L’economia del Mediterraneo ha raggiunto nel 2024 un PIL complessivo di circa 11.100 miliardi di dollari, fortemente concentrato nei Paesi dell’UE (72,5%), con Francia, Italia e Spagna dominanti.
Le altre aree hanno un peso più limitato: Medio Oriente (17,7%), Nord Africa (8,2%) e Balcani occidentali (1,6%). Tra le principali economie emergono Turchia, Egitto e Serbia come leader nelle rispettive aree.
Dal 2010 al 2024 la crescita economica è risultata eterogenea: modesta nei grandi Paesi UE, più sostenuta nei Balcani e in alcune economie emergenti.
Nel 2024 si osserva un miglioramento generalizzato della crescita, seppur con differenze regionali e alcune eccezioni.
Le dinamiche del PIL pro-capite evidenziano forti divari: livelli elevati e crescita moderata nell’UE, crescita sostenuta ma livelli inferiori nei Balcani.
Il Medio Oriente mostra forti disuguaglianze interne, mentre il Nord Africa appare più omogeneo ma con livelli medi più bassi.
La struttura produttiva riflette tali differenze: economie UE avanzate e terziarizzate, maggiore peso del settore primario in Nord Africa e Balcani.
Il settore industriale e manifatturiero evidenzia differenze nella capacità tecnologica e competitiva tra i Paesi.
Infine, cresce il peso delle esportazioni medium-high tech in diverse economie mediterranee, segnalando processi di upgrading produttivo.
Temi economici analizzati attraverso indicatori che esaminano PIL totale e pro-capite, composizione del valore aggiunto per settori economici, crescita media annua, produzione medium and high-tech, oltre a tendenze regionali in agricoltura e industria manifatturiera.
Tasso di crescita annua del PIL (%, prezzi costanti 2015)
PIL pro capite, PPA (US$, prezzi costanti 2017)
Valore aggiunto di Agricoltura, silvicoltura e pesca (% del valore aggiunto totale)
Valore aggiunto di Industria e costruzioni (% del valore aggiunto totale)
Valore aggiunto manifatturiero a media e alta tecnologia (% val. agg. manifatturiero)
Valore aggiunto dei Servizi (% del valore aggiunto totale)
area_code
ordgeo
Paesi
2024
2024
2024
2024
2024
2022
2024
Portogallo
308,7
1,9
41.883,8
2,3
21,2
26,5
76,5
A
1
Spagna
1.722,8
3,1
48.373,1
2,8
21,4
37,8
75,8
A
2
Francia
3.162,1
1,2
54.465,0
1,6
19,6
50,4
78,8
A
3
Italia
2.372,8
0,7
53.115,1
2,3
24,3
41,9
73,4
A
4
Slovenia
72,5
1,6
48.495,9
1,7
32,5
37,2
65,8
A
5
Croazia
92,5
3,8
42.631,3
4,1
23,9
25,6
72,0
A
6
Grecia
257,1
2,3
37.752,6
3,8
17,7
25,4
78,5
A
7
Malta
24,3
6,0
60.469,8
0,2
12,4
39,1
87,4
A
8
Cipro
36,3
3,5
53.252,5
1,3
11,7
27,7
87,0
A
9
Serbia
89,1
3,9
26.884,5
3,7
27,4
26,8
68,9
B
10
Kosovo
11,2
4,4
16.380,9
8,8
33,2
..
