli impianti elettrici e delle altre installazioni utilizzate per produrre energia. Per la maggior parte dei Paesi e delle tecnologie, tali dati si riferiscono alla capacità installata e connessa alla rete alla fine dell'anno solare.
Capacità elettrica installata dagli impianti idroelettrici, espressa in megawatt. Rappresenta la potenza massima generabile sfruttando l’energia dell’acqua, tramite impianti rinnovabili connessi alla rete.
Fonti
Internation Renewable Energy Agency (IRENASTAT)
Metodologia
I dati sulla capacità energetica rappresentano la massima capacità netta di generazione degli impianti elettrici e delle altre installazioni utilizzate per produrre energia. Per la maggior parte dei Paesi e delle tecnologie, tali dati si riferiscono alla capacità installata e connessa alla rete alla fine dell'anno solare.
Capacità elettrica installata di impianti di generazione alimentati a olio combustibile o derivati del petrolio, espressa in megawatt.
Fonti
Internation Renewable Energy Agency (IRENASTAT)
Metodologia
I dati sulla capacità energetica rappresentano la massima capacità netta di generazione degli impianti elettrici e delle altre installazioni utilizzate per produrre energia. Per la maggior parte dei Paesi e delle tecnologie, tali dati si riferiscono alla capacità installata e connessa alla rete alla fine dell'anno solare.
Capacità elettrica installata degli impianti di generazione alimentati a gas naturale, espressa in megawatt. Indica la potenza disponibile da impianti a gas connessi alla rete.
Fonti
Internation Renewable Energy Agency (IRENASTAT)
Metodologia
I dati sulla capacità energetica rappresentano la massima capacità netta di generazione degli impianti elettrici e delle altre installazioni utilizzate per produrre energia. Per la maggior parte dei Paesi e delle tecnologie, tali dati si riferiscono alla capacità installata e connessa alla rete alla fine dell'anno solare.
Quota percentuale di energia rinnovabile sulla capacità elettrica installata e/o sulla produzione elettrica effettiva. Indica quanto le fonti rinnovabili contribuiscono alla struttura energetica nazionale.
Fonti
Internation Renewable Energy Agency (IRENASTAT)
Metodologia
I dati sulla capacità energetica rappresentano la massima capacità netta di generazione degli impianti elettrici e delle altre installazioni utilizzate per produrre energia. Per la maggior parte dei Paesi e delle tecnologie, tali dati si riferiscono alla capacità installata e connessa alla rete alla fine dell'anno solare.
Volume di spedizioni di merci e bagagli diplomatici trasportati in ogni fase di volo (operazioni di un aereo dal decollo all'atterraggio successivo), misurato in tonnellate metriche per chilometri percorsi.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati International Civil Aviation Organization (ICAO)
Metodologia
I dati sul trasporto aereo rappresentano il traffico di linea totale (internazionale e nazionale) trasportato dai vettori aerei registrati in un Paese. I Paesi trasmettono i dati sul trasporto aereo all'International Civil Aviation Organization (ICAO) sulla base di istruzioni e definizioni standard emesse dall'ICAO. In molti casi, tuttavia, i dati includono stime dell'ICAO per i vettori non dichiaranti. Ove possibile, queste stime si basano su precedenti comunicazioni integrate da informazioni pubblicate dai vettori aerei, come gli orari dei voli.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
Passeggeri nazionali e internazionali dei vettori aerei registrati nel Paese.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati International Civil Aviation Organization (CAO)
Metodologia
I dati sul trasporto aereo rappresentano il traffico di linea totale (internazionale e nazionale) trasportato dai vettori aerei registrati in un Paese. I Paesi trasmettono i dati sul trasporto aereo all'International Civil Aviation Organization (ICAO) sulla base di istruzioni e definizioni standard emesse dall'ICAO. In molti casi, tuttavia, i dati includono stime dell'ICAO per i vettori non dichiaranti. Ove possibile, queste stime si basano su precedenti comunicazioni integrate da informazioni pubblicate dai vettori aerei, come gli orari dei voli.
