Lavoro e genere

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Le dinamiche del mercato del lavoro euro-mediterraneo evidenziano persistenti disuguaglianze di genere. I divari si manifestano nella partecipazione, nell’occupazione e nella qualità del lavoro. Nonostante alcuni miglioramenti congiunturali, le asimmetrie restano di natura strutturale. Le criticità risultano particolarmente accentuate nel Medio Oriente e nel Nord Africa. Segmentazione professionale e segregazione settoriale limitano il pieno utilizzo del capitale umano femminile. Emergono quindi la necessità di politiche integrate e di lungo periodo per promuovere inclusione e sostenibilità.

Un quadro d’insieme

L’analisi esamina il mercato del lavoro attraverso indicatori di partecipazione, occupazione e distribuzione settoriale per genere, offrendo una lettura comparativa delle dinamiche occupazionali e delle disuguaglianze di genere nei diversi contesti geografici.

  • Unione europea
  • Balcani occidentali
  • Medio Oriente
  • Nord Africa
Indicatori Tasso di attività 15-24 anni, F (%) Tasso di attività 15-24 anni, M (%) Tasso di attività 15-64 anni, F (%) Tasso di attività 15-64 anni, M (%) Tasso di occupazione 15-24 anni, F (%) Tasso di occupazione 15-24 anni, M (%) Tasso di occupazione 15 anni e oltre, F (%) Tasso di occupazione 15 anni e oltre, M (%) Tasso di disoccupazione 15 anni e oltre, F (%) Tasso di disoccupazione 15 anni e oltre, M (%) Lavoratori autonomi, F (% dell'occupazione femminile) Lavoratori autonomi, M (% dell'occupazione maschile) Lavoratori salariati, F (% dell'occupazione femminile) Lavoratori salariati, M (% dell'occupazione maschile) Datori di lavoro, F (% dell'occupazione femminile) Datori di lavoro, M (% dell'occupazione maschile) Occupazione in agricoltura, F (% dell'occupazione femminile) Occupazione in agricoltura, M (% dell'occupazione maschile) Occupazione nell'industria, F (% dell'occupazione femminile) Occupazione nell'industria, M (% dell'occupazione maschile) Occupazione nei servizi, F (% dell'occupazione femminile) Occupazione nei servizi, M (% dell'occupazione maschile) area_code ordgeo
Paesi 2024 2024 2024 2024 2024 2024 2024 2024 2024 2024 2023 2023 2023 2023 2023 2023 2023 2023 2023 2023 2023 2023
Portogallo 33,5 37,2 75,7 80,0 26,6 29,2 50,9 59,2 6,9 5,9 11,5 17,5 88,5 82,5 2,9 6,4 1,7 4,1 15,8 33,9 82,5 62,0 A 1
Spagna 30,9 35,1 70,6 78,5 22,4 25,8 45,7 56,2 12,7 9,9 11,7 18,1 88,3 81,9 3,3 6,1 1,9 5,1 9,1 29,1 88,9 65,9 A 2
Francia 40,2 45,0 71,1 76,6 33,8 37,4 47,9 55,2 7,2 7,4 10,2 15,5 89,8 84,5 2,9 6,7 1,6 3,4 9,8 28,2 88,6 68,4 A 3
