Nella regione mediterranea permangono profondi divari territoriali che interessano molteplici ambiti della vita sociale, dalla salute all’istruzione, dall’accesso alle tecnologie digitali ai livelli di sviluppo umano.
Dalle problematiche sanitarie agli stili di vita, dalla scolarizzazione delle giovani generazioni ai progressi verso la società digitale, e infine una misurazione di sintesi con gli indici di sviluppo umano.
Insicurezza alimentare moderata o grave nella popolazione (%)
Diabete (% della popolazione di età compresa tra 20 e 79 anni)
Consumo di tabacco (% sulla pop. 15 anni ed oltre)
Ammissione all'ultimo grado dell''istruzione secondaria inferiore (%)
Persone che utilizzano Internet (% della popolazione)
Abbonamenti alla banda larga fissa (per 100 ab.)
Indice di sviluppo umano (min=0, max=1)
Indice di sviluppo umano corretto per la diseguaglianza (min=0, max=1)
area_code
ordgeo
Paesi
2023
2024
2025
2022
2023
2023
2023
2023
Portogallo
11,9
10,5
25,8
102,1
85,8
44,1
0,9
0,8
A
1
Spagna
6,5
9,7
27,8
90,9
95,5
37,2
0,9
0,8
A
2
Francia
8,4
6,5
34,6
100,2
86,8
48,7
0,9
0,8
A
3
Italia
1,7
7,7
22,1
95,9
87,0
31,8
0,9
0,8
A
4
Slovenia
8,2
7,0
19,5
94,4
90,4
31,9
0,9
0,9
A
5
Croazia
6,0
10,5
37,6
101,6
83,2
28,5
0,9
0,8
A
6
Grecia
6,6
8,0
30,6
95,2
85,0
43,9
0,9
0,8
A
7
Malta
9,2
10,0
23,9
98,5
92,1
44,3
0,9
0,8
A
8
Cipro
1,4
10,0
35,0
104,5
91,2
38,7
0,9
0,8
A
9
Serbia
9,5
10,5
39,0
95,3
85,4
31,3
0,8
0,8
B
10
Kosovo
..
..
..
..
..
..
..
..
B
11
Bosnia-Erzegovina
9,9
10,3
35,2
90,4
83,4
28,5
0,8
0,7
B
12
Montenegro
10,4
10,7
31,5
98,8
89,8
32,0
0,9
0,8
B
13
Macedonia del Nord
15,2
7,4
..
93,0
87,2
29,2
0,8
0,7
B
14
Albania
33,0
10,6
20,7
97,1
83,1
22,5
0,8
0,7
B
15
Turchia
..
16,5
30,2
92,4
86,0
22,5
0,8
0,7
C
16
Siria
..
19,0
..
44,5
34,6
6,9
0,6
0,4
C
17
Libano
42,4
12,3
34,1
56,0
83,5
7,3
0,8
..
C
18
Giordania
..
20,5
36,3
90,0
92,5
7,0
0,8
0,6
C
19
Israele
9,2
10,1
19,2
93,7
87,0
29,4
0,9
0,8
C
20
Palestina
27,0
15,5
..
92,9
86,6
8,4
0,7
0,5
C
21
Egitto
30,8
22,4
25,8
82,3
72,7
10,9
0,8
0,6
D
22
Libia
35,1
15,8
..
..
88,5
4,5
0,7
..
D
23
Tunisia
25,4
16,0
19,5
82,4
72,3
14,1
0,8
0,6
D
24
Algeria
17,6
17,5
21,1
74,7
76,9
12,0
0,8
0,6
D
25
Marocco
..
11,9
12,2
70,2
91,0
7,0
0,7
0,5
D
26
Insicurezza alimentare moderata o grave nella popolazione (%)
KosovoNessun dato disponibile
TurchiaNessun dato disponibile
SiriaNessun dato disponibile
GiordaniaNessun dato disponibile
MaroccoNessun dato disponibile
Diabete (% della popolazione di età compresa tra 20 e 79 anni)
KosovoNessun dato disponibile
Consumo di tabacco (% sulla pop. 15 anni ed oltre)
KosovoNessun dato disponibile
Macedonia del NordNessun dato disponibile
SiriaNessun dato disponibile
PalestinaNessun dato disponibile
LibiaNessun dato disponibile
Ammissione all'ultimo grado dell''istruzione secondaria inferiore (%)
KosovoNessun dato disponibile
EgittoUltimo valore disponibile: 2021
LibiaNessun dato disponibile
TunisiaUltimo valore disponibile: 2021
Persone che utilizzano Internet (% della popolazione)
KosovoNessun dato disponibile
SiriaUltimo valore disponibile: 2019
Abbonamenti alla banda larga fissa (per 100 ab.)