Note e avvertenze
I dati riguardano il traffico aereo trasportato su servizi di linea, ma i cambiamenti nelle normative sul trasporto aereo in Europa hanno reso più difficile classificare il traffico come di linea o non di linea. Pertanto, i recenti aumenti registrati in alcuni Paesi europei potrebbero essere dovuti a cambiamenti nella classificazione del traffico aereo piuttosto che a una crescita effettiva. Nel caso di vettori aerei multinazionali di proprietà di Stati partner, il traffico all'interno di ciascuno Stato partner è indicato separatamente come nazionale e tutto il resto del traffico come internazionale. Il traffico di cabotaggio “estero” (cioè il traffico trasportato tra coppie di città in uno Stato diverso da quello in cui il vettore dichiarante ha la sua sede principale) è indicato come traffico internazionale. Un fermo tecnico non comporta la classificazione di una fase di volo diversa da quella che si sarebbe avuta se il fermo tecnico non fosse stato effettuato. Per i Paesi con pochi vettori aerei o uno solo, l'aggiunta o l'interruzione di un vettore aereo nazionale può causare cambiamenti significativi nel traffico aereo. I dati relativi al settore dei trasporti non sono sempre comparabili a livello internazionale. A differenza delle statistiche demografiche, dei conti economici nazionali e dei dati sul commercio internazionale, la raccolta dei dati sulle infrastrutture non è stata “internazionalizzata”.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
Indice composito che misura la posizione di un'economia all'interno delle reti globali di trasporto marittimo di linea. È calcolato in base al numero di scali navali, alla capacità di movimentazione dei container dei porti, al numero di servizi e compagnie, alle dimensioni della nave più grande e al numero di Paesi collegati attraverso servizi di trasporto di linea diretti. Per ogni anno viene considerato il valore del quarto trimestre.
Fonti
United Nations on Trade and Development (UNCTAD)
Metodologia
L'indice composito è calcolato in base al numero di scali navali, alla capacità di movimentazione dei container dei porti, al numero di servizi marittimi di linea, al numero di compagnie, alle dimensioni della nave più grande e al numero di Paesi collegati attraverso servizi di trasporto di linea diretti. Per ogni componente, il valore del Paese viene diviso per il valore medio della componente nel 1° trimestre 2023 e quindi viene calcolata la media delle sei componenti per il Paese. La media delle componenti per un determinato Paese e trimestre viene quindi moltiplicata per 100. Il risultato è un indice medio pari a 100 nel 1° trimestre 2023. Questa scalat è stata applicata nel marzo 2024 per l'intera serie. (dal 1° trimestre 2006). Si tratta di un cambiamento rispetto alla precedente metodologia di calcolo, in cui le componenti e l'indice venivano scalati al valore massimo nel 1° trimestre 2006.
Indice composito che misura la percezione della logistica di un Paese in base all'efficienza del processo di sdoganamento, alla qualità delle infrastrutture legate al commercio e ai trasporti, alla facilità di organizzare spedizioni a prezzi competitivi, alla qualità dei servizi logistici, alla capacità di tracciare e rintracciare le spedizioni e alla frequenza con cui le spedizioni raggiungono il destinatario nei tempi previsti. L'indice varia da 1 a 5, con un punteggio più alto che rappresenta una migliore performance.
Fonti
World Bank
Metodologia
L'indicatore presenta dati provenienti da indagini sulla performance logistica condotte dalla Banca Mondiale in collaborazione con istituzioni accademiche e internazionali e con aziende private e soggetti privati impegnati nella logistica internazionale. Il Logistic performance index (LPI) si avvale di un'indagine strutturata online condotta su professionisti della logistica presso spedizionieri multinazionali e i principali corrieri espressi. Ogni intervistato valuta otto mercati esteri in base a sei componenti fondamentali della performance logistica (l'efficienza dello sdoganamento e della gestione delle frontiere, la qualità delle infrastrutture commerciali e di trasporto, la facilità di organizzare spedizioni a prezzi competitivi, la competenza e la qualità dei servizi logistici, la capacità di tracciare e rintracciare le spedizioni, la frequenza con cui le spedizioni raggiungono i destinatari entro i tempi di consegna programmati o previsti). Le componenti sono valutate su una scala (dal punteggio più basso al punteggio più alto) da 1 a 5. Gli otto Paesi sono stati scelti in base ai più importanti mercati di esportazione e importazione del Paese in cui si trova l'intervistato, in base a una selezione casuale e, per i Paesi senza sbocco sul mare, in base ai Paesi limitrofi che fanno parte delle linee di collegamento con i mercati internazionali. Il metodo utilizzato per selezionare il gruppo di Paesi valutati da ciascun intervistato varia a seconda delle caratteristiche del Paese in cui si trova l'intervistato. Se gli intervistati non hanno fornito informazioni per tutte e sei le componenti, si ricorre all'interpolazione per colmare i valori mancanti. I valori mancanti vengono sostituiti con la risposta media del Paese per ogni domanda, corretta dalla deviazione media dalla media del Paese nelle domande a cui ha risposto. L'LPI è costruito a partire dai sei indicatori utilizzando l'analisi delle componenti principali (PCA), una tecnica statistica standard utilizzata per ridurre la dimensionalità di un insieme di dati. Nell'LPI, gli input per la PCA sono i punteggi dei Paesi alle domande che coprono le sei componenti principali, calcolati in media su tutti gli intervistati che forniscono dati su un determinato mercato estero. I punteggi vengono normalizzati sottraendo la media del campione e dividendo per la deviazione standard prima di effettuare la PCA. Il risultato della PCA è un singolo indicatore - l'LPI - che è una media ponderata di questi punteggi. I pesi sono scelti per massimizzare la percentuale di variazione dei sei indicatori originali dell'LPI.
