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Nella regione mediterranea persistono ampi divari di genere che coinvolgono diversi ambiti della vita sociale: dagli stili di vita ai livelli di istruzione, fino alla partecipazione politica e ai percorsi di emancipazione femminile. Le differenze nello sviluppo socio economico e nella parità di genere delineano gruppi di Paesi molto distanti tra loro, evidenziando forti disparità a livello territoriale.

Un quadro d’insieme

Dal consumo di tabacco alla scolarizzazione, dai seggi occupati da donne all’indice composito per misurare l’effetto di leggi e regolamenti sulle opportunità economiche delle donne, e infine il confronto di genere attraverso gli indici di sviluppo e di disuguaglianza.

  • Unione europea
  • Balcani occidentali
  • Medio Oriente
  • Nord Africa
Indicatori Consumo di tabacco, F (% di donne 15 anni ed oltre) Consumo di tabacco, M (% di uomini 15 anni ed oltrei) Ammissione all'ultimo grado dell'istruzione secondaria inferiore, F (%) Ammissione all'ultimo grado dell'istruzione secondaria inferiore, M (%) Seggi occupati da donne nei parlamenti nazionali (%) Women Business and the Law Index (scala 1-100) Indice di sviluppo di genere (min=0, max=1) Indice di uguaglianza di genere (min=0, max=1) area_code ordgeo
Paesi 2025 2025 2022 2022 2024 2023 2023 2023
Portogallo 21,8 29,7 102,1 102,2 0,0 100,0 1,0 0,1 A 1
Spagna 27,5 28,0 93,2 88,8 0,0 100,0 1,0 0,0 A 2
Francia 34,0 35,2 100,2 100,1 0,0 100,0 1,0 0,0 A 3
Italia 19,1 25,0 95,8 96,0 0,0 97,5 1,0 0,0 A 4
Slovenia 18,0 21,1 95,2 93,6 0,0 96,9 1,0 0,0 A 5
Croazia 38,9 36,3 102,0 101,3 0,0 93,8 1,0 0,1 A 6
Grecia 29,0 32,2 95,4 95,1 0,0 100,0 1,0 0,1 A 7
Malta 23,0 24,8 97,9 99,2 0,0 91,2 1,0 0,1 A 8
Cipro 24,4 45,6 104,0 105,0 0,0 96,9 1,0 0,2 A 9
Serbia 39,2 38,9 95,9 94,8 0,0 93,8 1,0 0,1 B 10
Kosovo .. .. .. .. .. 91,9 .. .. B 11
Bosnia-Erzegovina 30,5 39,9 91,4 89,5 0,0 85,0 1,0 0,2 B 12
Montenegro 33,1 29,9 99,8 97,9 0,0 85,0 1,0 0,1 B 13
Macedonia del Nord .. .. 91,9 94,2 0,0 85,0 1,0 0,1 B 14
Albania 5,6 35,9 94,9 99,2 0,0 91,2 1,0 0,1 B 15
Turchia 20,6 39,7 92,4 92,4 0,0 82,5 0,9 0,2 C 16
Siria .. .. 48,2 41,0 0,0 40,0 0,8 0,5 C 17
Libano 25,0 43,3 61,2 51,2 0,0 58,8 1,0 0,4 C 18
Giordania 14,1 58,4 94,8 85,7 0,0 59,4 0,9 0,4 C 19
Israele 12,9 25,5 93,8 93,7 0,0 80,6 1,0 0,1 C 20
Palestina .. .. 94,6 91,2 .. 26,2 0,9 0,0 C 21
Egitto 0,3 51,2 82,7 81,8 0,0 50,6 0,9 0,4 D 22
Libia .. .. .. .. 0,0 50,0 1,0 0,2 D 23
Tunisia 1,4 37,6 92,8 72,8 0,0 64,4 0,9 0,2 D 24
Algeria 0,6 41,6 90,4 59,8 0,0 57,5 0,9 0,4 D 25
Marocco 0,9 23,6 76,1 64,7 0,0 75,6 0,9 0,4 D 26

