I fenomeni demografici rappresentano aspetti rilevanti per tutte le tematiche sociali, economiche e ambientali. La dinamica della popolazione, la struttura per età e i livelli di natalità, fecondità e mortalità infantile disegnano un quadro fortemente differenziato nella regione del Mediterraneo.
Indice di dipendenza degli anziani (% rispetto alla pop. in età lavorativa)
Tasso di natalità (per 1.000 ab.)
Tasso di fecondità totale (n. medio figli per donna)
Speranza di vita alla nascita (anni)
Tasso di mortalità infantile (per 1.000 nati vivi)
area_code
ordgeo
Paesi
2023
2023
2023
2023
2023
2022
2023
2022
2021
Portogallo
10,5
1,1
13,0
23,3
36,6
8,0
1,4
81,6
2,7
A
1
Spagna
48,4
1,2
13,5
20,7
31,5
6,9
1,3
83,1
2,6
A
2
Francia
68,2
0,3
17,0
22,0
36,1
10,6
1,8
82,2
3,3
A
3
Italia
59,0
0,0
12,4
24,0
37,8
6,7
1,2
82,6
2,6
A
4
Slovenia
2,1
0,4
15,0
21,4
33,7
8,3
1,6
81,3
1,9
A
5
Croazia
3,9
-0,1
14,0
22,7
36,0
8,8
1,4
77,6
3,9
A
6
Grecia
10,4
-0,6
13,6
23,1
36,6
7,3
1,4
80,6
3,4
A
7
Malta
0,6
4,1
13,2
19,6
29,1
8,1
1,2
82,7
5,0
A
8
Cipro
1,3
0,7
15,8
15,2
22,0
10,0
1,3
81,9
2,7
A
9
Serbia
6,6
-0,7
14,6
20,5
31,5
9,3
1,5
75,5
4,6
B
10
Kosovo
1,8
-0,7
20,6
10,5
15,3
11,1
1,5
79,5
6,2
B
11
Bosnia-Erzegovina
3,2
-0,7
14,7
18,7
28,0
8,3
1,3
75,3
5,3
B
12
Montenegro
0,6
-0,2
17,9
16,9
26,0
11,4
1,7
76,2
2,4
B
13
Macedonia del Nord
1,8
-1,1
15,9
15,1
21,9
9,9
1,4
74,4
4,6
B
14
Albania
2,7
-1,1
16,0
17,1
25,6
10,1
1,4
76,8
8,4
B
15
Turchia
85,3
0,4
23,0
8,9
13,1
14,5
1,9
78,5
8,6
C
16
Siria
23,2
4,9
29,7
4,7
7,2
20,5
2,7
72,3
18,1
C
17
Libano
5,4
-2,5
27,3
10,3
16,5
14,6
2,1
74,4
14,1
C
18
Giordania
11,3
0,5
31,5
4,0
6,2
21,6
2,7
74,2
12,6
C
19
Israele
9,8
2,1
27,9
12,2
20,3
19,0
2,9
82,7
2,8
C
20
Palestina
5,2
2,4
38,4
3,6
6,2
27,7
3,4
73,4
13,8
C
21
Egitto
112,7
1,5
32,6
4,9
7,9
22,1
2,8
70,2
16,0
D
22
Libia
6,9
1,1
27,7
5,0
7,4
17,3
2,4
72,2
9,2
D
23
Tunisia
12,5
0,8
24,7
9,3
14,1
15,6
2,0
74,3
10,6
D
24
Algeria
45,6
1,6
30,4
6,6
10,5
20,6
2,8
77,1
19,2
D
25
Marocco
37,8
1,0
26,3
8,0
12,2
17,2
2,3
75,0
15,4
D
26
Alcuni temi in evidenza
Consistenza e dinamica demografica
Nel 2023 la popolazione complessiva della regione del Mediterraneo ammonta a 576,6 milioni: 215,5 milioni
nel Nord Africa (pari al 37,4% del totale), 204,2 milioni nell’Unione europea (35,4%), 140,2 milioni nel
Medio Oriente (24,3%), 16,8 milioni nei Balcani occidentali (2,9%).
