Il Mediterraneo presenta una significativa diversità economica e sociale. Il PIL regionale è dominato dai Paesi UE (73,4%), con Turchia ed Egitto come principali economie in Medio Oriente e Nord Africa. Crescite significative del PIL pro-capite si osservano in Turchia e Albania, mentre Siria e Libia hanno subito contrazioni. Nelle economie UE è prevalente il ruolo dei servizi, mentre Nord Africa e Balcani mostrano una forte quota di valore aggiunto agricolo. Oltre ai maggiori paesi UE anche Israele, Marocco, Turchia e Macedonia del Nord risultano specializzati in produzioni a media e alta tecnologia.
Temi economici analizzati attraverso indicatori che esaminano PIL totale e pro-capite, composizione del valore aggiunto per settori economici, crescita media annua, produzione medium and high-tech, oltre a tendenze regionali in agricoltura e industria manifatturiera.
Tasso di crescita annua del PIL (%, prezzi costanti 2015)
PIL pro capite, PPA (US$, prezzi costanti 2017)
Valore aggiunto di Agricoltura, silvicoltura e pesca (% del valore aggiunto totale)
Valore aggiunto di Industria e costruzioni (% del valore aggiunto totale)
Valore aggiunto dei Servizi (% del valore aggiunto totale)
Valore aggiunto manifatturiero a media e alta tecnologia (% val. agg. manifatturiero)
area_code
ordgeo
Paesi
2023
2023
2023
2023
2023
2023
2021
Portogallo
287,1
2,3
41.709,6
2,3
20,7
77,0
27,7
A
1
Spagna
1.580,7
2,5
46.356,6
2,6
22,2
75,2
39,8
A
2
Francia
3.030,9
0,7
55.213,7
2,1
20,8
77,1
51,7
A
3
Italia
2.254,9
0,9
52.699,9
2,2
25,7
72,2
43,5
A
4
Slovenia
68,2
1,6
48.109,1
2,1
32,8
65,1
37,3
A
5
Croazia
82,7
3,1
41.343,5
3,6
22,6
73,8
32,7
A
6
Grecia
238,2
2,0
36.267,7
4,4
18,0
77,7
26,5
A
7
Malta
21,0
5,6
57.230,1
0,8
13,1
86,1
29,0
A
8
Cipro
32,2
2,5
50.578,4
1,8
13,9
84,3
29,8
A
9
Serbia
75,2
2,5
24.510,8
6,3
31,8
61,9
25,4
B
10
Kosovo
10,4
3,3
13.547,0
9,7
32,8
57,4
..
B
11
Bosnia-Erzegovina
27,1
1,7
19.860,3
5,2
27,7
67,1
18,6
B
12
Montenegro
7,4
6,0
27.776,4
7,0
14,8
78,2
14,9
B
13
Macedonia del Nord
14,8
1,0
23.423,9
8,1
24,7
67,3
33,2
B
14
Albania
23,0
3,4
18.059,9
20,9
24,2
54,9
6,3
B
15
Turchia
1.108,0
4,5
34.414,2
7,0
31,9
61,1
34,3
C
16
Siria
9,0
1,3
2.914,5
27,8
28,9
43,3
21,5
C
17
Libano
17,9
-0,2
12.293,3
2,1
4,6
93,3
19,9
C
18
Giordania
50,8
2,6
9.421,0
5,4
26,9
67,7
19,9
C
19
Israele
509,9
2,0
48.277,6
1,4
18,9
79,7
46,9
C
20
Palestina
17,4
-5,5
5.307,6
7,0
21,4
71,6
7,2
C
21
Egitto
395,9
3,8
16.960,6
11,2
34,5
54,4
22,7
D
22
Libia
50,5
-1,7
17.703,9
1,2
63,8
35,0
16,1
D
23
Tunisia
48,5
0,4
12.332,1
10,0
24,7
65,3
27,6
D
24
Algeria
239,9
4,1
15.347,5
13,7
39,5
46,8
2,7
D
25
Marocco
141,1
3,2
8.782,3
13,4
26,5
60,1
41,2
D
26
PIL (miliardi di US$, valori correnti)
SiriaUltimo valore disponibile: 2021
Tasso di crescita annua del PIL (%, prezzi costanti 2015)
SiriaUltimo valore disponibile: 2021