Consumo di tabacco, F (% di donne 15 anni ed oltre)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Macedonia del Nord Nessun dato disponibile
  • Siria Nessun dato disponibile
  • Palestina Nessun dato disponibile
  • Libia Nessun dato disponibile
Consumo di tabacco, M (% di uomini 15 anni ed oltrei)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Macedonia del Nord Nessun dato disponibile
  • Siria Nessun dato disponibile
  • Palestina Nessun dato disponibile
  • Libia Nessun dato disponibile
Ammissione all'ultimo grado dell'istruzione secondaria inferiore, F (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Egitto Ultimo valore disponibile: 2021
  • Libia Nessun dato disponibile
  • Tunisia Ultimo valore disponibile: 2021
Ammissione all'ultimo grado dell'istruzione secondaria inferiore, M (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Egitto Ultimo valore disponibile: 2021
  • Libia Nessun dato disponibile
  • Tunisia Ultimo valore disponibile: 2021
Seggi occupati da donne nei parlamenti nazionali (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Nessun dato disponibile
Indice di sviluppo di genere (min=0, max=1)
  • Portogallo Ultimo valore disponibile: 2022
  • Kosovo Nessun dato disponibile
Indice di uguaglianza di genere (min=0, max=1)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022

Alcuni temi in evidenza

Stili di vita

Lo stato di salute di una popolazione è strettamente legato agli stili di vita adottati, tra cui il consumo di tabacco, uno dei principali fattori di rischio associati alla mortalità per malattie non trasmissibili. Proprio per la sua rilevanza, questo indicatore è incluso anche nel monitoraggio dei Sustainable Development Goals (SDGs).

Nei Paesi dell’Unione europea affacciati sul Mediterraneo, i divari di genere nel consumo di tabacco risultano generalmente più contenuti rispetto a quelli osservati nelle altre macroregioni. Nel 2025, Cipro presenta il maggior divario all’interno dell’UE (24,4% tra le donne e 45,6% tra gli uomini), seguito da Portogallo (21,8% e 29,7%) e Italia (19,1% e 25,0%, Figura 1). I livelli complessivi più elevati si registrano tuttavia in Croazia, Francia e Grecia, dove la quota di fumatori supera il 30% in entrambi i sessi.

Una sostanziale parità dell’abitudine al fumo si osserva in alcuni Paesi dei Balcani occidentali, come Serbia e Montenegro, dove quest’ultimo presenta addirittura valori più alti tra le donne. Al contrario, la situazione più polarizzata emerge nei Paesi del Medio Oriente (a eccezione del Libano) e del Nord Africa: qui il fumo è molto più diffuso tra gli uomini — in diversi casi più di quattro su dieci — con picchi in Giordania (58,4%) ed Egitto (51,2%). Tra le donne, invece, il consumo di tabacco è nettamente meno comune, soprattutto nei Paesi nordafricani, dove spesso non supera il 2%.

Figura 1 – Consumo di tabacco per genere. Anno 2025 (% di donne e uomini 15 anni e oltre)

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Scolarizzazione

I divari di genere nel campo dell’istruzione mostrano forti differenze tra le macroregioni e tra singoli Paesi. L’indicatore relativo all’ammissione all’ultima classe della scuola secondaria inferiore — espresso come percentuale della popolazione in età prevista per l’ingresso — rappresenta anche un indicatore del grado di completamento dell’istruzione primaria (Figura 2). Essendo una misura lorda, può superare il 100% quando sono presenti studenti entrati a scuola in anticipo o in ritardo, oppure che hanno ripetuto uno o più anni. L’indicatore riflette quindi l’efficacia delle politiche sull’accesso e sulla progressione nei primi livelli dell’istruzione obbligatoria.

Tra i Paesi dell’Unione europea emerge un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine, con livelli molto vicini alla piena scolarizzazione. Fanno eccezione Slovenia e Spagna, dove il rapporto risulta più favorevole alle ragazze (rispettivamente 95,2% contro 93,6% e 93,2% contro 88,8%).

Nei Balcani occidentali si osserva invece un ritardo nella scolarizzazione femminile in Albania, dove il valore per le ragazze (94,9%) resta inferiore a quello dei ragazzi (99,2%). In Medio Oriente, ad eccezione della Turchia che mostra una sostanziale parità tra i sessi, tutti gli altri Paesi registrano livelli più elevati per la componente femminile.

Un vantaggio femminile altrettanto significativo emerge anche in due Paesi del Nord Africa, Algeria e Marocco, dove le ragazze presentano tassi di ammissione più alti rispetto ai coetanei maschi.