KosovoNessun dato disponibile
LibanoUltimo valore disponibile: 2022
LibiaUltimo valore disponibile: 2022
Indice di sviluppo umano (min=0, max=1)
KosovoNessun dato disponibile
Indice di sviluppo umano corretto per la diseguaglianza (min=0, max=1)
KosovoNessun dato disponibile
SiriaUltimo valore disponibile: 2015
LibanoNessun dato disponibile
LibiaNessun dato disponibile
Alcuni temi in evidenza
L'analisi degli indicatori sociali nel bacino mediterraneo riveste un ruolo cruciale per comprendere le dinamiche e le sfide che caratterizzano quest’area di grande complessità socioeconomica e sanitaria e caratterizzata da profonde diversità culturali, climatiche, demografiche e politiche. La disponibilità di indicatori tempestivi e con adeguata copertura territoriale nell’area mediterranea non consente ancora un’analisi approfondita di alcuni importanti temi sociali; tuttavia, permette almeno di esplorare diversi aspetti di rilievo come la salute, l'istruzione, la povertà e l'integrazione sociale, offrendo spunti utili per valutare le tendenze e le criticità emergenti.
Salute
La diffusione di fattori correlati ai livelli di benessere economico e quindi a quelli di insicurezza alimentare o alla diffusione di specifiche malattie come il diabete riflettono in modo significativo le condizioni di vita delle popolazioni che vivono nell’area del mediterraneo, influenzando nel complesso gli esiti di salute e di qualità della vita. L’insicurezza alimentare, definita come la mancanza di accesso costante a cibo nutriente e sicuro, è un fenomeno che si manifesta con diverse sfumature e intensità determinato da fattori quali l’instabilità politica, le disuguaglianze economiche e le crisi ambientali. I dati del 2023 evidenziano percentuali allarmanti di insicurezza alimentare moderata o grave in diversi Paesi dell’area mediterranea extra-europea. La situazione più critica si registra in Libano in cui il 42,4% della popolazione vive in condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave, segue la Libia con il 35,1%. Altre nazioni della regione con situazioni di elevata vulnerabilità sono Egitto, Palestina e Tunisia, in cui la percentuale di popolazione che affronta insicurezza alimentare moderata o grave supera il 25%, oltre un quarto della popolazione di ciascun Paese. Il fenomeno non è focalizzato solo nelle aree più vulnerabili del Nord Africa e del Medio Oriente ma anche nella macroarea dei Balcani occidentali. In quest’area l’Albania con il 33% si distingue per una percentuale molto elevata, indicando una criticità strutturale che la posiziona in una fascia di vulnerabilità superiore rispetto a molti altri Paesi della stessa macroarea e dell’Unione Europea che fanno registrare, invece, valori inferiori al 15%. In particolare, in tale macroarea, ad eccezione del Portogallo (11,9%), tutti i Paesi presentano un’incidenza inferiore al 10%, con valori più favorevoli per Cipro (1,4%) e per l’Italia (1,7%).
Figura 1 – Insicurezza alimentare moderata o grave nella popolazione (%) e diabete (% della
popolazione di età compresa tra 20 e 79 anni). Anni 2023 e 2024
...
Il diabete si configura come una delle malattie croniche a più rapida crescita, con un’incidenza che varia sensibilmente tra i Paesi dell’area mediterranea. Questa patologia, strettamente correlata a stili di vita sedentari e a diete poco equilibrate, presenta un’incidenza sovente crescente in concomitanza con l’aumento dell’insicurezza alimentare. L’interazione tra insicurezza alimentare e diabete evidenzia come le condizioni socioeconomiche di vulnerabilità possano incrementare il rischio di sviluppare patologie metaboliche. La comprensione di queste correlazioni è fondamentale per delineare interventi di policy mirati a migliorare le condizioni di vita e la salute delle popolazioni mediterranee. L’analisi dell’incidenza di questa patologia nella popolazione adulta e in età lavorativa, specificamente nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 79 anni, per l’anno 2024, rivela notevoli pattern e disparità territoriali. In alcune nazioni del Medio Oriente e dell’Africa mediterranea riscontriamo una marcata incidenza. Si osservano, infatti, concentrazioni particolarmente elevate in Egitto (22,4%), Giordania (20,5%), Siria (19%), Algeria (17,5%) e Turchia (16,5%). Al di fuori dei casi più critici, la maggior parte dei Paesi mediterranei presenta livelli di incidenza generalmente inferiori all’11% con una variabilità piuttosto contenuta all’interno delle diverse macroregioni considerate. Infatti, nell’Unione europea i valori massimi e minimi sono rispettivamente 10,5% per il Portogallo e la Croazia e 6,5% per la Francia; nei Balcani occidentali 10,7% in Montenegro e 7,4% in Macedonia del Nord; in Medio Oriente e Nord Africa la maggior parte dei Paesi mostrano un intervallo di incidenza tra il 10% (Israele) e il 16% (Tunisia).