PIL pro capite, PPA (US$, prezzi costanti 2017)
SiriaUltimo valore disponibile: 2021
Valore aggiunto di Agricoltura, silvicoltura e pesca (% del valore aggiunto totale)
SiriaUltimo valore disponibile: 2021
IsraeleUltimo valore disponibile: 2021
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Valore aggiunto di Industria e costruzioni (% del valore aggiunto totale)
SiriaUltimo valore disponibile: 2021
IsraeleUltimo valore disponibile: 2021
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Valore aggiunto dei Servizi (% del valore aggiunto totale)
SiriaUltimo valore disponibile: 2021
IsraeleUltimo valore disponibile: 2021
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Valore aggiunto manifatturiero a media e alta tecnologia (% val. agg. manifatturiero)
KosovoNessun dato disponibile
Alcuni temi in evidenza
Dimensioni dell’economia e dinamiche di crescita
Nel 2023 il Prodotto Interno Lordo totale della regione del Mediterraneo, calcolato a valori correnti, è risultato pari a circa 10.343 miliardi di dollari, con un peso nettamente prevalente dei Paesi dell’Unione europea che incidono per il 73,4% sul PIL della regione; minore è peso dei Paesi del Medio Oriente (16,6%) e del Nord Africa (8,5%). I Balcani occidentali incidono per appena l’1,5% del totale.
I tre principali Paesi dell’Unione europea (Francia, Italia e Spagna) pesano insieme per circa i 2/3 del totale del PIL dell’area (66,4%). La Turchia (Prodotto lnterno Lordo pari ad oltre 1.100 miliardi di dollari) risulta la maggiore economia del Medio Oriente, al quarto posto in assoluto nell’area mediterranea, mentre l’Egitto (quasi 400 miliardi di dollari) è il Paese con PIL più elevato in Nord Africa e la Serbia quello con il sistema economico di maggiori dimensioni (oltre 75 miliardi di dollari) tra quelli della regione dei Balcani occidentali (cfr. Figura 1).
Figura 1 – Prodotto Interno Lordo nel 2023 (miliardi di dollari a prezzi correnti) e tasso medio di crescita del PIL nel periodo 2001-2023 (%)
...
Guardando alla dinamica del PIL nel periodo 2001-2023, il tasso medio annuo di crescita dei Paesi dell’Unione europea, a parte Malta (+4,3%), è risultato sensibilmente inferiore rispetto a quello registrato negli altri Paesi dell’area del Mediterraneo. In particolare, i Paesi dell’Unione europea occupano sette delle ultime nove posizioni per crescita media del PIL, con Francia, Italia, Spagna, Portogallo e Grecia che fanno segnare una crescita annua media dell’economia compresa tra lo 0,4% (Italia e Grecia) e l’1,5% (Spagna).
Il tasso di crescita medio negli altri Paesi è risultato di almeno il 2,4% (Croazia, Slovenia, Macedonia del Nord e Tunisia), mentre tra i Paesi con livelli alti di Prodotto Interno Lordo, la Turchia ha sperimentato un tasso di crescita medio del 5% nel periodo considerato, seconda solo alla Libia (oltre il 7%) tra i ventisei Paesi dell’area.
L’andamento del PIL pro-capite – calcolato a Parità di Potere d’Acquisto (PPA) con valori costanti (in $ 2017) – evidenzia significative differenze tra Paesi, anche nell’ambito di aree geo-economiche omogenee. Più in dettaglio, nell’Unione europea (cfr. Figura 2), Croazia e Malta hanno registrato la crescita più vigorosa, superiore all’80% per entrambi i Paesi tra il 2001 e il 2023; debole la dinamica in Italia e Grecia (+2,5% e +7,8% rispettivamente). Nella regione dei Balcani occidentali tutti i Paesi evidenziano un andamento molto sostenuto, con un tasso di crescita nell’arco del periodo monitorato compreso tra l’88% (il Montenegro) e il 152% (Albania). In Medio Oriente, oltre alla Siria – che a seguito di una lunga fase di instabilità ha registrato una forte contrazione del PIL pro-capite (-41%) – anche Libano (+3,7%) e Giordania (+6,1%) si segnalano per una crescita debole. Il PIL pro-capite di Israele è ampiamente il più alto della regione (oltre 48mila dollari, +48,5% tra il 2001 e il 2023), mentre la Turchia (oltre 34mila dollari) registra una crescita (+144%) tra le più alte dell’intera area del Mediterraneo. In Nord Africa, la Libia – come la Siria – ha sperimentato condizioni di forte instabilità nel periodo monitorato ma la contrazione del PIL pro-capite è risultata meno pronunciata (-8%), ad un valore di circa 18mila dollari nel 2023 che resta il più alto tra i Paesi del Nord Africa. La crescita del PIL pro-capite in Algeria, Tunisia (circa +30% per i due Paesi), Egitto e Marocco (superiore al 60% in entrambi i casi) ha significativamente ridotto le differenze tra i cinque Paesi nordafricani nel 2023.
Figura 2 – Pil pro-capite. Anni 2001-2023 (dollari PPA a prezzi costanti 2017)
...
La struttura produttiva
Le caratteristiche dei ventisei Paesi dell’area del Mediterraneo in termini di differente grado di sviluppo e dotazione di risorse risultano ben visibili osservando la composizione del valore aggiunto delle economie per macro-comparti produttivi (cfr. Figura 3).
L’incidenza del comparto dell’Agricoltura, Silvicoltura e Pesca (di seguito “agricolo” o “primario”) nei paesi dell’Unione europea – in fase avanzata di terziarizzazione delle proprie economie – è molto bassa, non supera il 3% nella maggior parte dei casi e raggiunge il massimo in Grecia con il 4,3% del valore aggiunto totale. Maggiore il peso nei Balcani occidentali, tra il 6% e il 10%, con una punta di quasi il 21% in Albania. Anche Libano e Israele in Medio Oriente mostrano un’incidenza molto bassa del comparto primario e una struttura dell’economia di tipo avanzato, con un forte peso del terziario, così come la Libia in Nord Africa (appena l’1,2% l’incidenza del settore agricolo) ma per ragioni opposte, grazie alla forte incidenza dell’industria (63,8% del valore aggiunto totale, la quota maggiore in tutta l’area del Mediterraneo), soprattutto estrattiva; negli altri Paesi del Nord Africa il peso del valore aggiunto agricolo è alto, tra il 10% (Tunisia) e il 13,7% (Algeria).
Figura 3 – Composizione del Valore Aggiunto dell’economia per macrosettori. Anno 2023 (dati in %)
...
Nell’ambito dell’Industria manifatturiera, il peso delle produzioni ad elevato valore aggiunto, i settori medium/hi-tech, segnala il livello di sviluppo tecnologico raggiunto da un Paese e la capacità da parte del suo sistema produttivo di competere a livello internazionale.
Per la maggior parte dei paesi dell’Unione europea tale incidenza è superiore al 30%, con punte di quasi il 52% in Francia. Altri Paesi con un forte peso di tali produzioni sono la Macedonia del Nord (33,2%), la Turchia (34,3%) e, soprattutto, Israele (quasi il 47% sul totale della manifattura). Anche il Marocco registra un’incidenza molto elevata delle produzioni a medio/alta tecnologia, 41,2%, al quarto posto nell’area mediterranea (cfr. Figura 4).
Confrontando i dati del 2021 con quelli relativi al 2011 si segnala la forte crescita dell’incidenza delle produzioni hi-tech per Malta, Cipro, Macedonia del Nord e Marocco.
Figura 4 – Valore aggiunto manifatturiero a media e alta tecnologia (% sul v. agg. manifatturiero totale). Anni 2011 e 2021
...
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Metadati
Indicatori
Definizione
Il PIL ai prezzi di acquisto è la somma del valore aggiunto lordo di tutti i produttori residenti nell'economia, più eventuali imposte sui prodotti e meno eventuali sussidi non inclusi nel valore dei prodotti. È calcolato senza deduzioni per il deprezzamento dei beni fabbricati o per l'esaurimento e il degrado delle risorse naturali. I dati sono espressi in dollari statunitensi correnti. I dati in dollari del PIL sono convertiti dalle valute nazionali utilizzando i tassi di cambio ufficiali di un anno. Per alcuni Paesi in cui il tasso di cambio ufficiale non riflette il tasso effettivamente applicato alle transazioni in valuta estera, viene utilizzato un fattore di conversione alternativo.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati World Bank e OCSE
Metodologia
Il prodotto interno lordo (PIL) rappresenta la somma del valore aggiunto di tutti i produttori più eventuali imposte sui prodotti e meno eventuali sussidi non inclusi nel valore dei prodotti. Il valore aggiunto è il valore della produzione lorda dei produttori meno il valore dei beni e servizi intermedi consumati nella produzione, prima di contabilizzare il consumo di capitale fisso nella produzione. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite prevede che il valore aggiunto sia valutato ai prezzi base (escluse le imposte nette sui prodotti) o ai prezzi alla produzione (incluse le imposte nette sui prodotti pagate dai produttori, ma escluse le imposte sulle vendite o sul valore aggiunto). Entrambe le valutazioni escludono le spese di trasporto che sono fatturate separatamente dai produttori. Il PIL totale è misurato ai prezzi di acquisto. Il valore aggiunto dell'industria è normalmente misurato ai prezzi base.
Note e avvertenze
La crescita di un'economia è misurata dalla variazione del volume della sua produzione o dei redditi reali dei suoi residenti. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite del 2008 (SCN 2008) offre tre indicatori plausibili per calcolare la crescita: il volume del prodotto interno lordo (PIL), il reddito interno lordo reale e il reddito nazionale lordo reale. Il volume del PIL è la somma del valore aggiunto, misurato a prezzi costanti, dalle famiglie, dalle amministrazioni pubbliche e dalle industrie che operano nell'economia. Il PIL tiene conto di tutta la produzione nazionale, indipendentemente dal fatto che il reddito sia destinato a istituzioni nazionali o estere. Tra le difficoltà che i compilatori dei conti nazionali devono affrontare c'è l'estensione dell'attività economica non dichiarata nell'economia informale o secondaria. Nei Paesi in via di sviluppo un'ampia quota della produzione agricola non viene scambiata (perché consumata all'interno della famiglia) o non viene scambiata con denaro. La produzione agricola deve spesso essere stimata indirettamente, utilizzando una combinazione di metodi che prevedono stime dei fattori produttivi, delle rese e delle superfici coltivate. Questo approccio porta talvolta ad approssimazioni grossolane che possono differire dai valori reali nel tempo e tra le varie colture per ragioni diverse dalle condizioni climatiche o dalle tecniche agricole. Allo stesso modo, gli input agricoli che non possono essere facilmente attribuiti a specifici output sono spesso “compensati” utilizzando approssimazioni altrettanto grossolane e ad hoc. Nota: i dati per i Paesi dell'OCSE si basano sull'ISIC, revisione 4.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Economia e Finanza'
Tasso di crescita percentuale annuo del PIL a prezzi di mercato in valuta locale costante.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati World Bank e OCSE
Metodologia
Il prodotto interno lordo (PIL) rappresenta la somma del valore aggiunto di tutti i produttori più eventuali imposte sui prodotti e meno eventuali sussidi non inclusi nel valore dei prodotti. Il valore aggiunto è il valore della produzione lorda dei produttori meno il valore dei beni e servizi intermedi consumati nella produzione, prima di contabilizzare il consumo di capitale fisso nella produzione. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite prevede che il valore aggiunto sia valutato ai prezzi base (escluse le imposte nette sui prodotti) o ai prezzi alla produzione (incluse le imposte nette sui prodotti pagate dai produttori, ma escluse le imposte sulle vendite o sul valore aggiunto). Entrambe le valutazioni escludono le spese di trasporto che sono fatturate separatamente dai produttori. Il PIL totale è misurato ai prezzi di acquisto. Il valore aggiunto dell'industria è normalmente misurato ai prezzi base.
Note e avvertenze
La crescita di un'economia è misurata dalla variazione del volume della sua produzione o dei redditi reali dei suoi residenti. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite del 2008 (SCN 2008) offre tre indicatori plausibili per calcolare la crescita: il volume del prodotto interno lordo (PIL), il reddito interno lordo reale e il reddito nazionale lordo reale. Il volume del PIL è la somma del valore aggiunto, misurato a prezzi costanti, dalle famiglie, dalle amministrazioni pubbliche e dalle industrie che operano nell'economia. Il PIL tiene conto di tutta la produzione nazionale, indipendentemente dal fatto che il reddito sia destinato a istituzioni nazionali o estere. Tra le difficoltà che i compilatori dei conti nazionali devono affrontare c'è l'estensione dell'attività economica non dichiarata nell'economia informale o secondaria. Nei Paesi in via di sviluppo un'ampia quota della produzione agricola non viene scambiata (perché consumata all'interno della famiglia) o non viene scambiata con denaro. La produzione agricola deve spesso essere stimata indirettamente, utilizzando una combinazione di metodi che prevedono stime dei fattori produttivi, delle rese e delle superfici coltivate. Questo approccio porta talvolta ad approssimazioni grossolane che possono differire dai valori reali nel tempo e tra le varie colture per ragioni diverse dalle condizioni climatiche o dalle tecniche agricole. Allo stesso modo, gli input agricoli che non possono essere facilmente attribuiti a specifici output sono spesso “compensati” utilizzando approssimazioni altrettanto grossolane e ad hoc. Nota: i dati per i Paesi dell'OCSE si basano sull'ISIC, revisione 4.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
SDG Goal 8, indicatore 8.1.1; ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Economia e Finanza'
Prodotto interno lordo convertito in dollari internazionali utilizzando i tassi di parità del potere d'acquisto. Un dollaro internazionale ha lo stesso potere d'acquisto sul PIL che ha il dollaro americano negli Stati Uniti.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati World Bank International Comparison Program ed Eurostat-OCSE PPP Programme
Metodologia
Il PIL a parità di poter d'acquisto (PPA) è il prodotto interno lordo convertito in dollari internazionali utilizzando i tassi di parità del potere d'acquisto. Un dollaro internazionale ha lo stesso potere d'acquisto sul PIL che ha il dollaro americano negli Stati Uniti. Il PIL ai prezzi di acquisto è la somma del valore aggiunto lordo di tutti i produttori residenti nel Paese, più le imposte sui prodotti e meno i sussidi non inclusi nel valore dei prodotti. Viene calcolato senza dedurre il deprezzamento dei beni fabbricati o l'esaurimento e il degrado delle risorse naturali.
Note e avvertenze
Per la comparabilità dei singoli settori, la produttività del lavoro è stimata secondo le convenzioni di contabilità nazionale. Tuttavia, esistono ancora limitazioni significative nella disponibilità di dati affidabili. Le informazioni su serie coerenti di produzione sia in valuta nazionale che in dollari a parità di potere d'acquisto non sono facilmente disponibili, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, perché la definizione, la copertura e la metodologia non sono sempre coerenti tra i Paesi. Ad esempio, i Paesi impiegano metodologie diverse per stimare i valori mancanti per i settori dei servizi non di mercato e utilizzano definizioni diverse del settore informale.
L'agricoltura, la silvicoltura e la pesca corrispondono alle divisioni ISIC 1-3 e comprendono la silvicoltura, la caccia e la pesca, nonché le coltivazioni e gli allevamenti. Il valore aggiunto è la produzione netta di un settore dopo aver sommato tutti gli output e sottratto gli input intermedi. Viene calcolato senza dedurre il deprezzamento dei beni fabbricati o l'esaurimento e il degrado delle risorse naturali. Si fa riferimento all'International Standard Industrial Classification (ISIC), revisione 4.
Fonti
elaborazioni WeMed su dati World Bank Development Indicators
Metodologia
Il valore aggiunto è il valore della produzione lorda dei produttori meno il valore dei beni e servizi intermedi consumati nella produzione, prima di contabilizzare il consumo di capitale fisso nella produzione. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite prevede che il valore aggiunto sia valutato ai prezzi base (escluse le imposte nette sui prodotti) o ai prezzi alla produzione (incluse le imposte nette sui prodotti pagate dai produttori, ma escluse le imposte sulle vendite o sul valore aggiunto). Entrambe le valutazioni escludono le spese di trasporto che sono fatturate separatamente dai produttori.
Note e avvertenze
La produzione agricola deve spesso essere stimata indirettamente, utilizzando una combinazione di metodi che prevedono stime degli input, delle rese e delle superfici coltivate. Questo approccio porta talvolta ad approssimazioni grossolane che possono differire dai valori reali nel tempo e tra le varie colture per ragioni diverse dalle condizioni climatiche o dalle tecniche agricole. Allo stesso modo, gli input agricoli che non possono essere facilmente attribuiti a specifiche produzioni sono spesso “messi in rete” utilizzando approssimazioni altrettanto grossolane e ad hoc.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Economia e Finanza'
L'industria (comprese le costruzioni) corrisponde alle divisioni ISIC 05-43 e comprende l'industria manifatturiera (divisioni ISIC 10-33). Comprende il valore aggiunto dei settori minerario, manifatturiero (riportato anche come sottogruppo separato), delle costruzioni, dell'elettricità, dell'acqua e del gas. Il valore aggiunto è la produzione netta di un settore dopo aver sommato tutti gli output e sottratto gli input intermedi. Viene calcolato senza dedurre l'ammortamento dei beni fabbricati o l'esaurimento e il degrado delle risorse naturali. Si fa riferimento all'International Standard Industrial Classification (ISIC), revisione 4.
Fonti
elaborazioni WeMed su dati World Bank Development Indicators
Metodologia
Il valore aggiunto è il valore della produzione lorda dei produttori meno il valore dei beni e servizi intermedi consumati nella produzione, prima di contabilizzare il consumo di capitale fisso nella produzione. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite prevede che il valore aggiunto sia valutato ai prezzi base (escluse le imposte nette sui prodotti) o ai prezzi alla produzione (incluse le imposte nette sui prodotti pagate dai produttori, ma escluse le imposte sulle vendite o sul valore aggiunto). Entrambe le valutazioni escludono le spese di trasporto che sono fatturate separatamente dai produttori.
Note e avvertenze
Idealmente, la produzione industriale dovrebbe essere misurata attraverso censimenti e indagini periodiche sulle imprese. Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo tali indagini sono poco frequenti, quindi i risultati delle indagini precedenti devono essere estrapolati utilizzando un indicatore appropriato. Anche la scelta dell'unità di campionamento, che può essere l'impresa (dove le risposte possono essere basate sui registri finanziari) o l’unità locale (dove le unità produttive possono essere registrate separatamente), influisce sulla qualità dei dati. Inoltre, gran parte della produzione industriale è organizzata in imprese non costituite in società o gestite dai proprietari, che non vengono rilevate dalle indagini rivolte al settore formale. Anche nelle grandi industrie, dove le indagini regolari sono più probabili, l'evasione delle accise e di altre imposte e la mancata divulgazione del reddito abbassano le stime del valore aggiunto. Questi problemi si acuiscono quando i Paesi passano dal controllo statale dell'industria all'impresa privata, perché le nuove imprese e un numero crescente di imprese consolidate non dichiarano. In conformità con il Sistema dei conti nazionali, la produzione dovrebbe includere tutte queste attività non dichiarate, nonché il valore delle attività illegali e di altre operazioni non registrate, informali o su piccola scala. I dati su queste attività devono essere raccolti con tecniche diverse dalle tradizionali indagini sulle imprese. I dati per i Paesi OCSE si basano su ISIC, revisione 4.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Economia e Finanza'
Percentuale del valore aggiunto dell'industria a media e alta tecnologia sul valore aggiunto totale dell'industria manifatturiera.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati United Nations Industrial Development Organization (UNIDO)
Metodologia
I dati vengono raccolti utilizzando il questionario generale sulle statistiche industriali, compilato dagli Istituti Nazionali di Statistica e inviato annualmente all'UNIDO. I dati relativi ai Paesi OCSE sono ottenuti direttamente dall'OCSE. I dati dei Paesi sono raccolti anche da pubblicazioni ufficiali e siti web ufficiali. I valori mancanti a livello nazionale sono imputati in base alla metodologia del Competitive Industrial Performance Report (UNIDO, 2017).
Note e avvertenze
La conversione in dollari o le differenze nelle combinazioni ISIC possono causare discrepanze tra i dati nazionali e quelli internazionali.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
I servizi corrispondono alle divisioni ISIC 45-99 e comprendono il valore aggiunto del commercio all'ingrosso e al dettaglio (compresi alberghi e ristoranti), dei trasporti e dei servizi governativi, finanziari, professionali e personali come l'istruzione, la sanità e i servizi immobiliari. Sono incluse anche le spese imputate per i servizi bancari, i dazi all'importazione e qualsiasi discrepanza statistica rilevata dai compilatori nazionali, nonché le discrepanze derivanti dal ridimensionamento. Il valore aggiunto è la produzione netta di un settore dopo aver sommato tutti gli output e sottratto gli input intermedi. Viene calcolato senza effettuare deduzioni per l'ammortamento dei beni fabbricati o per l'esaurimento e il degrado delle risorse naturali. Si fa riferimento alla Classificazione Internazionale Standard delle Industrie (ISIC), revisione 3 o 4.
Fonti
elaborazioni WeMed su dati World Bank Development Indicators
Metodologia
Il valore aggiunto è il valore della produzione lorda dei produttori meno il valore dei beni e servizi intermedi consumati nella produzione, prima di contabilizzare il consumo di capitale fisso nella produzione. Il Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite prevede che il valore aggiunto sia valutato ai prezzi base (escluse le imposte nette sui prodotti) o ai prezzi alla produzione (incluse le imposte nette sui prodotti pagate dai produttori, ma escluse le imposte sulle vendite o sul valore aggiunto). Entrambe le valutazioni escludono le spese di trasporto che sono fatturate separatamente dai produttori.
Note e avvertenze
Nel settore dei servizi, i numerosi lavoratori autonomi e le imprese individuali sono a volte difficili da individuare e sono poco incentivati a rispondere alle indagini, tanto meno a dichiarare tutti i loro guadagni. Ad aggravare questi problemi ci sono le molte forme di attività economica che non vengono registrate, compreso il lavoro che donne e bambini svolgono per una retribuzione scarsa o nulla.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Economia e Finanza'