Italia 19,4 29,7 57,5 75,6 15,1 24,0 38,4 55,3 7,3 5,9 16,1 25,2 83,9 74,8 3,8 8,0 2,2 4,6 13,8 36,1 84,0 59,3 A 4
Slovenia 32,9 38,4 73,4 79,8 30,3 34,3 51,4 61,4 4,0 3,2 10,2 17,7 89,8 82,3 1,8 5,2 3,4 4,6 18,4 43,7 78,3 51,7 A 5
Croazia 25,0 37,0 66,5 73,4 20,4 31,2 44,4 54,9 5,0 4,8 9,1 17,4 90,9 82,6 3,3 7,6 3,3 5,9 15,3 38,3 81,5 55,8 A 6
Grecia 23,3 27,0 62,1 76,7 17,1 20,7 38,7 54,7 12,7 7,8 25,0 35,5 75,0 64,5 4,2 9,6 9,8 12,7 8,1 21,9 82,1 65,3 A 7
Malta 52,3 57,3 73,4 87,3 49,3 51,8 53,8 69,6 3,0 2,7 10,9 18,2 89,1 81,8 1,8 5,6 0,4 1,6 8,6 24,0 91,0 74,3 A 8
Cipro 42,8 45,0 75,4 84,2 36,9 37,2 58,8 69,1 5,1 5,5 8,7 12,0 91,3 88,0 1,1 2,4 0,8 3,7 7,0 24,1 92,2 72,2 A 9
Serbia 26,1 39,6 66,1 79,1 19,8 31,0 46,0 60,9 7,4 7,0 23,9 29,8 76,1 70,2 1,9 4,4 18,7 19,5 19,8 35,4 61,5 45,1 B 10
Kosovo .. .. .. .. .. .. .. .. 17,8 10,6 .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. B 11
Bosnia-Erzegovina 18,4 32,8 52,3 73,5 12,7 24,5 34,3 54,9 12,0 9,1 26,4 20,1 73,6 79,9 2,2 5,1 22,8 13,9 15,8 41,1 61,4 45,0 B 12
Montenegro 23,7 33,6 53,4 66,4 18,1 24,4 36,1 47,0 14,6 15,3 12,7 24,0 87,3 76,0 2,1 4,4 5,1 6,8 6,1 24,8 88,8 68,4 B 13
Macedonia del Nord 20,5 35,7 54,2 77,8 13,9 25,3 36,6 54,6 11,0 14,3 11,3 19,3 88,7 80,7 3,4 7,9 8,1 10,2 25,2 33,8 66,8 56,0 B 14
Albania 27,0 39,7 64,6 79,7 19,7 30,2 47,9 61,3 11,3 10,0 51,1 53,4 48,9 46,6 1,6 6,1 39,9 30,8 16,7 24,8 43,4 44,4 B 15
Turchia 33,7 58,0 41,5 78,1 26,5 50,8 32,2 66,4 11,8 6,9 27,5 29,1 72,5 70,8 1,7 6,1 18,5 12,8 18,1 32,2 63,4 55,0 C 16
Siria 9,2 40,7 14,2 65,3 4,8 29,4 10,1 56,3 24,9 10,4 10,7 38,8 89,3 61,2 0,3 1,4 8,2 16,3 6,2 24,7 85,7 59,0 C 17
Libano 25,7 44,5 31,4 71,5 20,0 33,7 23,4 58,8 14,7 10,0 15,6 35,7 84,5 64,3 3,3 11,2 1,4 4,3 6,3 26,4 92,3 69,2 C 18
Giordania 9,7 37,4 15,0 64,8 5,0 22,5 10,2 51,3 26,1 16,2 4,9 13,0 95,1 87,0 1,6 3,6 1,0 3,6 6,9 20,5 92,1 75,9 C 19
Israele 46,9 46,5 72,4 75,1 44,1 43,6 60,1 66,0 3,6 3,1 8,6 14,6 91,4 85,4 1,6 5,7 0,4 1,1 7,5 23,2 92,1 75,7 C 20
Palestina 10,9 51,1 20,1 75,3 4,7 35,0 11,4 57,6 30,1 20,2 22,9 24,0 77,1 76,0 2,0 6,1 6,3 6,2 9,6 37,3 84,1 56,5 C 21
Egitto 8,2 35,4 16,3 73,5 4,4 31,0 12,4 66,5 18,3 4,9 27,9 25,8 72,1 74,2 1,2 3,1 16,8 19,1 8,5 32,4 74,8 48,6 D 22
Libia 10,5 23,9 35,5 67,1 3,3 14,0 24,7 53,5 24,2 15,5 8,7 18,0 91,3 82,0 1,5 2,6 6,9 9,5 9,2 29,5 83,8 61,0 D 23
Tunisia 14,6 31,6 30,5 72,5 9,1 18,6 20,8 56,4 20,8 13,8 15,8 29,3 84,2 70,7 3,0 8,0 9,2 14,3 32,3 33,7 58,5 52,0 D 24
Algeria 7,3 37,8 15,5 72,3 4,0 27,6 11,1 60,2 20,5 9,5 25,1 33,3 74,9 66,7 1,9 5,1 3,2 10,4 22,9 32,2 73,9 57,4 D 25
Marocco 12,3 40,5 21,2 73,6 9,6 31,6 17,5 62,6 10,6 8,5 24,9 44,1 75,1 55,9 2,9 4,6 47,5 24,6 13,8 27,0 38,7 48,4 D 26