58,0
B
11
Bosnia-Erzegovina
28,3
2,5
20.428,5
5,0
26,1
16,9
68,8
B
12
Montenegro
8,1
3,0
27.852,0
6,5
14,8
14,9
78,7
B
13
Macedonia del Nord
16,7
2,8
24.464,0
6,8
25,8
32,9
67,4
B
14
Albania
27,2
4,0
18.919,8
17,9
25,8
5,2
56,3
B
15
Turchia
1.323,2
3,2
35.294,4
6,3
29,4
33,8
64,3
C
16
Siria
20,0
-1,2
4.189,8
43,1
12,0
21,5
44,9
C
17
Libano
20,1
-0,8
11.330,3
2,1
4,6
14,6
93,3
C
18
Giordania
53,4
2,5
9.520,2
5,6
27,7
20,1
66,7
C
19
Israele
540,4
0,9
47.338,8
1,4
19,0
49,1
79,6
C
20
Palestina
13,7
-26,6
3.845,5
7,0
21,4
7,2
71,6
C
21
Egitto
389,1
2,4
16.798,2
14,4
34,2
18,8
51,4
D
22
Libia
46,6
-0,6
12.275,9
1,7
65,4
16,1
32,9
D
23
Tunisia
53,4
1,4
12.713,5
9,8
24,9
27,6
65,3
D
24
Algeria
263,6
3,3
15.442,1
13,6
39,1
2,7
47,3
D
25
Marocco
154,4
3,2
9.065,9
11,4
27,3
28,3
61,3
D
26
PIL (miliardi di US$, valori correnti)
SiriaUltimo valore disponibile: 2023
LibanoUltimo valore disponibile: 2023
Tasso di crescita annua del PIL (%, prezzi costanti 2015)
SiriaUltimo valore disponibile: 2023
LibanoUltimo valore disponibile: 2023
PIL pro capite, PPA (US$, prezzi costanti 2017)
SiriaUltimo valore disponibile: 2023
LibanoUltimo valore disponibile: 2023
Valore aggiunto di Agricoltura, silvicoltura e pesca (% del valore aggiunto totale)
SiriaUltimo valore disponibile: 2022
LibanoUltimo valore disponibile: 2023
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
TunisiaUltimo valore disponibile: 2023
AlgeriaUltimo valore disponibile: 2023
Valore aggiunto di Industria e costruzioni (% del valore aggiunto totale)
SiriaUltimo valore disponibile: 2022
LibanoUltimo valore disponibile: 2023
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
TunisiaUltimo valore disponibile: 2023
AlgeriaUltimo valore disponibile: 2023
Valore aggiunto manifatturiero a media e alta tecnologia (% val. agg. manifatturiero)
KosovoNessun dato disponibile
LibiaUltimo valore disponibile: 2021
Valore aggiunto dei Servizi (% del valore aggiunto totale)
SiriaUltimo valore disponibile: 2022
LibanoUltimo valore disponibile: 2023
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
TunisiaUltimo valore disponibile: 2023
AlgeriaUltimo valore disponibile: 2023
Alcuni temi in evidenza
Dimensioni dell’economia e dinamiche di crescita
Il Prodotto Interno Lordo totale della regione del Mediterraneo è risultato pari a circa 11.100 miliardi di dollari nel 2024 (dato a valori correnti). I Paesi mediterranei dell’Unione europea incidono sul totale per una quota ampiamente maggioritaria (72,5%), con i tre principali Paesi (nell’ordine, Francia, Italia e Spagna) che pesano insieme per ben il 65,3%. L’incidenza delle altre aree risulta minore, 17,7% del totale per il Medio Oriente, 8,2% per il Nord Africa e 1,6% per l’area dei Balcani Occidentali.
Oltre ai tre Paesi dell’Unione europea sopra citati, tra i Paesi con valore del Pil elevato si segnalano la Turchia nell’area mediorientale (Prodotto lnterno Lordo pari ad oltre 1.300 miliardi di dollari), l’Egitto (circa 390 miliardi di dollari), il Paese con PIL più elevato in Nord Africa e la Serbia, quello con il sistema economico di maggiori dimensioni (quasi 90 miliardi di dollari) all’interno della regione dei Balcani occidentali (cfr. Figura 1).
Figura 1 – Prodotto Interno Lordo nel 2024 (miliardi di dollari a prezzi correnti)
...