Figura 2 – Ammissione all’ultimo grado di istruzione secondaria per genere. Anno 2022 (%)

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Partecipazione politica ed emancipazione femminile

La partecipazione politica mostra divari di genere relativamente contenuti nella maggior parte dei Paesi dell’Unione europea. Nel 2024, la Spagna registra uno dei valori più elevati dell’area, con il 44,3% dei seggi parlamentari occupati da donne (Figura 3). Quote vicine al 40% si osservano anche in Slovenia, Francia e Portogallo. Nei Balcani occidentali, Macedonia del Nord, Serbia e Albania presentano livelli analoghi, mentre all’interno delle due macroregioni europee la presenza femminile in parlamento risulta più contenuta soprattutto a Cipro, in Bosnia-Erzegovina e in Grecia.

Nel Medio Oriente, Israele mostra il valore più elevato, con una quota femminile pari al 25%, mentre in tutti gli altri Paesi la presenza delle donne in parlamento rimane inferiore al 20%. Nel Nord Africa, Egitto e Marocco registrano un’incidenza di seggi occupati da donne pari a circa un quarto del totale.

Il Women, Business and the Law Index è un indice composito che valuta l’impatto delle leggi e dei regolamenti sulle opportunità economiche delle donne, considerando ambiti quali mobilità, lavoro, retribuzione, matrimonio, genitorialità, imprenditorialità, proprietà e pensione (cfr. Metodologia della Sezione Metadati). Valori più elevati dell’indice sono generalmente associati a una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro, a livelli di reddito più alti e a migliori risultati in termini di sviluppo. Proprio per tale rilevanza, uno degli obiettivi dell’indice è stimolare riforme legislative che riducano le barriere di genere nell’accesso alle opportunità economiche.

Nel 2023, i Paesi dell’Unione europea presentano mediamente i valori più elevati dell’indicatore. In particolare, Portogallo, Spagna, Francia e Grecia raggiungono il punteggio massimo (100), risultato di una crescita costante lungo oltre vent’anni (Figura 3). Nei Balcani occidentali, l’indice mostra livelli generalmente alti, con valori dell’indice che non scendono sotto 85. Al contrario, i Paesi del Medio Oriente evidenziano una maggiore eterogeneità, con valori che variano da 26 della Palestina a oltre 82 della Turchia; mentre in Nord Africa l’indice oscilla tra il valore di 50 e di circa 76, con il Marocco che registra il valore più elevato della macroregione.

Nel complesso, tra il 2001 e il 2023 i maggiori progressi — pari a oltre 30 punti di incremento dell’indice — si osservano in Turchia, Giordania, Slovenia e Marocco, segnalando un significativo avanzamento verso la riduzione delle discriminazioni di genere.

Figura 3 – Women Business and Law Index – Anni 2001 e 2023 (scala 1-100)

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Sviluppo e disuguaglianza di genere

Nei Human Development Reports delle Nazioni Unite, oltre agli indici complessivi di sviluppo umano (cfr. pagina “Popolazione e società/Altri temi sociali”), vengono aggiornate ogni anno due misure dedicate in modo specifico alla condizione femminile. La prima è l’Indice di sviluppo di genere (GDI), definito come il rapporto tra l’Indice di sviluppo umano delle donne e quello degli uomini, che valuta il grado di parità nello sviluppo umano rispetto a salute, istruzione e reddito. La seconda è l’Indice di disuguaglianza di genere (GII), che misura lo svantaggio femminile considerando la salute riproduttiva, il grado di emancipazione e la partecipazione al mercato del lavoro (cfr. Metodologia nei Metadati della pagina tematica).

Lo scatter plot dei due indicatori colloca la maggior parte dei Paesi dell’Unione europea nel quadrante in basso a destra (insieme a Israele), dove si concentrano i valori più elevati dello sviluppo di genere e quelli più bassi della disuguaglianza. Tra loro spiccano Portogallo, Croazia, Slovenia e Cipro, che raggiungono il valore massimo del GDI pari a 1; Cipro, tuttavia, si distingue per una disuguaglianza di genere relativamente più elevata (Figura 4). Nei Balcani occidentali il livello di sviluppo di genere è complessivamente vicino a quello dei Paesi UE, sebbene accompagnato da valori leggermente più alti dell’indice di disuguaglianza. Al contrario, diversi Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa si collocano nel quadrante in alto a sinistra, caratterizzato dai risultati meno favorevoli per entrambi gli indicatori: è il caso, in particolare, di Siria, Marocco, Giordania, Algeria ed Egitto.

Figura 4 – Indice di sviluppo di genere e indice di disuguaglianza di genere. Anno 2023 (min=0, max=1)

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