Nell’arco degli ultimi due decenni, tale popolazione è aumentata di oltre un quarto (+26,4%) rispetto al
2001, con rilevanti differenze tra le aree geografiche e all’interno di queste. Il Nord Africa ha presentato
il maggiore incremento relativo (+45,4%), con un contributo più elevato dell’Egitto sia in termini assoluti
che relativi (+39,9 milioni, +54,7%). Leggermente inferiore la dinamica complessiva del Medio Oriente
(+39,1%), con il maggior contributo della Turchia in valori assoluti (+20,3 milioni) e di Giordania,
Palestina e Israele in termini relativi (rispettivamente, +119,6%, +72,3% e +51,5%). Molto contenuta la
crescita demografica dei Paesi mediterranei dell’Unione europea (+8,6%), con dinamiche più significative in
Spagna e Francia (rispettivamente +18,4 e +11,1%), un saldo leggermente positivo in Italia (+3,5%) e una
riduzione del numero di abitanti in Croazia e Grecia. L’area dei Balcani occidentali, infine, presenta una
flessione demografica complessiva tra 2001 e 2023 (-12,9%), che ha riguardato in misura più evidente la
Bosnia-Erzegovina (-23,5%).
L’andamento demografico in termini di crescita annuale evidenzia diverse tipologie nei sette Paesi più
popolosi dell’area mediterranea (Figura 1). L’Egitto è stato a lungo il Paese con un tasso di crescita più
sostenuto, superiore al + 2% annuo, ma ha iniziato dalla metà del decennio scorso una riduzione del ritmo di
incremento, in parte simile a quello dell’Algeria. Su livelli intermedi di crescita demografica, tra il +1%
e il +1,5%, si attestano Turchia e Marocco, entrambi con una graduale riduzione dell’incremento di
popolazione e, nel caso della Turchia, una netta frenata nel 2023 (solo +0,4% rispetto all’anno precedente).
Tra i Paesi europei, la crescita demografica della Spagna si concentra nel primo decennio per poi ridursi
nettamente, sebbene con una ripresa pari a + 1,2% nel 2023; quello della Francia ha un andamento più
regolare, costantemente inferiore al punto percentuale di crescita annua e su livelli più modesti negli
ultimi anni; infine, il dato italiano presenta le dinamiche meno espansive, con otto anni consecutivi di
calo demografico tra 2015 e 2022, mentre il 2023 risulta stazionario.
Figura 1 – Crescita demografica annuale nei Paesi più popolosi della regione del Mediterraneo. Periodo
2001-2023 (variazione % rispetto all’anno precedente)
...
Struttura demografica
Nel 2023 la popolazione con meno di 14 anni rappresenta una quota pari o superiore a un quarto della
popolazione totale in quasi tutti i Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, con i valori più elevati in
Palestina (38,4%), Egitto (32,6%) e Giordania (31,5%). Nei Paesi dell’Unione europea, invece, tale
indicatore presenta un valore massimo per la Francia pari al 17%, minimo per l’Italia (12,4%). L’area dei
Balcani occidentali ha quote di popolazione minore di 14 anni leggermente superiori a quelle dell’area UE,
con un valore massimo per il Kosovo (20.6%).
Viceversa, per la popolazione anziana in età 65 anni e oltre i Paesi UE mostrano i valori più elevati,
superiori al 20%, tranne che a Cipro e Malta, e un valore massimo per l’Italia (24%). Lievemente minore è la
quota di anziani nella popolazione dei Balcani occidentali e molto più ridotta nei Paesi extra-europei, dove
soltanto Israele e Libano hanno percentuali di anziani superiori, seppure di poco, al 10%.
Natalità e fecondità
A una maggior percentuale di popolazione giovanile nel Medio Oriente e in Nord Africa corrispondono tassi di
natalità e di fecondità totale più elevati. Per entrambi gli indicatori, i valori più elevati nel 2022
riguardano la Palestina, con 27,7 nati vivi per mille abitanti e 3,38 figli per donna. Per la natalità,
seguono Egitto e Giordania (rispettivamente 22,1 e 21,6 per mille); per il tasso di fecondità totale Israele
(2,92 figli per donna) ed Egitto (2,84).