Nel periodo successivo alla crisi finanziaria internazionale del periodo 2008-2009, i cui effetti sulla crescita hanno interessato sia i paesi avanzati che le economie emergenti negli anni successivi1, la dinamica del PIL è risultata altamente differenziata tra i vari Paesi e aree all’interno della regione del Mediterraneo (cfr. Figura 2). Più in dettaglio, tra il 2010 e il 2024 il tasso medio annuo di crescita dei Paesi dell’Unione europea, a parte Malta (+6%), è risultato pari al massimo al 2% (Slovenia e Croazia), mentre i Paesi di maggiori dimensioni hanno registrato una crescita media più bassa, compresa tra lo 0,6% (Italia) e l’1,2% (Francia e Spagna); la Grecia è l’unico Paese della regione euro-mediterranea a far registrare un tasso di crescita medio negativo tra il 2010 e il 2024 (-0,7%). Nell’area dei Balcani occidentali la crescita è risultata compresa tra il 2,2-2,3% (Serbia, Bosnia-Erzegovina e Macedonia del Nord) e il 4,3% del Kosovo. In Medio Oriente il tasso di crescita del PIL appare altamente differenziato: si va dal -4,5% medio della Siria (calcolato sul periodo 2010-2023) al +5,9% della Turchia, mentre nell’area nordafricana l’Egitto è il Paese che registra la crescita media più sostenuta nel periodo analizzato (+3,8%). Con riferimento all’ultimo anno disponibile (2024), i risultati appaiono generalmente migliori per tutti i paesi del Mediterraneo, con alcune eccezioni. Nell’Unione europea, Il tasso di crescita del PIL nel 2024 risulta sensibilmente superiore rispetto alla media 2010-2024 in Portogallo, Spagna, Croazia, Grecia e Cipro, mentre è inferiore in Slovenia. Francia e Italia registrano una crescita modesta nel 2024 (+1,2% e +0,7% rispettivamente) in linea con la crescita degli anni precedenti. Nell’area dei Balcani occidentali tutti i paesi fanno segnare una crescita del PIL nel 2024 superiore rispetto alla media del periodo 2010-2024, viceversa, nell’area mediorientale la crescita del 2024 è risultata ovunque inferiore alla media 2010-2024, tranne che in Giordania. Tra i paesi del Nord Africa, Egitto e Libia registrano risultati peggiori nel 2024 rispetto agli anni precedenti mentre l’inverso accade in Tunisia, Algeria e Marocco
Figura 2 – Tasso di crescita del Pil. Anno 2024 e media del periodo 2010-2024 (%)
...
L’evoluzione del PIL pro-capite tra il 2010 e il 2024 – calcolato a Parità di Potere d’Acquisto (PPA) con valori costanti (in $ 2017) – evidenzia significative differenze tra Paesi, anche nell’ambito delle stesse aree geografiche di appartenenza (cfr. Figura 3). Tra i Paesi dell’Unione europea, Malta e Croazia hanno registrato la crescita più vigorosa, (+61,3% e +48,5% rispettivamente), mentre per Grecia (+0,5% sull’intero periodo), Italia (+7,7%) e Francia (+10,9%) il ritmo di crescita del PIL è risultato più debole. Guardando al dato relativo all’ultimo anno disponibile, il PIL pro-capite medio dei Paesi dell’Unione europea è risultato pari a oltre 50.700 dollari, con quattro paesi (Francia, Italia, Malta e Cipro) che fanno segnare un valore superiore alla media. Nella regione dei Balcani occidentali tutti i Paesi fanno registrare un andamento molto sostenuto, con un tasso di crescita nell’arco del periodo monitorato compreso tra l’88% (il Montenegro) e il 152% (Albania). Il PIL pro-capite medio dell’area si attesta sui 23.100 dollari nel 2024, con Kosovo, Albania e Bosnia-Erzegovina con livelli inferiori alla media dell’area.