Un altro indicatore sanitario legato agli stili di vita è il tabagismo che rappresenta uno dei principali fattori di rischio per molte patologie croniche e per i decessi causati da malattie non trasmissibili (MNT), influenzando significativamente la salute pubblica. La prevalenza del fumo varia notevolmente tra i paesi, evidenziando differenze legate a fattori storici, culturali, sociali e politici. Nel 2025, i dati raccolti su popolazioni di 15 anni e oltre mostrano un maggiore consumo di tabacco in alcuni Paesi dell’ex-Jugoslavia, come Serbia (39%), Croazia (37,6%) e Bosnia-Erzegovina (35,2%) dove si registrano tassi di fumatori superiori a un terzo della popolazione. Le cause sono multiple ma, in queste aree, c’è sicuramente un’eredità storica e culturale legata all’influenza del periodo comunista in cui il fumo era molto tollerato e diffuso e le politiche antifumo erano quasi assenti. Tra i paesi europei, Cipro e Francia si distinguono per i valori superiori al 30%, segnalando una diffusione significativa del fumo anche in contesti più sviluppati e con politiche di prevenzione diverse tra loro. Negli altri contesti europei si osservano percentuali generalmente più contenute, intorno al 20%, come nel caso di Slovenia e Albania. In Italia l’applicazione di efficaci politiche di controllo del tabacco attive da molti anni e una maggiore educazione alla salute hanno contribuito a ridurre nel tempo il valore dell’indicatore, facendolo passare da 26,1% del 2000 al 22,1% di oggi.
Nelle macroregioni Medio Oriente e Nord Africa (MENA), Libano e Giordania mostrano percentuali di fumatori superiori al 30%, anche per la forte radicazione culturale del fumo visto come rito conviviale (narghilè). Israele, Tunisia e Algeria, invece, fanno registrare valori simili a quelli europei attestandosi anche loro attorno al 20%, mentre il limite minimo si riscontra in Marocco, con una prevalenza del 12,2%. In questi paesi del Nord Africa il valore è caratterizzato da una elevata variabilità di genere (cfr. capitolo “Altri Temi di genere). In sintesi, il consumo di tabacco risente di diversi fattori, tra cui le caratteristiche socioculturali legate anche alle differenze di genere, le politiche di prevenzione e di salvaguardia della salute pubblica adottate.
Scolarizzazione e digitalizzazione
L’indicatore di scolarizzazione è qui definito come la percentuale di individui ammessi all’ultimo grado dell’istruzione secondaria inferiore, calcolata in relazione alla popolazione in età anagrafica tipica per l’ingresso in tale grado, generalmente i 14 anni. Questo indicatore funge da proxy per il raggiungimento di un livello basilare di istruzione e permette di evidenziare le differenze nei sistemi educativi e nei tassi di completamento dell’istruzione secondaria inferiore tra diverse macroregioni. Nei Paesi mediterranei dell’UE, l’indicatore di scolarizzazione di base si attesta su livelli molto elevati, raggiungendo circa il 95%. Un valore più contenuto però si registra per la Spagna (90,9%). Anche nell’area dei Balcani occidentali, la soglia del 95% viene superata in diversi Paesi. In particolare, Serbia, Montenegro e Albania registrano percentuali che indicano un buon livello di scolarizzazione di base. La regione mediorientale presenta un quadro più eterogeneo. Paesi come Turchia, Israele e Palestina raggiungono un’incidenza superiore al 90% per l’ammissione all’ultimo grado dell’istruzione secondaria inferiore. Tuttavia, altri Paesi mostrano un ritardo più marcato, la Siria presenta il dato più basso dell’intera area mediterranea, con un’incidenza del 44,5%. Nel Nord Africa, il valore più elevato di scolarizzazione di base si osserva in Egitto, con l’83,1%. Anche il Marocco mostra un ritardo significativo, attestandosi al 70,3%.