Tasso di attività 15-24 anni, F (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Tasso di attività 15-24 anni, M (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Tasso di attività 15-64 anni, F (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Libano Ultimo valore disponibile: 2023
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Tasso di attività 15-64 anni, M (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Libano Ultimo valore disponibile: 2023
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Tasso di occupazione 15-24 anni, F (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Tasso di occupazione 15-24 anni, M (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Tasso di occupazione 15 anni e oltre, F (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Tasso di occupazione 15 anni e oltre, M (%)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Tasso di disoccupazione 15 anni e oltre, F (%)
  • Kosovo Ultimo valore disponibile: 2023
Tasso di disoccupazione 15 anni e oltre, M (%)
  • Kosovo Ultimo valore disponibile: 2022
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Lavoratori autonomi, F (% dell'occupazione femminile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Lavoratori autonomi, M (% dell'occupazione maschile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Lavoratori salariati, F (% dell'occupazione femminile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Lavoratori salariati, M (% dell'occupazione maschile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Datori di lavoro, F (% dell'occupazione femminile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Datori di lavoro, M (% dell'occupazione maschile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Occupazione in agricoltura, F (% dell'occupazione femminile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Occupazione in agricoltura, M (% dell'occupazione maschile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Occupazione nell'industria, F (% dell'occupazione femminile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Occupazione nell'industria, M (% dell'occupazione maschile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Occupazione nei servizi, F (% dell'occupazione femminile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022
Occupazione nei servizi, M (% dell'occupazione maschile)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2022

Alcuni temi in evidenza

Dall’analisi dei dati aggiornati al 2024, emerge un mercato del lavoro nell’area mediterranea con miglioramenti congiunturali limitati, che non si traducono in un rafforzamento strutturale della partecipazione femminile. I divari di genere restano ampi, soprattutto nella partecipazione e nella qualità dell’occupazione, con segnali di particolare fragilità tra le giovani donne. La segmentazione professionale e la segregazione occupazionale continuano a caratterizzare i mercati del lavoro, confinando le donne in posizioni meno stabili e meno produttive. Nel complesso, le dinamiche recenti tendono a riprodurre, più che ridurre, le disuguaglianze di genere già esistenti.

Partecipazione al Mercato del Lavoro

La partecipazione al mercato del lavoro nell’area euro-mediterranea mostra forti divari per genere ed età, confermando una marcata eterogeneità territoriale. Nei Paesi UE, i tassi di attività nella fascia 15–64 anni sono elevati, soprattutto per gli uomini (75–80%), con divari di genere relativamente contenuti: ad esempio in Portogallo 80,0% uomini e 75,7% donne, in Spagna 78,5% e 70,6%, in Francia 76,6% e 71,1%. Le criticità emergono tra i giovani 15–24 anni, con livelli di attività più bassi e diseguali: in Italia 29,7% uomini e 19,4% donne, in Grecia 27,0% e 23,3%, contro valori più alti in Francia (45,0% e 40,2%) e Malta (oltre 57% uomini e 52% donne).

Nei Balcani Occidentali la partecipazione giovanile femminile resta molto contenuta (sotto il 25% in Bosnia-Erzegovina e Macedonia del Nord), mentre quella maschile si colloca tra il 32% e il 40%. Nella fascia 15–64 anni gli uomini raggiungono livelli elevati (79,1% in Serbia, 79,7% in Albania), a fronte di una partecipazione femminile spesso intorno al 50%.

Il Medio Oriente presenta le asimmetrie più marcate: tra i giovani, la partecipazione femminile scende sotto il 10% in Siria (9,3%) e Giordania (9,7%), contro oltre il 35–40% maschile. Nella popolazione adulta il divario si amplia ulteriormente (Giordania: 64,8% uomini e 15,0% donne; Siria: 65,3% e 14,3%). La Turchia mostra tassi maschili molto elevati (78,1% tra i 15–64 anni) ma una partecipazione femminile nettamente inferiore (41,5%). Israele rappresenta un’eccezione, con livelli quasi paritari sia tra i giovani (46,9% uomini e 46,5% donne) sia tra gli adulti (75,1% e 72,4%).