In Medio Oriente, dei sei Paesi che compongono l’area solo Turchia e Israele presentano un livello del PIL pro-capite in crescita tra il 2010 e il 20242 (+80,4% e +25,5% rispettivamente). Inoltre, l’ultimo dato disponibile evidenzia differenze molto profonde nei livelli di ricchezza dei Paesi: da un lato Israele e Turchia (rispettivamente, 47.300 e 35.300 dollari) con un PIL pro-capite in linea con i valori, più elevati, dei paesi dell’Unione europea, dall’altro Palestina, Siria, Giordania e Libano con valori molto inferiori, compresi tra 3.800 dollari (Palestina) e 11.300 dollari (Libano). Maggiore omogeneità nei livelli di ricchezza si registra in Nord Africa, dove nel 2024 il valore del PIL pro-capite risulta compreso tra 9.100 dollari (Marocco) e 16.800 (Egitto). Anche l’andamento nell’arco del periodo analizzato risulta piuttosto omogeneo (crescita media dell’area nordafricana pari al 17,8% tra il 2010 e 2024), ad eccezione della Libia dove il PIL pro-capite ha subito forti oscillazioni nel periodo monitorato, registrando nel 2024 un livello inferiore di quasi il 42% rispetto al 2010.
Figura 3 – Pil pro-capite. Anni 2001-2023 (dollari PPA a prezzi costanti 2021)
...
La struttura produttiva
Le caratteristiche dei ventisei Paesi dell’area del Mediterraneo in termini di differente grado di sviluppo e dotazione di risorse risultano ben visibili osservando la composizione del valore aggiunto delle economie per macro-comparti produttivi (cfr. Figura 4).
L’incidenza del comparto dell’Agricoltura, Silvicoltura e Pesca (di seguito “primario”) nei paesi dell’Unione europea – in fase avanzata di terziarizzazione delle proprie economie – è molto bassa, e risulta compresa tra lo 0,2% (Malta) e il 4,1% (Croazia) del valore aggiunto totale. Maggiore il peso nei Balcani occidentali, tra il 3,7% e l’8,8%, con una punta del 17,9% in Albania. In Medio Oriente, Israele mostra un’incidenza molto bassa del comparto primario (appena 1,4% del totale) e una struttura dell’economia di tipo avanzato, con un forte peso del terziario (79,6%). Nei paesi del Nord Africa il comparto primario incide sul valore aggiunto totale per una percentuale dell’11,4% in Marocco e del 14,4% in Egitto, mentre in Libia (1,7% il peso del comparto primario) è il comparto secondario ad esprimere la quota maggiore di valore aggiunto (65,4%), di gran lunga il dato maggiore tra i ventisei paesi del Mediterraneo.
Figura 4 – Composizione del Valore Aggiunto dell’economia per macrosettori. Anno 2024 (dati in %)
...
Nell’ambito dell’Industria manifatturiera, il peso delle produzioni ad elevato valore aggiunto, i settori medium/hi-tech, segnala il livello di sviluppo tecnologico raggiunto da un Paese e la capacità del proprio sistema produttivo di competere a livello internazionale.
Per molti Paesi dell’Unione europea l’incidenza di tali produzioni sulle esportazioni manifatturiere è superiore al 35% (Francia, Italia, Malta, Spagna e Slovenia) nel 2022 e si attesta intorno al 25% per Cipro, Portogallo, Croazia e Grecia. La Francia è il Paese con la maggiore incidenza tra tutti i paesi del Mediterraneo (50,1%). Altri paesi dell’area mediterranea con una forte incidenza dei prodotti medium and high tech sulle esportazioni manifatturiere sono Israele (49,1%) e Turchia (33,8%) in Medio Oriente, Macedonia del Nord (32,9%) e Serbia (26,8%) nei Balcani occidentali, Marocco (28,3%) e Tunisia (27,6%) in Nord Africa (cfr. Figura 5). Rispetto ai dati del 2012, si segnala la crescita molto forte delle esportazioni medium-high tech per Malta (l’incidenza sull’export totale passa dal 5,4% al 39,1%) e Marocco (dal 6,7% al 28,3%).