Una delle evidenze chiave nell’analisi della diffusione di Internet è la sua omogeneità relativamente elevata tra le macroregioni mediterranee. Ciò significa che, malgrado significative differenze nelle infrastrutture digitali, una quota consistente della popolazione utilizza Internet. Le variazioni nell’uso sono meno marcate rispetto ad altri indicatori, come la scolarizzazione di base, suggerendo che l’adozione di Internet sia influenzato da una pluralità di fattori, quali la cultura digitale, l’alfabetizzazione digitale, la disponibilità di dispositivi e l’accessibilità dei servizi online. Nell’Unione europea si oscilla dal valore più elevato della Spagna (95,5%) a quello più basso della Croazia (83,2%), per i Balcani Occidentali dal Montenegro (89,8%) all’Albania (83,1%), per il Medio Oriente dalla Giordania (92,5%) al Libano (83,5%) e per il Nord Africa dal Marocco (91%) alla Tunisia (72,4%).
Il livello di sviluppo delle infrastrutture digitali influenza direttamente la diffusione degli abbonamenti a banda larga fissa, evidenziando chiari divari tra le macroregioni. L’Unione europea presenta una diffusione relativamente alta, ma con notevoli differenze tra i singoli Paesi membri, la Francia registra il valore più alto tra i Paesi considerati, con il 48,7% di abbonamenti. I valori più bassi per gli altri Paesi UE mediterranei mostrano percentuali intorno al 30% (es. Croazia 28,5%, Italia 31,8%, Slovenia 31,9%).
Nei Balcani occidentali la banda larga è meno estesa rispetto ai livelli UE, con percentuali di accesso che si collocano nell’intervallo 20-30%. Nei restanti Paesi mediorientali e in quelli nordafricani, il ritardo è significativo, a eccezione di Israele (29,4%) e della Turchia (22,5%). In Siria, Giordania e Marocco il tasso si attesta attorno al 7%.
Sviluppo umano
L’Indice di sviluppo umano (HDI), adottato dall’ONU dal 1993, rappresenta una misura composita volta a qualificare il livello di benessere e progresso di una società attraverso la sintesi di dimensioni diverse. quali la salute, l’istruzione e il reddito. L’HDI ha lo scopo esplicito di spostare il focus esplicito dello sviluppo economico del PIL alle politiche di sviluppo incentrate sulla persona. Per calcolare l’indice, vengono selezionati tre indicatori chiave: la speranza di vita alla nascita, l’istruzione e il reddito pro capite e calcolata la loro media geometrica (https://www.undp.org/). La normalizzazione dell’indice prevede l’attribuzione di valori da 0 a 1, dove 0 rappresenta la condizione meno favorevole e 1 quella più favorevole.
Figura 2 – Indice di sviluppo umano e Indice di sviluppo umano corretto per la disuguaglianza. Anno
2023 (min = 0; max =1)
...
Nel corso del tempo, sono state sviluppate diverse varianti dell’HDI, alcune delle quali incorporano anche informazioni relative all’uguaglianza e al genere, culminando nell’introduzione dell’Indice di Sviluppo Umano Corretto per la Disuguaglianza (IHDI, cfr. capitolo “Altri temi di genere”). L’IHDI è una misura derivata dall’HDI che si distingue per la sua capacità di tenere conto delle disparità interne a ciascun Paese. Il divario tra l’HDI e l’IHDI è un indicatore cruciale per comprendere quanto la crescita dello sviluppo umano sia stata inclusiva o, al contrario, concentrata in specifiche fasce della popolazione o regioni. Paesi con un basso gap tra HDI e IHDI presentano generalmente una distribuzione più equa delle risorse e dei benefici dello sviluppo. Al contrario, Paesi con maggiore disuguaglianza interna mostrano gap più ampi, anche in presenza di un HDI relativamente alto. I dati aggiornati al 2023 evidenziano una chiara segmentazione territoriale. I Paesi membri dell’Unione europea registrano valori elevati sia nell’Indice di Sviluppo Umano (HDI) che nell’Indice di Sviluppo Umano corretto per le disuguaglianze (IHDI). La Slovenia si posiziona al vertice con un punteggio di 0,93 per l’indice di sviluppo umano, seguita da Spagna, Francia, Italia e Malta, ciascuna con un valore di 0,92. Tra le nazioni non appartenenti all’UE, Israele si distingue per un livello analogo, pari a 0,92. Nei Balcani Occidentali, l’intervallo va da un massimo di 0,86 in Montenegro a un minimo di 0,80 in Bosnia-Erzegovina. Nel contesto mediorientale, la Turchia si distingue positivamente, registrando un valore pari a 0,86. I Paesi extraeuropei al di fuori dell’area europea presentano valori tra 0,71 e 0,76, con la Siria (0,56) e la Palestina (0,67) che mostrano valori particolarmente bassi anche a causa dei conflitti. Per quanto riguarda il gap tra HDI e IHDI, si registrano differenze significative. Il gap varia dal minimo di 0,05-0,06 punti di differenza in Slovenia, Croazia e Serbia al massimo per i Paesi nordafricani superiore a 0,15 punti di differenza. Questo indica come, nonostante livelli di sviluppo simili, la disuguaglianza interna può variare notevolmente tra i Paesi.