Nel Nord Africa, infine, la partecipazione femminile risulta strutturalmente bassa in tutte le età: tra le giovani 15–24 anni varia dal 7,3% in Algeria al 14,6% in Tunisia; tra i 15–64 anni si colloca al 16,3% in Egitto, 15,5% in Algeria e 21,2% in Marocco, mentre i tassi maschili restano stabilmente sopra il 70%. La persistenza del gap indica forme di esclusione femminile profondamente radicate nei contesti socio-economici e istituzionali.

Nel complesso, l’indicatore di attività nel 2024 restituisce l’immagine di un Mediterraneo caratterizzato da regimi di partecipazione profondamente differenziati, in cui l’Unione Europea mostra una maggiore capacità di integrazione, seppur con criticità giovanili nei Paesi meridionali, mentre Balcani Occidentali, Medio Oriente e Nord Africa restano segnati da forti divari di genere e da transizioni lavorative fragili. Questi dati confermano che l’inclusione di giovani e donne rappresenta una delle principali sfide strutturali per la sostenibilità economica e sociale della regione, più che una semplice variabile congiunturale del ciclo economico.

Figura 1 – Tassi di attività in età 15-24 anni e 15-64 anni per genere. Anno 2024 (%)

...

Nel 2024 il tasso di occupazione conferma la forte frammentazione dei regimi occupazionali nel Mediterraneo, con genere ed età come fattori decisivi di inclusione. Nei Paesi UE l’occupazione 15+ è relativamente elevata e più equilibrata: i valori femminili variano dal 38–39% di Italia e Grecia al 58,8% di Cipro, mentre quelli maschili superano stabilmente il 54%, raggiungendo circa il 70% a Malta (69,6%) e Cipro (69,1%). L’Italia resta un caso critico, con un tasso femminile del 38,4% contro il 55,3% maschile.

Tra i giovani (15–24 anni) l’occupazione è strutturalmente più bassa: in Italia lavora solo il 15,1% delle giovani donne (24,0% gli uomini) e in Grecia il 17,1% (20,7% uomini). Al contrario, Malta e Cipro mostrano livelli elevati anche per le donne (49,3% e 36,9%), mentre Francia e Slovenia si collocano su valori intermedi (oltre il 30% femminile).

Nei Balcani Occidentali l’occupazione femminile resta debole, soprattutto nella popolazione adulta: 34,3% in Bosnia-Erzegovina e 36,6% in Macedonia del Nord, contro oltre il 54% maschile. Anche dove l’occupazione maschile è elevata (Serbia 60,9%, Albania 61,3%), quella femminile si ferma sotto il 48%. Tra i giovani, le donne occupate sono meno del 15% in Bosnia-Erzegovina e Macedonia del Nord.

Il Medio Oriente evidenzia le asimmetrie più profonde. In Turchia l’occupazione maschile 15+ è del 66,4% contro il 32,2% femminile; tra i giovani il divario resta ampio (50,8% uomini e 26,5% donne). In Siria e Giordania l’occupazione femminile complessiva è intorno al 10% e scende sotto il 5% tra le giovani, mentre quella maschile supera il 50%. Israele rappresenta un’eccezione, con livelli elevati e quasi paritari (60,1% donne e 66,0% uomini; giovani 44,1% e 43,6%).

Nel Nord Africa l’occupazione femminile risulta strutturalmente molto bassa: tra l’11% e il 21% nella popolazione adulta (Egitto, Algeria, Tunisia) e sotto il 10% tra le giovani (4,0–9,1%), a fronte di tassi maschili superiori al 55–60%. Il quadro segnala una persistente esclusione femminile dal mercato del lavoro, particolarmente accentuata nelle nuove generazioni.