All’estremo opposto, la natalità risulta particolarmente contenuta nei Paesi dell’Unione europea, e
soprattutto in Italia, Spagna e Grecia, con tassi che ammontano rispettivamente a 6,7, 6,9 e 7,3 per mille
abitanti. Il tasso di fecondità totale tocca il valore minimo in Italia (1,2 figli per donna), seguita da
Malta (1,22) e Spagna (1,29).
Considerando i paesi più popolosi dell’area mediterranea, l’evoluzione della fecondità dall’inizio del
secolo ha seguito diverse traiettorie (Figura 2). Nei paesi europei, il numero medio di figli per donna ha
raggiunto valori più elevati alla fine del primo decennio (Spagna 1,45; Italia 1,44; Francia 2,03), per poi
tornare ai livelli di inizio periodo. Per Egitto, Marocco e Turchia, tra gli estremi del periodo 2001-2023
tale indicatore mostra una riduzione di diversi decimali, che si manifesta con continuità soprattutto negli
anni più recenti; nel caso della Turchia, ciò ha portato nel 2023 a livelli di fecondità ormai prossimi a
quelli francesi.
Figura 2 – Tasso di fecondità totale nei Paesi più popolosi della regione del Mediterraneo. Periodo
2001-2023 (n. medio di figli per donna)
...
Speranza di vita e mortalità infantile
Gli indicatori legati alla mortalità e alla speranza di vita evidenziano nei dati più recenti tre tipologie
distinte nell’area del Mediterraneo (Figura 3). In primo luogo, nove Paesi con una speranza di vita totale
(maschi e femmine) superiore a 80 anni: sono otto Paesi dell’Unione europea (fa eccezione la Croazia), più
Israele. In tutti questi Paesi, il livello di mortalità infantile è inferiore a 5 per mille nati vivi, e in
diversi casi (Portogallo, Spagna, Italia, Slovenia, Cipro e Israele) a 3 per mille nati vivi. Il valore più
elevato della speranza di vita totale riguarda nel 2022 la Spagna (83,1 anni). Vi è poi una serie di Paesi
con una speranza di vita inferiore a 80 anni, a cui si accompagna una mortalità infantile inferiore alla
soglia del 10 per mille: oltre alla Croazia, tutti i paesi dei Balcani occidentali, la Turchia, la Tunisia e
la Libia. Infine, valori ancora più elevati di mortalità infantile contraddistinguono gli altri Paesi del
Medio Oriente e del Nord Africa, accompagnati da una speranza di vita alla nascita sempre inferiore (tranne
che in Algeria) a 75 anni; tra questi Paesi, i dati più critici per entrambi gli indicatori riguardano
Egitto e Siria.
Figura 3 – Speranza di vita alla nascita (M e F) e tasso di mortalità infantile (per 1.000 nati vivi). Anni
2021 (per il tasso di mortalità infantile) e 2022 (per la speranza di vita alla nascita)
...
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Metadati
Indicatori
Definizione
La popolazione totale si basa sulla definizione di popolazione de facto, che conta tutti i residenti indipendentemente dallo status giuridico o dalla cittadinanza. I valori indicati si riferiscono alla popolazione media.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division, agenzie nazionali di statistica, Eurostat; b) Istat per l'Italia
Metodologia
I dati derivano da diversi tipi di fonti statistiche: censimenti nazionali della popolazione; stime per gli anni precedenti e successivi al censimento basate su modelli demografici; dati amministrativi.
Note e avvertenze
Anche nei Paesi ad alto reddito si verificano errori e mancati conteggi. Nei Paesi in via di sviluppo gli errori possono essere sostanziali a causa delle limitazioni nei trasporti, nelle comunicazioni e nelle altre risorse necessarie per condurre e analizzare un censimento completo. La qualità e l'affidabilità dei dati demografici ufficiali sono influenzate anche dalla fiducia del pubblico nel governo, dall'impegno del governo per un censimento completo e accurato, dalla riservatezza e dalla protezione contro l'uso improprio dei dati del censimento e dall'indipendenza delle agenzie di censimento dalle influenze politiche.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Tasso esponenziale di crescita della popolazione a metà anno dall'anno t-1 a t, espresso in percentuale.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division, agenzie nazionali di statistica, Eurostat; b) Istat per l'Italia
Metodologia
I tassi di crescita della popolazione totale sono calcolati partendo dal presupposto che il tasso di crescita sia costante tra due punti nel tempo. Il tasso di crescita viene calcolato utilizzando la formula della crescita esponenziale: r = ln(pn/p0)/n, dove r è il tasso di crescita esponenziale, ln() è il logaritmo naturale, pn è la popolazione del periodo finale, p0 è la popolazione del periodo iniziale e n è il numero di anni intermedi. Si noti che questo non è il tasso di crescita geometrico utilizzato per calcolare la crescita composta su periodi discreti.
Note e avvertenze
Anche nei Paesi ad alto reddito si verificano errori e mancati conteggi. Nei Paesi in via di sviluppo gli errori possono essere sostanziali a causa delle limitazioni nei trasporti, nelle comunicazioni e nelle altre risorse necessarie per condurre e analizzare un censimento completo. La qualità e l'affidabilità dei dati demografici ufficiali sono influenzate anche dalla fiducia del pubblico nel governo, dall'impegno del governo per un censimento completo e accurato, dalla riservatezza e dalla protezione contro l'uso improprio dei dati del censimento e dall'indipendenza delle agenzie di censimento dalle influenze politiche.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Rapporto percentuale tra anziani a carico - persone di età superiore a 64 anni - e popolazione in età lavorativa - persone di età compresa tra 15 e 64 anni, al 1° gennaio di ogni anno.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division; b) Istat per l'Italia
Metodologia
La struttura dell'età nelle stime demografiche della Banca Mondiale si basa sulla struttura dell'età contenuta nel World Population Prospects della United Nations Population Division. Una descrizione dei dati empirici utilizzati e dei metodi applicati nella revisione delle stime passate della popolazione e delle componenti del cambiamento demografico è disponibile per ogni Paese in: https://population.un.org/wpp/DataSources/.
Note e avvertenze
Gli indici di dipendenza rilevano le variazioni nelle proporzioni di bambini, anziani e persone in età lavorativa nella popolazione, che implicano il carico di dipendenza che la popolazione in età lavorativa sostiene rispetto ai bambini e agli anziani. Ma gli indici mostrano solo la composizione per età di una popolazione, non la dipendenza economica. Alcuni bambini e anziani fanno parte della forza lavoro, mentre molte persone in età lavorativa non ne fanno parte.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Popolazione di età compresa tra 0 e 14 anni in percentuale della popolazione totale al 1° gennaio di ogni anno.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division; b) Istat per l'Italia
Metodologia
La struttura dell'età nelle stime demografiche della Banca Mondiale si basa sulla struttura dell'età contenuta nel World Population Prospects della United Nations Population Division. Una descrizione dei dati empirici utilizzati e dei metodi applicati nella revisione delle stime passate della popolazione e delle componenti del cambiamento demografico è disponibile per ogni Paese in: https://population.un.org/wpp/DataSources/.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Popolazione di età pari o superiore a 65 anni in percentuale della popolazione totale al 1° gennaio di ogni anno.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division; b) Istat per l'Italia
Metodologia
La struttura dell'età nelle stime demografiche della Banca Mondiale si basa sulla struttura dell'età contenuta nel World Population Prospects della United Nations Population Division. Una descrizione dei dati empirici utilizzati e dei metodi applicati nella revisione delle stime passate della popolazione e delle componenti del cambiamento demografico è disponibile per ogni Paese in: https://population.un.org/wpp/DataSources/.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Numero di nati vivi nel corso dell'anno, per 1.000 abitanti, stimato a metà anno.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division, agenzie nazionali di statistica, Eurostat; b) Istat per l'Italia
Metodologia
I tassi si basano su dati provenienti da sistemi di registrazione delle nascite e dei decessi, censimenti e indagini campionarie condotte dagli uffici statistici nazionali e da altre organizzazioni, oppure su analisi demografiche. Le stime possono essere proiezioni basate su estrapolazioni dei livelli e delle tendenze degli anni precedenti o su interpolazioni delle stime e delle proiezioni della United Nations Population Division.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Numero medio di nati vivi che un'ipotetica coorte di donne avrebbe alla fine del periodo riproduttivo se fosse soggetta per tutta la vita ai tassi di fecondità di un determinato periodo e se non fosse soggetta a mortalità. Si esprime come numero di nati vivi per donna.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division, agenzie nazionali di statistica, Eurostat; b) Istat per l'Italia
Metodologia
Si ottiene tramite la somma dei tassi di fertilità specifici calcolati rapportando, per ogni età fertile, il numero di nati vivi all'ammontare medio annuo della popolazione femminile.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Numero di anni che un neonato vivrebbe se i modelli di mortalità prevalenti al momento della nascita rimanessero invariati per tutta la vita.
Fonti
a) elaborazioni World Bank Development Indicators su dati di United Nations Population Division, agenzie nazionali di statistica, Eurostat; b) Istat per l'Italia
Metodologia
La speranza di vita alla nascita qui utilizzata è il numero medio di anni che ci si aspetta che un neonato viva se i modelli di mortalità al momento della sua nascita rimangono costanti nel futuro. Riflette il livello generale di mortalità di una popolazione e riassume il modello di mortalità che prevale in tutti i gruppi di età in un determinato anno. Viene calcolata tramite una tavola di mortalità che fornisce un'istantanea del modello di mortalità di una popolazione in un determinato momento. Non riflette quindi il modello di mortalità che una persona sperimenta effettivamente nel corso della sua vita, che può essere calcolato in una tavola di coorte.
Note e avvertenze
Le serie di dati annuali del World Population Prospects della Divisione della Popolazione delle Nazioni Unite sono interpolate per periodi di 5 anni. Pertanto, potrebbero non riflettere gli eventi reali quanto i dati osservati. L'elevata mortalità nelle fasce d'età più giovani abbassa significativamente la speranza di vita alla nascita. Ma se una persona sopravvive all'infanzia ad alta mortalità, può vivere molto più a lungo. Ad esempio, in una popolazione con una speranza di vita alla nascita di 50 anni, potrebbero esserci poche persone che muoiono a 50 anni. La speranza di vita alla nascita può essere bassa a causa dell'elevata mortalità infantile, per cui una persona che sopravvive all'infanzia può vivere molto più a lungo di 50 anni.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Numero di neonati che muoiono prima di raggiungere un anno di età, per 1.000 nati vivi in un determinato anno.
Fonti
a) United Nations Inter-agency Group for Child Mortality Estimation; b) Istat per l'Italia
Metodologia
A seconda della fonte dei dati, i tassi di mortalità possono essere calcolati in diversi modi: a) Registrazione anagrafica - Il calcolo dei tassi di mortalità infantile è derivato da una tavola di mortalità, utilizzando i decessi specifici per età e i conteggi della popolazione a metà anno dai dati di registrazione civile. b) Dati delle indagini e dei censimenti - I dati delle indagini e dei censimenti sulla mortalità infantile al di sotto dei cinque anni si presentano tipicamente in una delle due forme: l'anamnesi completa (FBH), in cui alle donne viene chiesta la data di nascita di ciascuno dei loro figli, se il bambino è ancora vivo e, in caso contrario, l'età al momento del decesso; e l'anamnesi sommaria (SBH), in cui alle donne viene chiesto solo il numero di bambini che hanno partorito e il numero di quelli che sono morti (o, equivalentemente, il numero di quelli ancora vivi). Entrambe le anamnesi danno luogo a tassi di mortalità infantile retrospettivi che si riferiscono a un periodo precedente alla data dell'indagine. I tassi possono essere ricavati con un metodo di stima diretta dall'FBH. I dati SBH, raccolti dai censimenti e da molte indagini sulle famiglie, possono essere utilizzati per ricavare stime retrospettive dei tassi di mortalità infantile, infantile e al di sotto dei cinque anni utilizzando un metodo di stima indiretto, ovvero utilizzando una proxy per il tempo di esposizione dei figli della madre al rischio di morte. Il metodo di Brass e le tavole di mortalità del modello sono utilizzati per ottenere una stima indiretta dei tassi di mortalità infantile e sotto i cinque anni. I dati Istat per l'Italia rientrano nel caso a) (Indagine su decessi e cause di morte) e si riferiscono alla mortalità per territorio di residenza.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'