Questo grafico è ottimizzato per risoluzioni più ampie. L'esperienza su smartphone potrebbe non essere
completa.
Metadati
Indicatori
Definizione
Numero totale di nuovi iscritti all'ultima classe dell'istruzione secondaria inferiore, indipendentemente dall'età, espresso in percentuale della popolazione all'età prevista per l'ingresso nell'ultima classe dell'istruzione secondaria inferiore. L'età prevista per l'ingresso nell'ultima classe è l'età in cui gli alunni entrerebbero nella classe se avessero iniziato la scuola all'età ufficiale di ingresso nell'istruzione primaria, avessero studiato a tempo pieno e fossero progrediti senza ripetere o saltare una classe.
Fonti
United Nations Scientific and Cultural Organization (UNESCO)
Metodologia
i dati provengono da censimenti della popolazione e indagini sulle famiglie che raccolgono dati sul livello di istruzione più elevato o sul grado di istruzione completato dai bambini e dai giovani di una famiglia, tramite autodichiarazione o dichiarazione della famiglia. Nel primo caso, ogni membro della famiglia al di sopra di una certa età dichiara il proprio livello di istruzione. Nel secondo caso, una persona, di solito il capofamiglia o un'altra persona di riferimento, indica il grado e/o il livello di istruzione più alto completato da ciascun membro della famiglia. Sono necessari anche i dati amministrativi dei ministeri dell'Istruzione sulla struttura del sistema educativo (età di ingresso e durata). Le indagini possono servire come fonte di dati se raccolgono informazioni per i gruppi di età interessati. Oltre alle indagini nazionali, le indagini campionarie internazionali, come le Indagini demografiche e sanitarie (DHS, http://dhsprogram.com) o le cluster surveys a indicatori multipli (MICS, http://mics.unicef.org), sono un'altra fonte. Queste indagini sono progettate per soddisfare le esigenze di dati internazionali concordate e mirano a garantire la comparabilità transnazionale, fornendo al contempo dati per scopi politici nazionali. Queste indagini vengono condotte regolarmente in paesi selezionati, in media ogni 3-5 anni.
Note e avvertenze
Il numero di nuovi iscritti all'ultimo anno di un determinato livello di istruzione, indipendentemente dall'età, è espresso come percentuale della popolazione dell'età prevista per l'ingresso all'ultimo anno di quel livello di istruzione. Se i dati sui nuovi iscritti non sono raccolti direttamente, possono essere calcolati sottraendo il numero di alunni che ripetono l'ultimo grado dal totale degli iscritti all'ultimo grado. Si tratta di una misura lorda e può quindi superare il 100% se c'è un gran numero di alunni che sono entrati a scuola presto o tardi e/o che hanno ripetuto i gradi precedenti. Il fatto che l’indicatore possa superare il 100% lo rende anche più difficile da interpretare rispetto al tasso di completamento. Rispetto al tasso di completamento, il rapporto di ingresso lordo all'ultimo grado non indica quanti bambini completano l'ultimo grado, ma solo quanti bambini entrano in quel grado. Se gli studenti dell'ultimo anno abbandonano la scuola prima del diploma, il rapporto di ingresso lordo all'ultimo anno sovrastima il completamento. I limiti dei dati impediscono di tenere conto degli gli studenti che abbandonano la scuola durante l'ultimo anno di istruzione secondaria inferiore. Pertanto, questo tasso è una proxy che dovrebbe essere considerata come una stima superiore dell'effettivo tasso di completamento della scuola secondaria inferiore.