Nel complesso, il tasso di occupazione nel 2024 evidenzia un gradiente geografico e di genere molto netto: dall’Unione Europea, caratterizzata da una partecipazione relativamente più inclusiva ma ancora diseguale, ai Balcani Occidentali, segnati da una transizione incompleta, fino al Medio Oriente e al Nord Africa, dove l’occupazione femminile – soprattutto giovanile – resta largamente marginale. I dati suggeriscono che il nodo centrale non sia solo la creazione di posti di lavoro, ma la trasformazione dei modelli istituzionali e sociali di accesso all’occupazione, senza la quale il potenziale demografico e umano del Mediterraneo continuerà a rimanere in larga parte inutilizzato.

Figura 2 – Tassi di occupazione in età 15-24 anni e 15 anni e oltre per genere. Anno 2024 (%)

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Nel 2024 il tasso di disoccupazione conferma forti divari di genere e territoriali nel Mediterraneo, riflettendo differenze non solo nella capacità di assorbimento della forza lavoro, ma anche nel grado di inclusività dei mercati del lavoro. In generale, la disoccupazione femminile risulta più elevata di quella maschile, con intensità molto differenziate tra le macro-aree.

Nei Paesi dell’Unione Europea i livelli sono relativamente contenuti e in alcuni casi prossimi alla parità: in Portogallo 6,9% donne e 5,9% uomini; in Italia 7,35% e 5,89%; in Francia valori quasi simmetrici (7,2% donne e 7,4% uomini). Le criticità maggiori si osservano in Spagna e Grecia, dove la disoccupazione femminile supera il 12% (12,7% e 12,66%) ed è nettamente superiore a quella maschile. Malta e Slovenia rappresentano i casi più virtuosi, con tassi inferiori al 4% per entrambi i generi.

Nei Balcani Occidentali la disoccupazione è mediamente più elevata e variabile. In Serbia i tassi restano sotto l’8% (7,44% donne e 6,97% uomini), mentre in Bosnia-Erzegovina la disoccupazione femminile sale all’11,99% (9,1% uomini). In Montenegro e Macedonia del Nord emerge un profilo atipico, con disoccupazione maschile superiore a quella femminile (fino al 14,31% in Macedonia del Nord), segnalando mercati del lavoro instabili in cui il genere non è l’unica linea di frattura.

Il Medio Oriente presenta le asimmetrie più marcate. In Turchia la disoccupazione femminile è dell’11,8%, quasi doppia rispetto a quella maschile (6,93%). In Siria e Giordania la situazione è particolarmente critica: la disoccupazione femminile raggiunge il 24,94% in Siria e il 26,11% in Giordania, contro rispettivamente il 10,44% e il 16,17% maschile. Anche in Libano il divario resta elevato (14,72% donne e 10,01% uomini). Israele rappresenta un’eccezione, con tassi molto bassi e quasi paritari (3,58% donne e 3,14% uomini).

Nel Nord Africa la disoccupazione femminile assume carattere strutturale: in Egitto raggiunge il 18,28% contro il 4,88% maschile; in Algeria e Tunisia supera il 20% (20,48% e 20,84%), a fronte di valori maschili inferiori al 14%. In Libia il tasso femminile è del 24,21% (15,5% uomini), mentre in Marocco, pur su livelli più contenuti, la disoccupazione delle donne (10,64%) resta superiore a quella degli uomini (8,51%). Il quadro complessivo segnala una persistente e profonda penalizzazione femminile nei mercati del lavoro della sponda sud ed est del Mediterraneo.

Nel complesso, il tasso di disoccupazione nel 2024 conferma l’esistenza di un gradiente euro-mediterraneo molto marcato, in cui l’Unione Europea mostra mercati del lavoro più equilibrati e resilienti, mentre Balcani Occidentali, Medio Oriente e Nord Africa restano caratterizzati da elevata vulnerabilità occupazionale, soprattutto per le donne. In chiave di policy, questi dati suggeriscono che la disoccupazione femminile non sia solo il riflesso di fasi cicliche avverse, ma il risultato di assetti istituzionali, culturali e produttivi che continuano a limitare l’accesso delle donne al lavoro. Ridurre tali divari rappresenta una condizione essenziale per rafforzare la coesione sociale e la sostenibilità economica dell’intero spazio mediterraneo.