I passeggeri trasportati per ferrovia rappresentano il prodotto tra il numero di passeggeri trasportati e i chilometri da loro percorsi.
Fonti
World Bank
Metodologia
I passeggeri-chilometro si calcolano moltiplicando la distanza ferroviaria percorsa tra origine e destinazione per il numero di passeggeri che effettuano quel viaggio. La variabile si riferisce a tutti i passeggeri, indipendentemente dalla tariffa pagata, includendo anche coloro che viaggiano gratuitamente, ma escludendo il personale del treno. Il numero di passeggeri viene conteggiato come numero di viaggi (passenger journeys), dove un viaggio è lo spostamento da un luogo di origine a un luogo di destinazione utilizzando la ferrovia, e può essere composto da una singola tratta o da più tratte consecutive, purché effettuate con lo stesso mezzo di trasporto, in modo che la destinazione di una tratta coincida con l’origine della successiva. Un viaggio si considera concluso in caso di pernottamento, oppure, per praticità, quando avviene un cambio di modalità di trasporto o di compagnia. I passeggeri-chilometro rappresentano quindi la distanza totale percorsa da tutti i passeggeri: ad esempio, una persona che viaggia per 20 km contribuisce con 20 passeggeri-chilometro, mentre quattro persone che percorrono 20 km ciascuna contribuiscono con 80 passeggeri-chilometro.
La lunghezza totale della rete ferroviaria operativa nel Paese, utilizzata per il trasporto passeggeri, il trasporto merci oppure per entrambe le tipologie di servizio.
Fonti
World Bank
Metodologia
Le linee ferroviarie rappresentano la lunghezza della rete ferroviaria disponibile per il servizio ferroviario, indipendentemente dal numero di binari paralleli. Sono incluse esclusivamente le tratte aperte al trasporto pubblico di passeggeri e merci, mentre sono escluse le ferrovie private dedicate a usi specifici (ad esempio trasporto di risorse). Le linee sono classificate per scartamento: N (scartamento normale 1.435 m), L (scartamento largo, indicato esattamente), E (scartamento ridotto, indicato esattamente). La lunghezza della rete è calcolata considerando le sezioni attive, incluse quelle presenti nei registri patrimoniali (Capital Expenditure Account), mentre sono escluse solo le sezioni permanentemente fuori uso, cioè non più mantenute in condizioni operative. Le tratte temporaneamente inattive continuano a essere conteggiate. La lunghezza viene misurata al centro delle sezioni, dal centro degli edifici passeggeri o di servizio delle stazioni indicate come punti indipendenti di partenza o arrivo. Se il confine della rete ferroviaria ricade su una tratta aperta, la misura si estende fino a quel punto. Quando più linee convergono e utilizzano la stessa sezione principale, questa viene conteggiata una sola volta, salvo i casi in cui vi siano binari distinti normalmente assegnati alle singole linee, che allora vengono conteggiati separatamente. In presenza di binari paralleli (es. binari di servizio), si considera solo la lunghezza della linea principale. Le linee operative solo in alcuni periodi dell’anno (linee stagionali) sono comunque incluse nella misura di fine anno.
Il traffico container portuale misura il flusso di container dal trasporto terrestre a quello marittimo e viceversa, in unità equivalenti a venti piedi (Twenty foot Equivalent Unit), un container di dimensioni standard. I dati si riferiscono sia al trasporto costiero che ai viaggi internazionali. Il traffico di trasbordo viene conteggiato come due movimentazioni nel porto intermedio (una per lo scarico e una per il carico in uscita) e include le unità vuote.
Fonti
World Bank
Metodologia
Il TEU (Twenty-foot Equivalent Unit) è l’unità standard internazionale utilizzata per misurare la capacità dei container e il volume dei traffici portuali, e corrisponde a un container di 20 piedi di lunghezza, che rappresenta la dimensione minima di riferimento. I container possono variare in lunghezza (da 20 a oltre 50 piedi), ma il TEU viene usato come unità di conversione: ad esempio, due container da 20 piedi equivalgono a un FEU (Forty-foot Equivalent Unit). La capacità delle navi portacontainer e la movimentazione portuale sono comunemente espresse in TEU.