Percentuale della popolazione di età pari o superiore a 15 anni che attualmente fa uso di qualsiasi prodotto del tabacco (fumato e/o senza fumo) su base giornaliera o non giornaliera.
Fonti
World Health Organization
Metodologia
Un modello statistico basato su una meta-regressione binomiale negativa bayesiana viene utilizzato per modellare la prevalenza dell'uso corrente di tabacco per ciascun Paese, separatamente per uomini e donne. Una descrizione completa del metodo è disponibile in The Lancet, volume 385, n. 9972, pagg. 966-976 (2015). Una volta raccolti i tassi di prevalenza specifici per età e sesso dalle indagini nazionali in un set di dati, il modello è stato adattato per calcolare le stime di tendenza dal 2000 al 2025. Il modello ha due componenti principali: (a) aggiustare gli indicatori e le fasce d'età mancanti e (b) generare una stima delle tendenze nel tempo con un intervallo di credibilità del 95% intorno alla stima. A seconda della completezza/esaustività dei dati delle indagini di un particolare Paese, il modello a volte fa uso di dati di altri Paesi per colmare le lacune informative. Quando un Paese ha meno di due indagini nazionali rappresentative della popolazione in anni diversi, non viene fatto alcun tentativo di colmare le lacune di dati e non vengono calcolate stime. Per colmare le lacune di dati, le informazioni vengono “prese in prestito” da Paesi della stessa sotto-regione ONU. Le linee di tendenza risultanti vengono utilizzate per ricavare stime per singoli anni, in modo da poter riportare un numero anche se il Paese non ha condotto un'indagine in quell'anno. Per rendere i risultati comparabili tra i Paesi, i tassi di prevalenza sono stati standardizzati per età rispetto alla popolazione standard dell'OMS.
Note e avvertenze
I prodotti del tabacco comprendono sigarette, pipe, sigari, sigaretti, pipe ad acqua (narghilè, shisha), bidis, kretek, prodotti del tabacco riscaldati e tutte le forme di tabacco senza fumo (orale e nasale). I prodotti del tabacco escludono le sigarette elettroniche (che non contengono tabacco), le “e-cigar”, gli “e-hookah”, i JUUL e le “e-pipes”. I tassi sono standardizzati per età rispetto alla popolazione standard dell'OMS. Le stime per i Paesi con indagini irregolari o con molte lacune nei dati hanno ampi intervalli di incertezza e tali risultati dovrebbero essere interpretati con cautela.
Percentuale di persone nella popolazione che vive in famiglie classificate come moderatamente o gravemente insicure dal punto di vista alimentare. Una famiglia è classificata come moderatamente o gravemente insicura dal punto di vista alimentare quando almeno un adulto della famiglia ha dichiarato di essere stato esposto, in alcuni momenti dell'anno, a diete di bassa qualità e di essere stato costretto a ridurre la quantità di cibo che avrebbe mangiato normalmente a causa della mancanza di denaro o di altre risorse.
Fonti
Food and Agriculture Organization
Metodologia
i dati sono rilevati tramite un modulo di indagine in un questionario Gallup World Poll.
Note e avvertenze
La validità e l'affidabilità di questi dati è molto elevata. Il margine di errore può variare dallo 0,5% al 10% del valore della prevalenza a seconda della dimensione del campione.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
Percentuale di persone di età compresa tra i 20 e i 79 anni che hanno il diabete di tipo 1 o di tipo 2. È calcolata in base a una struttura di età standard della popolazione.
Fonti
International Diabetes Federation
Metodologia
I dati provengono da diverse fonti, come articoli scientifici sottoposti a peer review e indagini sanitarie nazionali e regionali. Anche i rapporti ufficiali di organizzazioni internazionali, come l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono stati valutati per la loro qualità, definita in accordo con un gruppo di esperti internazionali. Le fonti di dati che hanno superato rigorosi criteri di selezione sono state incluse nell'analisi dei dati.
Note e avvertenze
Le persone con diabete non diagnosticato sono incluse nel numero totale stimato di persone con diabete per il 2021.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
Quota per 100 residenti degli abbonamenti fissi per l'accesso ad alta velocità all'Internet pubblico (una connessione TCP/IP), con velocità di downstream pari o superiore a 256 kbit/s.