Figura 5 – Valore aggiunto manifatturiero a media e alta tecnologia (% sul v. agg. manifatturiero totale). Anni 2012 e 2022
...
Note
1Kose, M. Ayhan, and Franziska Ohnsorge, eds. 2020. A Decade after the Global Recession: Lessons and Challenges for Emerging and Developing Economies. Washington, DC. World Bank. doi:10.1596/978-1-4648-1527-0
2Per Siria e Libano l’ultimo dato disponibile fa riferimento al 2023.
Questo grafico è ottimizzato per risoluzioni più ampie. L'esperienza su smartphone potrebbe non essere
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Metadati
Indicatori
Definizione
Il PIL ai prezzi di acquisto è la somma del valore aggiunto lordo di tutti i produttori residenti nell'economia, più le imposte sui prodotti e meno i sussidi non inclusi nel valore dei prodotti. È calcolato senza effettuare deduzioni per il deprezzamento dei beni fabbricati o per l'esaurimento e il degrado delle risorse naturali. I dati sono a prezzi costanti 2015, espressi in dollari statunitensi. I dati in dollari del PIL sono convertiti dalle valute nazionali utilizzando i tassi di cambio ufficiali del 2015. Per alcuni Paesi in cui il tasso di cambio ufficiale non riflette il tasso effettivamente applicato alle transazioni in valuta estera, viene utilizzato un fattore di conversione alternativo.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati World Bank e OCSE
Metodologia
Il prodotto interno lordo (PIL) rappresenta la somma del valore aggiunto di tutti i produttori più eventuali imposte sui prodotti e meno eventuali sussidi non inclusi nel valore dei prodotti. Il valore aggiunto è il valore della produzione lorda dei produttori meno il valore dei beni e servizi intermedi consumati nella produzione, prima di contabilizzare il consumo di capitale fisso nella produzione. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite prevede che il valore aggiunto sia valutato ai prezzi base (escluse le imposte nette sui prodotti) o ai prezzi alla produzione (incluse le imposte nette sui prodotti pagate dai produttori, ma escluse le imposte sulle vendite o sul valore aggiunto). Entrambe le valutazioni escludono le spese di trasporto che sono fatturate separatamente dai produttori. Il PIL totale è misurato ai prezzi di acquisto. Il valore aggiunto dell'industria è normalmente misurato ai prezzi base.
Note e avvertenze
La crescita di un'economia è misurata dalla variazione del volume della sua produzione o dei redditi reali dei suoi residenti. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite del 2008 (SCN 2008) offre tre indicatori plausibili per calcolare la crescita: il volume del prodotto interno lordo (PIL), il reddito interno lordo reale e il reddito nazionale lordo reale. Il volume del PIL è la somma del valore aggiunto, misurato a prezzi costanti, dalle famiglie, dalle amministrazioni pubbliche e dalle industrie che operano nell'economia. Il PIL tiene conto di tutta la produzione nazionale, indipendentemente dal fatto che il reddito sia destinato a istituzioni nazionali o estere. Tra le difficoltà che i compilatori dei conti nazionali devono affrontare c'è l'estensione dell'attività economica non dichiarata nell'economia informale o secondaria. Nei Paesi in via di sviluppo un'ampia quota della produzione agricola non viene scambiata (perché consumata all'interno della famiglia) o non viene scambiata con denaro. La produzione agricola deve spesso essere stimata indirettamente, utilizzando una combinazione di metodi che prevedono stime dei fattori produttivi, delle rese e delle superfici coltivate. Questo approccio porta talvolta ad approssimazioni grossolane che possono differire dai valori reali nel tempo e tra le varie colture per ragioni diverse dalle condizioni climatiche o dalle tecniche agricole. Allo stesso modo, gli input agricoli che non possono essere facilmente attribuiti a specifici output sono spesso “compensati” utilizzando approssimazioni altrettanto grossolane e ad hoc. Nota: i dati per i Paesi dell'OCSE si basano sull'ISIC, revisione 4.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Economia e Finanza"
Tasso di crescita percentuale annuo del PIL a prezzi di mercato in valuta locale costante.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati World Bank e OCSE
Metodologia
Il prodotto interno lordo (PIL) rappresenta la somma del valore aggiunto di tutti i produttori più eventuali imposte sui prodotti e meno eventuali sussidi non inclusi nel valore dei prodotti. Il valore aggiunto è il valore della produzione lorda dei produttori meno il valore dei beni e servizi intermedi consumati nella produzione, prima di contabilizzare il consumo di capitale fisso nella produzione. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite prevede che il valore aggiunto sia valutato ai prezzi base (escluse le imposte nette sui prodotti) o ai prezzi alla produzione (incluse le imposte nette sui prodotti pagate dai produttori, ma escluse le imposte sulle vendite o sul valore aggiunto). Entrambe le valutazioni escludono le spese di trasporto che sono fatturate separatamente dai produttori. Il PIL totale è misurato ai prezzi di acquisto. Il valore aggiunto dell'industria è normalmente misurato ai prezzi base.