Figura 3 – Tasso di disoccupazione per genere. Anno 2024 (%)

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Segmentazione professionale e segregazione occupazionale

Nel 2023 la distribuzione tra lavoro autonomo e lavoro salariato evidenzia con chiarezza le asimmetrie di genere e territoriali dei mercati del lavoro euro-mediterranei.

Nei Paesi dell’Unione Europea l’occupazione è prevalentemente salariata per entrambi i generi: tra le donne la quota supera l’88–90% in Francia (89,8%), Slovenia (89,8%), Croazia (90,9%) e Cipro (91,3%), mentre tra gli uomini resta generalmente sopra l’80%. Il lavoro autonomo è tuttavia più diffuso tra gli uomini, raggiungendo il 25,2% in Italia e il 35,5% in Grecia, contro il 16,1% e il 25,0% delle donne. Questi valori riflettono modelli produttivi frammentati, basati su micro-imprese e lavoro indipendente, che tendono a penalizzare maggiormente le carriere femminili.

Nei Balcani Occidentali, la quota di lavoro autonomo è più elevata per entrambi i generi, segnalando mercati del lavoro meno strutturati. In Serbia il lavoro autonomo riguarda circa il 30% degli uomini e il 24% delle donne, mentre in Bosnia-Erzegovina supera il 20% per entrambi. Il caso più estremo è l’Albania, dove oltre la metà dell’occupazione è autonoma sia tra gli uomini (53,4%) sia tra le donne (51,1%), evidenziando una forte presenza di lavoro familiare e informale.

Nel Medio Oriente, l’autoimpiego maschile raggiunge livelli elevati in contesti fragili come Siria (38,8%) e Libano (35,7%), mentre quello femminile resta più contenuto (tra il 10% e il 16%). Al contrario, in Giordania e Israele oltre il 90% dell’occupazione femminile è salariata, a fronte di una quota di lavoro autonomo maschile inferiore al 15%, indicando mercati del lavoro più regolati.

Nel Nord Africa, l’incidenza del lavoro autonomo è strutturalmente elevata, soprattutto tra gli uomini (44,2% in Marocco, 33,3% in Algeria), ma anche tra le donne (27,9% in Egitto, 25,1% in Algeria). In questi contesti l’autoimpiego femminile è spesso associato a lavoro informale e a bassa protezione sociale.

In conclusione, l’elevata quota di lavoro autonomo nel Mediterraneo non segnala tanto dinamismo imprenditoriale quanto segmentazione occupazionale. I dati mostrano che, soprattutto fuori dall’UE, l’autoimpiego rappresenta spesso una risposta alla scarsità di lavoro salariato di qualità, con effetti più penalizzanti per le donne in termini di stabilità, diritti e protezione sociale.

Figura 4a – Lavoratori autonomi e salariati per genere. Anno 2023 (% delle lavoratrici)

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Figura 4b – Lavoratori autonomi e salariati per genere. Anno 2023 (% dei lavoratori)

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Nel 2023 la quota di datori di lavoro resta molto contenuta e fortemente sbilanciata per genere in tutto lo spazio euro-mediterraneo. Tra le donne, il valore raramente supera il 3–4% dell’occupazione femminile, mentre tra gli uomini si colloca più spesso tra il 5% e il 10%, segnalando una persistente asimmetria nell’accesso all’imprenditorialità strutturata.

Nei Paesi dell’Unione Europea, le donne datrici di lavoro rappresentano il 2–4% dell’occupazione femminile (3,75% in Italia, 4,2% in Grecia), contro quote maschili nettamente più elevate (8,0% in Italia, 9,6% in Grecia). Anche nei contesti più regolati, come Francia e Portogallo, la presenza maschile è più che doppia (circa 6–7% contro 3% femminile).

Nei Balcani Occidentali, la quota femminile si colloca attorno al 2%, mentre quella maschile raggiunge il 4–8% (7,9% in Macedonia del Nord), confermando che l’ampia diffusione del lavoro autonomo non si traduce in capacità occupazionale, soprattutto per le donne.

Nel Medio Oriente e nel Nord Africa, i livelli sono ancora più bassi per le donne: 0,27% in Siria, circa 1–2% in Egitto, Algeria e Giordania. Fanno eccezione casi come il Libano, dove gli uomini datori di lavoro arrivano all’11,2%, a fronte di un 3,3% femminile.