Fonti
a) International Telecommunication Union; b) World Bank Development Indicators per la Palestina
Metodologia
I dati sono raccolti direttamente dai governi tramite questionari annuali inviati all'agenzia responsabile delle telecomunicazioni/ICT (autorità di regolamentazione o ministero). I dati sono verificati e armonizzati per garantire la comparabilità internazionale e la conformità agli standard internazionali, come indicato nel Manuale ITU per la raccolta di dati amministrativi sulle telecomunicazioni/ICT e nell'elenco centrale di indicatori ICT sviluppato dalla Partnership on Measuring ICT for Development. I dati vengono raccolti due volte all'anno tramite questionari inviati ai governi. Ad aprile viene inviato un breve questionario in cui si richiedono dati sui principali indicatori di telecomunicazioni/ICT, come gli abbonamenti alla telefonia fissa, gli abbonamenti alla telefonia mobile, gli abbonamenti alla banda larga fissa (totale e per livelli di velocità), la larghezza di banda internazionale, il traffico a banda larga mobile e fissa e la copertura della popolazione mobile (totale, 3G, 4G e oltre). A settembre viene inviato un lungo questionario che richiede dati su tutti gli indicatori di telecomunicazioni/ICT inclusi nel Manuale ITU per la raccolta di dati amministrativi sulle telecomunicazioni/ICT. I dati vengono convalidati e le discrepanze chiarite attraverso la comunicazione con i Paesi prima di essere diffusi.
Note e avvertenze
Internet fisso a banda larga comprende modem via cavo, DSL, fibra e altre tecnologie fisse a banda larga (come Internet a banda larga via satellite, LAN Ethernet, accesso fisso senza fili, Wireless Local Area Network, WiMAX, ecc.) Sono esclusi gli abbonati che accedono alle comunicazioni di dati (compreso Internet) tramite reti cellulari mobili. Le velocità pubblicizzate e quelle reali possono differire in modo sostanziale. Poiché le domande e le definizioni delle indagini differiscono, le stime potrebbero non essere strettamente comparabili tra i vari Paesi. In alcuni Paesi, le autorità di regolamentazione controllano la velocità e la qualità dei servizi a banda larga e obbligano gli operatori a fornire informazioni accurate sulla qualità del servizio agli utenti finali. I totali regionali e globali sono calcolati come somme non ponderate dei valori dei Paesi. I tassi di penetrazione regionali e globali (per 100 abitanti) sono medie ponderate dei valori dei Paesi, ponderati per la popolazione dei Paesi/regioni. Le discrepanze tra i dati globali e quelli nazionali possono verificarsi quando i Paesi utilizzano una definizione diversa da quella utilizzata dall'ITU. Le discrepanze possono sorgere anche nei casi in cui la fine dell'anno fiscale differisce da quella utilizzata dall'ITU, che è la fine di dicembre di ogni anno. Alcuni Paesi hanno un anno fiscale che termina a marzo o giugno di ogni anno.
Quota per 100 residenti della somma del numero attivo di linee telefoniche fisse analogiche, degli abbonamenti voice-over-IP (VoIP), degli abbonamenti alla rete locale fissa senza fili (WLL), degli equivalenti canali vocali ISDN e dei telefoni pubblici fissi a pagamento.
Fonti
a) International Telecommunication Union; b) World Bank Development Indicators per la Palestina
Metodologia
I dati sono raccolti direttamente dai governi tramite questionari annuali inviati all'agenzia responsabile delle telecomunicazioni/ICT (autorità di regolamentazione o ministero). I dati sono verificati e armonizzati per garantire la comparabilità internazionale e la conformità agli standard internazionali, come indicato nel Manuale ITU per la raccolta di dati amministrativi sulle telecomunicazioni/ICT e nell'elenco centrale di indicatori ICT sviluppato dalla Partnership on Measuring ICT for Development. I dati vengono raccolti due volte all'anno tramite questionari inviati ai governi. Ad aprile viene inviato un questionario short form in cui si richiedono dati sui principali indicatori di telecomunicazioni/ICT, come gli abbonamenti alla telefonia fissa, gli abbonamenti alla telefonia mobile, gli abbonamenti alla banda larga fissa (totale e per livelli di velocità), la larghezza di banda internazionale, il traffico a banda larga mobile e fissa e la copertura della popolazione mobile (totale, 3G, 4G e oltre). A settembre viene inviato un questionario long form che richiede dati su tutti gli indicatori di telecomunicazioni/ICT inclusi nel Manuale ITU per la raccolta di dati amministrativi sulle telecomunicazioni/ICT. I dati vengono convalidati e le discrepanze chiarite attraverso la comunicazione con i Paesi prima di essere diffusi.