Note e avvertenze
La crescita di un'economia è misurata dalla variazione del volume della sua produzione o dei redditi reali dei suoi residenti. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite del 2008 (SCN 2008) offre tre indicatori plausibili per calcolare la crescita: il volume del prodotto interno lordo (PIL), il reddito interno lordo reale e il reddito nazionale lordo reale. Il volume del PIL è la somma del valore aggiunto, misurato a prezzi costanti, dalle famiglie, dalle amministrazioni pubbliche e dalle industrie che operano nell'economia. Il PIL tiene conto di tutta la produzione nazionale, indipendentemente dal fatto che il reddito sia destinato a istituzioni nazionali o estere. Tra le difficoltà che i compilatori dei conti nazionali devono affrontare c'è l'estensione dell'attività economica non dichiarata nell'economia informale o secondaria. Nei Paesi in via di sviluppo un'ampia quota della produzione agricola non viene scambiata (perché consumata all'interno della famiglia) o non viene scambiata con denaro. La produzione agricola deve spesso essere stimata indirettamente, utilizzando una combinazione di metodi che prevedono stime dei fattori produttivi, delle rese e delle superfici coltivate. Questo approccio porta talvolta ad approssimazioni grossolane che possono differire dai valori reali nel tempo e tra le varie colture per ragioni diverse dalle condizioni climatiche o dalle tecniche agricole. Allo stesso modo, gli input agricoli che non possono essere facilmente attribuiti a specifici output sono spesso “compensati” utilizzando approssimazioni altrettanto grossolane e ad hoc. Nota: i dati per i Paesi dell'OCSE si basano sull'ISIC, revisione 4.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
SDG Goal 8, indicatore 8.1.1; ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Economia e Finanza"
Prodotto interno lordo convertito in dollari internazionali utilizzando i tassi di parità del potere d'acquisto. Un dollaro internazionale ha lo stesso potere d'acquisto sul PIL che ha il dollaro americano negli Stati Uniti.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati World Bank International Comparison Program ed Eurostat-OCSE PPP Programme
Metodologia
Il PIL a parità di poter d'acquisto (PPA) è il prodotto interno lordo convertito in dollari internazionali utilizzando i tassi di parità del potere d'acquisto. Un dollaro internazionale ha lo stesso potere d'acquisto sul PIL che ha il dollaro americano negli Stati Uniti. Il PIL ai prezzi di acquisto è la somma del valore aggiunto lordo di tutti i produttori residenti nel Paese, più le imposte sui prodotti e meno i sussidi non inclusi nel valore dei prodotti. Viene calcolato senza dedurre il deprezzamento dei beni fabbricati o l'esaurimento e il degrado delle risorse naturali.
Note e avvertenze
Per la comparabilità dei singoli settori, la produttività del lavoro è stimata secondo le convenzioni di contabilità nazionale. Tuttavia, esistono ancora limitazioni significative nella disponibilità di dati affidabili. Le informazioni su serie coerenti di produzione sia in valuta nazionale che in dollari a parità di potere d'acquisto non sono facilmente disponibili, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, perché la definizione, la copertura e la metodologia non sono sempre coerenti tra i Paesi. Ad esempio, i Paesi impiegano metodologie diverse per stimare i valori mancanti per i settori dei servizi non di mercato e utilizzano definizioni diverse del settore informale.
L'agricoltura, la silvicoltura e la pesca corrispondono alle divisioni ISIC 1-3 e comprendono la silvicoltura, la caccia e la pesca, nonché le coltivazioni e gli allevamenti. Il valore aggiunto è la produzione netta di un settore dopo aver sommato tutti gli output e sottratto gli input intermedi. Viene calcolato senza dedurre l'ammortamento dei beni fabbricati o l'esaurimento e il degrado delle risorse naturali. Si fa riferimento all'International Standard Industrial Classification (ISIC), revisione 4.
Fonti
elaborazioni WeMed su dati World Bank Development Indicators
Metodologia
Il valore aggiunto è il valore della produzione lorda dei produttori meno il valore dei beni e servizi intermedi consumati nella produzione, prima di contabilizzare il consumo di capitale fisso nella produzione. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite prevede che il valore aggiunto sia valutato ai prezzi base (escluse le imposte nette sui prodotti) o ai prezzi alla produzione (incluse le imposte nette sui prodotti pagate dai produttori, ma escluse le imposte sulle vendite o sul valore aggiunto). Entrambe le valutazioni escludono le spese di trasporto che sono fatturate separatamente dai produttori.
Note e avvertenze
La produzione agricola deve spesso essere stimata indirettamente, utilizzando una combinazione di metodi che prevedono stime degli input, delle rese e delle superfici coltivate. Questo approccio porta talvolta ad approssimazioni grossolane che possono differire dai valori reali nel tempo e tra le varie colture per ragioni diverse dalle condizioni climatiche o dalle tecniche agricole. Allo stesso modo, gli input agricoli che non possono essere facilmente attribuiti a specifiche produzioni sono spesso “messi in rete” utilizzando approssimazioni altrettanto grossolane e ad hoc.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Economia e Finanza"
L'industria (comprese le costruzioni) corrisponde alle divisioni ISIC 05-43 e comprende l'industria manifatturiera (divisioni ISIC 10-33). Comprende il valore aggiunto dei settori minerario, manifatturiero (riportato anche come sottogruppo separato), delle costruzioni, dell'elettricità, dell'acqua e del gas. Il valore aggiunto è la produzione netta di un settore dopo aver sommato tutti gli output e sottratto gli input intermedi. Viene calcolato senza dedurre l'ammortamento dei beni fabbricati o l'esaurimento e il degrado delle risorse naturali. Si fa riferimento all'International Standard Industrial Classification (ISIC), revisione 4.
Fonti
elaborazioni WeMed su dati World Bank Development Indicators
Metodologia
Il valore aggiunto è il valore della produzione lorda dei produttori meno il valore dei beni e servizi intermedi consumati nella produzione, prima di contabilizzare il consumo di capitale fisso nella produzione. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite prevede che il valore aggiunto sia valutato ai prezzi base (escluse le imposte nette sui prodotti) o ai prezzi alla produzione (incluse le imposte nette sui prodotti pagate dai produttori, ma escluse le imposte sulle vendite o sul valore aggiunto). Entrambe le valutazioni escludono le spese di trasporto che sono fatturate separatamente dai produttori.
Note e avvertenze
Idealmente, la produzione industriale dovrebbe essere misurata attraverso censimenti e indagini periodiche sulle imprese. Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo tali indagini sono poco frequenti, quindi i risultati delle indagini precedenti devono essere estrapolati utilizzando un indicatore appropriato. Anche la scelta dell'unità di campionamento, che può essere l'impresa (dove le risposte possono essere basate sui registri finanziari) o l’unità locale (dove le unità produttive possono essere registrate separatamente), influisce sulla qualità dei dati. Inoltre, gran parte della produzione industriale è organizzata in imprese non costituite in società o gestite dai proprietari, che non vengono rilevate dalle indagini rivolte al settore formale. Anche nelle grandi industrie, dove le indagini regolari sono più probabili, l'evasione delle accise e di altre imposte e la mancata divulgazione del reddito abbassano le stime del valore aggiunto. Questi problemi si acuiscono quando i Paesi passano dal controllo statale dell'industria all'impresa privata, perché le nuove imprese e un numero crescente di imprese consolidate non dichiarano. In conformità con il Sistema dei conti nazionali, la produzione dovrebbe includere tutte queste attività non dichiarate, nonché il valore delle attività illegali e di altre operazioni non registrate, informali o su piccola scala. I dati su queste attività devono essere raccolti con tecniche diverse dalle tradizionali indagini sulle imprese. I dati per i Paesi OCSE si basano su ISIC, revisione 4.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Economia e Finanza"
Percentuale del valore aggiunto dell'industria a media e alta tecnologia sul valore aggiunto totale dell'industria manifatturiera.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati United Nations Industrial Development Organization (UNIDO)
Metodologia
I dati vengono raccolti utilizzando il questionario generale sulle statistiche industriali, compilato dagli Istituti Nazionali di Statistica e inviato annualmente all'UNIDO. I dati relativi ai Paesi OCSE sono ottenuti direttamente dall'OCSE. I dati dei Paesi sono raccolti anche da pubblicazioni ufficiali e siti web ufficiali. I valori mancanti a livello nazionale sono imputati in base alla metodologia del Competitive Industrial Performance Report (UNIDO, 2017).
Note e avvertenze
La conversione in dollari o le differenze nelle combinazioni ISIC possono causare discrepanze tra i dati nazionali e quelli internazionali.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
I servizi corrispondono alle divisioni ISIC 45-99 e comprendono il valore aggiunto del commercio all'ingrosso e al dettaglio (compresi alberghi e ristoranti), dei trasporti e dei servizi governativi, finanziari, professionali e personali come l'istruzione, la sanità e i servizi immobiliari. Sono incluse anche le spese imputate per i servizi bancari, i dazi all'importazione e qualsiasi discrepanza statistica rilevata dai compilatori nazionali, nonché le discrepanze derivanti dal ridimensionamento. Il valore aggiunto è la produzione netta di un settore dopo aver sommato tutti gli output e sottratto gli input intermedi. Viene calcolato senza effettuare deduzioni per l'ammortamento dei beni fabbricati o per l'esaurimento e il degrado delle risorse naturali. Si fa riferimento alla Classificazione Internazionale Standard delle Industrie (ISIC), revisione 3 o 4.
Fonti
elaborazioni WeMed su dati World Bank Development Indicators
Metodologia
Il valore aggiunto è il valore della produzione lorda dei produttori meno il valore dei beni e servizi intermedi consumati nella produzione, prima di contabilizzare il consumo di capitale fisso nella produzione. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite prevede che il valore aggiunto sia valutato ai prezzi base (escluse le imposte nette sui prodotti) o ai prezzi alla produzione (incluse le imposte nette sui prodotti pagate dai produttori, ma escluse le imposte sulle vendite o sul valore aggiunto). Entrambe le valutazioni escludono le spese di trasporto che sono fatturate separatamente dai produttori.
Note e avvertenze
Nel settore dei servizi, i numerosi lavoratori autonomi e le imprese individuali sono a volte difficili da individuare e sono poco incentivati a rispondere alle indagini, tanto meno a dichiarare tutti i loro guadagni. Ad aggravare questi problemi ci sono le molte forme di attività economica che non vengono registrate, compreso il lavoro che donne e bambini svolgono per una retribuzione scarsa o nulla.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area "Economia e Finanza"