In definitiva, l’indicatore mostra che l’imprenditorialità capace di creare occupazione resta prevalentemente maschile. La bassa incidenza di donne datrici di lavoro non riflette solo scelte individuali, ma barriere strutturali nell’accesso a capitale, reti e opportunità, che limitano il contributo femminile alla crescita e alla creazione di lavoro nello spazio mediterraneo.

Figura 5 – Datori di lavoro per genere. Anno 2023 (% dell'occupazione femminile e maschile)

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Distribuzione di genere nell'occupazione settoriale

Nel 2023 il confronto tra occupazione settoriale femminile e maschile mette in evidenza una segregazione strutturale di genere comune a tutto lo spazio mediterraneo, seppur con intensità e configurazioni diverse tra le aree.

Nei Paesi dell’Unione Europea, le donne risultano fortemente concentrate nei servizi, che assorbono in genere oltre l’80–90% dell’occupazione femminile (oltre il 90% a Cipro e Malta), mentre l’industria raramente supera il 15–18% e l’agricoltura è residuale. Gli uomini, pur anch’essi prevalentemente nei servizi (60–70%), presentano una presenza molto più elevata nell’industria (oltre il 30% in Italia, Portogallo, Croazia e fino al 44% in Slovenia) e una quota agricola leggermente superiore, soprattutto in Grecia (12,7%). Questo divario riflette una segregazione orizzontale che associa le donne ai servizi e gli uomini ai settori a maggiore intensità produttiva.

Nei Balcani Occidentali, la distanza tra i due generi si amplia. L’occupazione femminile mostra una forte esposizione all’agricoltura (oltre il 20% in Serbia e Bosnia-Erzegovina, quasi 40% in Albania) e una minore presenza nei servizi rispetto agli uomini. Questi ultimi risultano invece più concentrati nell’industria (oltre il 35–40% in Serbia e Bosnia-Erzegovina). La struttura produttiva più fragile dell’area accentua quindi una divisione settoriale che penalizza soprattutto l’occupazione femminile in termini di stabilità e produttività.

Nel Medio Oriente, il divario settoriale è fortemente dipendente dal contesto nazionale. Nei Paesi più urbanizzati e istituzionalmente strutturati (Israele, Giordania, Libano), oltre il 90% delle donne lavora nei servizi, mentre gli uomini mostrano una maggiore diversificazione tra servizi e industria. In contesti più fragili o duali, come Turchia e Siria, sia uomini sia donne risultano più presenti in agricoltura e industria, ma con una maggiore concentrazione maschile nei settori produttivi e una permanenza femminile nei servizi.

Nel Nord Africa, la segregazione settoriale assume i caratteri più marcati. Le donne risultano fortemente concentrate in agricoltura (fino al 47% in Marocco) o in segmenti specifici dell’industria manifatturiera (oltre il 30% in Tunisia), spesso in condizioni di bassa tutela. Gli uomini, pur mostrando anch’essi una rilevante presenza agricola (20–25% in Marocco ed Egitto), mantengono una posizione dominante nell’industria e una maggiore diversificazione settoriale.

In sintesi, la lettura comparativa dei dati evidenzia che:

  • l’occupazione femminile è sistematicamente più concentrata in servizi a bassa remunerazione o in agricoltura tradizionale, a seconda del livello di sviluppo;
  • l’occupazione maschile è più diversificata e maggiormente presente nei settori a più alto contenuto di capitale e produttività;
  • la segregazione settoriale di genere si rafforza procedendo dall’UE verso Balcani Occidentali e Nord Africa.

Questi dati suggeriscono che la riduzione dei divari di genere nel Mediterraneo non dipende solo dall’aumento della partecipazione femminile, ma richiede una ricomposizione settoriale dell’occupazione, capace di ampliare l’accesso delle donne all’industria, ai servizi avanzati e ai settori strategici della transizione digitale ed ecologica.

Figura 6a – Distribuzione dell’occupazione nei settori per genere e macroregione. Anno 2023 (% dell'occupazione maschile)

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Figura 6b – Distribuzione dell’occupazione nei settori per genere e macroregione. Anno 2023 (% dell'occupazione femminile)

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