Note e avvertenze
Gli operatori sono tradizionalmente la principale fonte di dati sulle telecomunicazioni, quindi le informazioni sugli abbonamenti sono ampiamente disponibili per la maggior parte dei Paesi. Questo dà un'idea generale dell'accesso, ma una misura più precisa sarebbe il tasso di penetrazione, ovvero la quota di famiglie che hanno accesso alle telecomunicazioni. Negli ultimi anni sono diventate disponibili maggiori informazioni sull'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione grazie alle indagini condotte presso le famiglie e le imprese. Sono importanti anche i dati sull'uso effettivo dei servizi di telecomunicazione. Idealmente, le statistiche sulle telecomunicazioni (e sulle altre tecnologie dell'informazione e della comunicazione) dovrebbero essere compilate per tutte e tre le misure: abbonamenti, accesso e utilizzo. La qualità dei dati varia da un Paese all'altro, a causa delle differenze nelle normative che regolano la fornitura e la disponibilità dei dati. Le discrepanze possono sorgere anche nei casi in cui la fine di un anno fiscale differisce da quella utilizzata dall’International Telecommunication Union, che è la fine di dicembre di ogni anno. Alcuni Paesi hanno un anno fiscale che termina a marzo o giugno di ogni anno.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
Indice composito che misura i risultati raggiunti in tre dimensioni chiave dello sviluppo umano: una vita lunga e sana, l'accesso alla conoscenza e un tenore di vita dignitoso. L'indice è la media geometrica degli indici normalizzati per ciascuna delle tre dimensioni.
Fonti
United Nations Development Programme (UNDP)
Metodologia
Si tratta di una media geometrica degli indici normalizzati, basati sui seguenti indicatori: a) Speranza di vita alla nascita: UN/DESA (2022a). b) Anni di scolarizzazione previsti: CEDLAS e Banca Mondiale (2022), ICF Macro Demographic and Health Surveys (vari anni), UNESCO Institute for Statistics (2022) e United Nations Children's Fund (UNICEF) Multiple Indicator Cluster Surveys (vari anni). c) Anni medi di scolarizzazione: Barro e Lee (2018), ICF Macro Demographic and Health Surveys (vari anni), OCSE (2022), Istituto di statistica dell'UNESCO (2022) e UNICEF Multiple Indicator Cluster Surveys (vari anni). d) Reddito nazionale lordo pro capite: FMI (2022), UNDESA (2022b), United Nations Ststistics Division (2022) e Banca Mondiale (2022).
Indice composito che corregge l'Indice di sviluppo umano per tenere conto della disuguaglianza nella distribuzione di ciascuna dimensione nella popolazione.
Fonti
United Nations Development Programme (UNDP)
Metodologia
Si basa su una classe di indici compositi sensibili alla distribuzione proposta da Foster, Lopez-Calva e Szekely (2005), che si rifà alla famiglia di misure di disuguaglianza di Atkinson (1970). È calcolato come media geometrica degli indici dimensionali corretti per la disuguaglianza. La disuguaglianza nella distribuzione delle dimensioni dell'Indice di Sviluppo Umano è stimata per: * Speranza di vita, utilizzando i dati delle tavole di mortalità complete fornite dall'UN/DESA (2022a). * Anni medi di scolarizzazione, utilizzando i dati delle indagini sulle famiglie armonizzati nei database internazionali, tra cui il Luxembourg Income Study, l'European Union Survey of Income and Living Conditions di Eurostat, l'International Income Distribution Database della Banca Mondiale, le Demographic and Health Surveys di ICF Macro, le Multiple Indicators Cluster Surveys dell'UNICEF, il Center for Distributive, Labour and Social Studies e il Socio-Economic Database for Latin America and the Caribbean della Banca Mondiale, i dati sui risultati scolastici dell'United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization Institute for Statistics e il World Income Inequality Database della United Nations University. * Reddito familiare disponibile o consumo pro capite, utilizzando le banche dati e le indagini sulle famiglie sopra elencate e, per alcuni Paesi, reddito imputato in base a una metodologia di corrispondenza dell'indice patrimoniale utilizzando gli indici patrimoniali delle indagini sulle famiglie (Harttgen e Vollmer 2013). L'indice patrimoniale è fornito nei microdati delle ICF Macro Demographic and Health Surveys e delle Cluster Surveys del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia.