La regione del Mediterraneo presenta notevoli differenze nei sistemi agricoli. Mentre i Paesi del Nord Africa si concentrano principalmente su coltivazioni irrigue in risposta a condizioni climatiche aride, i Paesi dell'Unione europea hanno implementato politiche più orientate alla sostenibilità.
Un focus sulle componenti della Superficie Agricola Utilizzata (seminativi e legnose agrarie), valutando le pratiche sostenibili (consumo di fertilizzanti, emissioni di metano e protossido di azoto), e infine alcuni indici compositi sulla produzione animale, vegetale e alimentare.
Superficie agricola utilizzata (% della superficie territoriale)
Superficie a seminativi (% della superficie territoriale)
Coltivazioni legnose agrarie (% della superficie territoriale)
Consumo di fertilizzanti (kg per ettaro di seminativi)
Emissioni agricole di metano (migliaia di tonnellate metriche di CO2 equivalente)
Emissioni agricole di protossido di azoto (migliaia di tonnellate metriche di CO2 equivalente)
Indice di produzione zootecnica (2014-2016 = 100)
Indice di produzione vegetale (2014-2016 = 100)
Indice di produzione alimentare (2014-2016 = 100)
area_code
ordgeo
Paesi
2021
2021
2021
2021
2021
2021
2021
2022
2022
2022
Portogallo
39.623,0
43,2
10,5
9,5
175,8
4.800,0
2.190,0
104,8
113,9
110,3
A
1
Spagna
262.284,5
52,5
23,1
10,1
161,1
25.090,0
16.830,0
118,7
87,0
98,8
A
2
Francia
285.537,5
52,2
32,8
1,9
153,3
38.940,0
29.970,0
93,2
94,7
94,0
A
3
Italia
124.030,3
41,9
24,3
7,3
133,2
21.240,0
11.530,0
102,3
94,0
97,0
A
4
Slovenia
6.109,6
30,3
9,0
2,6
246,4
1.040,0
590,0
101,5
81,8
94,0
A
5
Croazia
14.760,0
26,4
15,3
1,4
208,1
1.290,0
1.340,0
97,8
85,2
89,5
A
6
Grecia
58.671,9
45,5
16,5
8,4
150,0
3.660,0
3.350,0
100,1
94,2
102,8
A
7
Malta
87,5
27,3
24,4
4,1
148,7
60,0
20,0
96,3
53,8
76,0
A
8
Cipro
1.231,3
13,3
10,3
2,8
155,4
200,0
240,0
121,6
85,5
108,7
A
9
Serbia
34.850,0
41,4
31,1
2,4
75,0
3.190,0
2.380,0
107,0
94,6
98,4
B
10
Kosovo
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
B
11
Bosnia-Erzegovina
22.630,0
44,2
19,7
2,1
62,0
1.170,0
830,0
83,8
128,1
113,4
B
12
Montenegro
2.555,6
19,0
0,7
0,4
312,0
270,0
110,0
108,0
89,6
100,6
B
13
Macedonia del Nord
12.600,0
50,0
16,5
1,6
50,5
690,0
370,0
93,2
102,7
100,7
B
14
Albania
11.363,3
41,5
21,9
3,2
101,4
1.600,0
680,0
83,7
121,7
105,4
B
15
Turchia
380.890,0
49,5
25,8
4,7
129,5
25.810,0
30.860,0
137,3
125,3
128,9
C
16
Siria
139.133,8
75,8
25,4
5,8
3,9
3.392,4
2.783,0
98,9
96,3
97,0
C
17
Libano
6.793,0
66,4
13,6
13,7
146,3
240,0
490,0
123,1
97,9
104,1
C
18
Giordania
10.230,0
11,5
2,2
0,9
138,9
620,0
670,0
130,3
98,4
110,2
C
19
Israele
6.435,0
29,7
17,4
4,7
265,4
610,0
970,0
109,4
99,9
105,5
C
20
Palestina
3.912,0
64,9
7,0
11,8
372,0
..
..
104,6
116,8
111,8
C
21
Egitto
40.310,0
4,0
3,1
1,0
542,6
9.050,0
13.210,0
119,4
105,2
109,1
D
22
Libia
153.500,0
8,7
1,0
0,2
14,7
1.620,0
1.290,0
120,5
98,4
105,8
D
23
Tunisia
97.005,0
62,4
18,2
13,6
48,0
2.100,0
2.620,0
104,5
111,5
109,6
D
24
Algeria
413.160,7
17,3
3,2
0,4
20,7
7.100,0
5.460,0
98,1
118,2
111,2
D
25
Marocco
302.910,0
67,9
16,8
4,0
55,3
7.680,0
7.980,0
104,6
106,8
106,1
D
26
Superficie agricola utilizzata (kmq)
KosovoNessun dato disponibile
Superficie agricola utilizzata (% della superficie territoriale)
KosovoNessun dato disponibile
Superficie a seminativi (% della superficie territoriale)
KosovoNessun dato disponibile
Coltivazioni legnose agrarie (% della superficie territoriale)
MaltaUltimo valore disponibile: 2020
KosovoNessun dato disponibile
Consumo di fertilizzanti (kg per ettaro di seminativi)
KosovoNessun dato disponibile
AlbaniaUltimo valore disponibile: 2020
Emissioni agricole di metano (migliaia di tonnellate metriche di CO2 equivalente)
KosovoNessun dato disponibile
SiriaUltimo valore disponibile: 2020
PalestinaNessun dato disponibile
Emissioni agricole di protossido di azoto (migliaia di tonnellate metriche di CO2 equivalente)
KosovoNessun dato disponibile
SiriaUltimo valore disponibile: 2020
PalestinaNessun dato disponibile
Indice di produzione zootecnica (2014-2016 = 100)
KosovoNessun dato disponibile
Indice di produzione vegetale (2014-2016 = 100)
KosovoNessun dato disponibile
Indice di produzione alimentare (2014-2016 = 100)
KosovoNessun dato disponibile
Alcuni temi in evidenza
Sistemi alimentari sani, sostenibili e inclusivi tra i Paesi della regione del Mediterraneo sono
fondamentali per raggiungere gli obiettivi di sviluppo in agricoltura. Nell’ambito delle strategie
europee e internazionali tra cui la Nuova Agenda per il Mediterraneo e l’Agenda per lo Sviluppo
Sostenibile 2030, cresce l’interesse verso la lotta per il cambiamento climatico, la riduzione delle
emissioni nocive e l’uso delle risorse in modo sostenibile.
La regione del Mediterraneo presenta notevoli differenze nei sistemi agricoli. Mentre i Paesi del Nord
Africa si concentrano principalmente su coltivazioni irrigue in risposta a condizioni climatiche
aride, i Paesi dell'Unione europea hanno implementato politiche più orientate alla sostenibilità, con
un incremento di pratiche agricole ecologiche. Questa divergenza richiede approcci personalizzati per
affrontare le sfide locali e promuovere una transizione verso pratiche più sostenibili.
Superfici agricole
Rispetto alla superficie agricola complessiva della regione – costituita da circa 2 milioni 430 kmq -
in termini relativi la quota più rilevante di terreni agricoli è detenuta dal gruppo dei Paesi del
Nord Africa con oltre il 40% (oltre 1 milione di kmq), mentre i Paesi dell’Unione europea detengono
poco più del 30%, i Paesi del Medio Oriente circa il 22% e infine i Paesi dei Balcanica occidentali
una quota minima (circa il 3%).
L’incidenza di superficie agricola più elevata rispetto a quella totale, è occupata nei Paesi
dell’Unione europea dalla Spagna e dalla Francia (con oltre il 50%), l’Italia si attesta su una quota
pari a circa il 40%; nell’ambito dei Balcani occidentali si segnalano la Serbia e la Bosnia con valori
significativi di superficie agricola in termini assoluti e quote che superano il 40%; tra i Paesi del
Medio Oriente si evidenziano la Siria con una quota molto elevata (circa il 76%) e la Turchia (49,5%);
tra i Paesi del Nord Africa, infine, l’Algeria, pur con la superfice agricola più consistente in
termini assoluti tra tutti i Paesi della area mediterranea, ha un’incidenza limitata rispetto alla
propria superficie totale (17,3%), il Marocco, terzo per SAU nella regione, riporta una quota elevata
anche in termini relativi (67,9%).
Figura 1 – Superficie agricola per tipo di coltivazione. Anno 2021 (% sulla superficie totale)
...
Dal punto di vista tendenziale, nell’ultimo ventennio si nota una sostanziale stabilità della quota di
superficie agricola rispetto alla superficie totale per quasi tutti i Paesi principali della regione
del Mediterraneo; i Paesi che presentano variazioni tendenziali più marcate in diminuzione sono
l’Italia insieme a Spagna, Grecia e Palestina, quelli con variazioni in aumento la Croazia e il
Libano.
Nei Paesi UE le quote più significative di seminativi e legnose agrarie rispetto alla superficie
territoriale si trovano in Spagna e Italia (con le prime che oscillano poco oltre il 20% e le seconde
tra il 7% e il 10%), la Francia invece registra quote nettamente prevalenti solo nel caso dei
seminativi, con la quota maggiore della regione del Mediterraneo pari a oltre il 30% (Figura 1).
Nell’ambito della macroregione dei Balcani occidentali, sia la Serbia che la Bosnia-Erzegovina sia
l’Albania riportano quote rilevanti per i seminativi (tra il 20% e il 30%); tra i Paesi appartenenti
al Medio Oriente si segnalano le quote consistenti di coltivazioni a seminativi per Turchia e Siria,
con circa un quarto della superficie totale; infine, tra i Paesi appartenenti alla sponda nord
dell’Africa vi sono Tunisia e Marocco con quote significative ma inferiori al 20%. Per le coltivazioni
legnose agrarie i primi tre Paesi dell’area mediterranea sono Libano, Tunisia e Palestina, con quote
superiori al 10% della superficie totale.
Sostenibilità in agricoltura
L’agricoltura sostenibile per compiere una transizione ecologica deve garantire valori ridotti di
pesticidi e fertilizzanti e contenere le emissioni di gas serra in atmosfera. Nella regione del
Mediterraneo, per il consumo di fertilizzanti (per ettaro di superficie coltivabile) si assiste a un
calo generalizzato a partire dagli anni 2007 e 2008 ma con intensità diverse nei singoli stati e nelle
macroregioni. In particolare, tra i Paesi dell’Unione europea, a eccezione del Portogallo in cui si
registra una crescita delle quantità di fertilizzanti nel corso del ventennio, la Spagna rileva una
sostanziale stabilità e invece la Francia e l’Italia presentano un comportamento più virtuoso con un
calo costante delle quantità: in particolare, per la Francia si passa da 227,7 nel 2001 a 153,3 kg per
ettaro di superficie coltivabile nel 2021 e per l’Italia da 168,6 a 133,2. Tra i Paesi dei Balcani
occidentali, il Montenegro evidenzia una sensibile adozione di fertilizzanti, in crescita a partire
dal 2013; tra i Paesi del Medio Oriente, la Palestina ne consuma livelli crescenti e più sostenuti e
il Libano, invece, rivela comportamenti più virtuosi riducendo sensibilmente il consumo nel ventennio.
Infine, l’Egitto è il Paese nordafricano in cui si registrano i valori più critici durante l’arco del
ventennio, superando in media annua i 500 chili per ettaro di superficie coltivabile.
Come il consumo dei fertilizzanti, anche la formazione di emissioni in agricoltura è causa di gas a
effetto serra generate prevalentemente da metano e protossido di azoto (Figura 2). In termini
assoluti, i Paesi con i valori più elevati sono generalmente i più estesi dell’area mediterranea,
anche se con dinamiche differenti. Nell’ambito dell’Unione europea, la Francia registra nel 2021
valori di metano quasi prossimi alle 40.000 migliaia di tonnellate (metriche equivalenti di CO2) e
valori di protossido di azoto vicini alle 30.000, entrambe in riduzione nel corso del ventennio.
L’Italia e la Spagna insieme a livelli più contenuti mostrano tra il 2001 e il 2021 una sostanziale
stazionarietà per le quantità di emissioni di metano e un lieve decremento per i livelli di protossido
di azoto. Tra i Paesi del Medio Oriente, la Turchia registra valori elevati sia per le emissioni di
metano, che sfiorano nel 2021 le 26.000 migliaia di tonnellate, sia per quelle di protossido di azoto,
che raggiungono le 30.000 migliaia di tonnellate; in entrambi i casi, con un incremento di oltre il
50% rispetto al 2001. Infine, tra i Paesi del Nord Africa è l’Egitto a segnare ancora una volta i dati
più critici per entrambe le tipologie di emissioni (circa 10.000 migliaia di tonnellate per il metano
nel 2021 - nel 2001 erano circa 15.000 - e circa 13.000 migliaia di tonnellate per il protossido sia
nel 2001 che nel 2021).
Figura 2 – Emissioni di metano e protossido di azoto in agricoltura – Anno 2021 (migliaia di
tonnellate metriche equivalenti di CO2)
...
Produzione alimentare, vegetale e animale
L’indice di produzione alimentare calcolato da World Bank esprime la variazione dei volumi della
produzione alimentare (quantità ponderate con i prezzi) rispetto a un periodo considerato come anno
base (2016-2014 =100). Il cambiamento dei livelli di questo indicatore è frutto di scelte politiche ed
economiche ed è influenzato anche dallo sviluppo delle tecnologie nel settore agricolo. Nei Paesi
dell’’Unione europea prevalgono le dinamiche decrescenti nel periodo 2001-2022, tranne per Portogallo,
Spagna e Croazia in cui si assiste a una crescita, con valori che passano tra il 2001 e il 2022
rispettivamente da 93,2, a 110,3, da 92,3 a 98,8 e da 76,3 a 89,5 (Figura 3). Di contro, la
macroregione del Nord Africa presenta una tendenza segnatamente in aumento per tutti i Paesi
assegnando una importanza crescente alla produzione alimentare. La macroregione del Medio Oriente
propone due tendenze discordanti: mentre da una parte la Palestina ha un trend decrescente (passando
nel periodo in esame da 124,1 a 111,8), gli altri Paesi mostrano invece un trend crescente.
L’indice di produzione vegetale nell’ambito dei Paesi UE presenta una crescita sostenuta soprattutto
per il Portogallo (che aumenta tra 2001 e 2002 da 87,7 a 113,9); di contro Malta, Cipro e Italia
sperimentano nel ventennio diminuzioni di tale indicatore. Nella macroregione dei Balcani occidentali
si registra un aumento soprattutto per l’Albania (che passa da 53,2 a 121,7); anche tutti i Paesi del
Nord Africa presentano variazioni crescenti dell’indice di produzione vegetale, principalmente in
Tunisia, Algeria e Marocco.
L’indice di produzione zootecnica, invece, registra andamenti piuttosto altalenanti ma con variazioni
moderate nei Paesi UE (tranne che per la Spagna e la Croazia in cui si registra un forte aumento
nell’arco del ventennio) e una crescita per tutti i Paesi appartenenti alle macroregioni dei Balcani
occidentali, del Medio Oriente (fatta eccezione della Palestina) e del Nord Africa.
Figura 3 – Indice di produzione alimentare per macroregione - Anni 2003/2022 (Anni 2014-2016 =100)
...
Questo grafico è ottimizzato per risoluzioni più ampie. L'esperienza su smartphone potrebbe non essere
completa.
Metadati
Indicatori
Definizione
Superficie destinata a seminativi, colture permanenti e pascoli permanenti. I seminativi comprendono i terreni definiti dalla FAO come terreni coltivati temporaneamente (le aree a doppia coltura sono contate una volta sola), i prati temporanei per lo sfalcio o per il pascolo, i terreni coltivati a orti o giardini e i terreni temporaneamente incolti. Sono escluse le terre abbandonate a causa di coltivazioni itineranti. I terreni con colture permanenti sono quelli coltivati con colture che occupano il terreno per lunghi periodi e che non devono essere ripiantate dopo ogni raccolto. Questa categoria comprende i terreni coltivati con arbusti da fiore, alberi da frutto, noci e viti, ma esclude i terreni coltivati con alberi da legno o legname. I pascoli permanenti sono terreni utilizzati per cinque o più anni per il foraggio, comprese le colture naturali e quelle coltivate.
Fonti
FAO
Metodologia
I dati sono raccolti tramite il questionario FAO sull'uso del suolo, l'irrigazione e le pratiche agricole, basato sulla classificazione FAO dell'uso del suolo.
Note e avvertenze
La classificazione FAO dell'uso del suolo è allineata con il Sistema di contabilità ambientale ed economica delle Nazioni Unite (SEEA), il Quadro per lo sviluppo delle statistiche ambientali delle Nazioni Unite (FDES) e il Censimento mondiale dell'agricoltura. È inoltre coerente con le classi di uso del suolo del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico per le relazioni dei Paesi alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC). Una mappatura tra le classificazioni FAO, SEEA, Censimento mondiale dell'agricoltura e IPCC è fornita nel questionario FAO.
Percentuale sulla superficie terrestre destinata a seminativi, colture permanenti e pascoli permanenti.
Fonti
FAO
Metodologia
I dati sono raccolti tramite il questionario FAO sull'uso del suolo, l'irrigazione e le pratiche agricole, basato sulla classificazione FAO dell'uso del suolo.
Note e avvertenze
La classificazione FAO dell'uso del suolo è allineata con il Sistema di contabilità ambientale ed economica delle Nazioni Unite (SEEA), il Quadro per lo sviluppo delle statistiche ambientali delle Nazioni Unite (FDES) e il Censimento mondiale dell'agricoltura. È inoltre coerente con le classi di uso del suolo del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico per le relazioni dei Paesi alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC). Una mappatura tra le classificazioni FAO, SEEA, Censimento mondiale dell'agricoltura e IPCC è fornita nel questionario FAO. I seminativi comprendono i terreni definiti dalla FAO come terreni coltivati temporaneamente (le aree a doppia coltura sono contate una volta sola), i prati temporanei per lo sfalcio o per il pascolo, i terreni coltivati a orti o giardini e i terreni temporaneamente incolti. Sono escluse le terre abbandonate a causa di coltivazioni itineranti. I terreni con colture permanenti sono quelli coltivati con colture che occupano il terreno per lunghi periodi e che non devono essere ripiantate dopo ogni raccolto. Questa categoria comprende i terreni coltivati con arbusti da fiore, alberi da frutto, noci e viti, ma esclude i terreni coltivati con alberi da legno o legname. I pascoli permanenti sono terreni utilizzati per cinque o più anni per il foraggio, comprese le colture naturali e quelle coltivate.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
SDG Goal 15, indicatore 15.1.1; ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Agricoltura e Pesca'
Percentuale sulla superficie terrestre dei seminativi, che comprendono i terreni definiti dalla FAO come terreni coltivati temporaneamente (le aree a doppia coltura sono contate una volta sola), i prati temporanei per lo sfalcio o per il pascolo, i terreni coltivati a orti o giardini e i terreni temporaneamente incolti. Sono esclusi i terreni abbandonati a causa di coltivazioni itineranti.
Fonti
FAO
Metodologia
I dati sono raccolti tramite il questionario FAO sull'uso del suolo, l'irrigazione e le pratiche agricole, basato sulla classificazione FAO dell'uso del suolo.
Note e avvertenze
La classificazione FAO dell'uso del suolo è allineata con il Sistema di contabilità ambientale ed economica delle Nazioni Unite (SEEA), il Quadro per lo sviluppo delle statistiche ambientali delle Nazioni Unite (FDES) e il Censimento mondiale dell'agricoltura. È inoltre coerente con le classi di uso del suolo del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico per le relazioni dei Paesi alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC). Una mappatura tra le classificazioni FAO, SEEA, Censimento mondiale dell'agricoltura e IPCC è fornita nel questionario FAO.
Percentuale sulla superficie terrestre delle colture permanenti, cioè quelle che occupano il terreno per lunghi periodi e non devono essere ripiantate dopo ogni raccolto. Questa categoria comprende i terreni coltivati con arbusti da fiore, alberi da frutto, noci e viti, ma esclude i terreni coltivati con alberi da legno o legname.
Fonti
FAO
Metodologia
I dati sono raccolti tramite il questionario FAO sull'uso del suolo, l'irrigazione e le pratiche agricole, basato sulla classificazione FAO dell'uso del suolo.
Note e avvertenze
La classificazione FAO dell'uso del suolo è allineata con il Sistema di contabilità ambientale ed economica delle Nazioni Unite (SEEA), il Quadro per lo sviluppo delle statistiche ambientali delle Nazioni Unite (FDES) e il Censimento mondiale dell'agricoltura. È inoltre coerente con le classi di uso del suolo del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico per le relazioni dei Paesi alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC). Una mappatura tra le classificazioni FAO, SEEA, Censimento mondiale dell'agricoltura e IPCC è fornita nel questionario FAO.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
SDG Goal 15, indicatore 15.1.1; ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Agricoltura e Pesca'
Valore della produzione zootecnica di ogni anno rispetto al periodo base 2014-2016. Include carne e latte da tutte le fonti, prodotti caseari come formaggio e uova, miele, seta grezza, lana e pelli.
Fonti
FAO
Metodologia
L'indice si basa sulla somma delle quantità ponderate per il prezzo di diverse commodity agricole prodotte, dopo aver dedotto le quantità utilizzate come sementi e mangimi, ponderate in modo analogo. L'aggregato risultante rappresenta, quindi, la produzione disponibile per qualsiasi uso, tranne che per le sementi e i mangimi. Tutti gli indici a livello nazionale, regionale e mondiale sono calcolati con la formula di Laspeyres. Le quantità di produzione di ciascuna commodity sono ponderate per i prezzi medi internazionali delle commodity 2014-2016 e sommate per ogni anno. Per ottenere l'indice, l'aggregato di un determinato anno viene diviso per l'aggregato medio del periodo base 2014-2016. Poiché gli indici FAO si basano sul concetto di agricoltura come impresa unica, le quantità di sementi e mangimi vengono sottratte dai dati di produzione per evitare un doppio conteggio, una volta nei dati di produzione e una volta con le colture o il bestiame prodotti da essi. Le detrazioni per le sementi (nel caso delle uova, per la schiusa) e per i mangimi per il bestiame e il pollame si applicano sia ai prodotti nazionali che a quelli importati. Riguardano solo i prodotti agricoli primari destinati all'alimentazione animale (ad esempio mais, patate, latte, ecc.). I mangimi trasformati e semilavorati come crusca, panelli, farine e melasse sono stati completamente esclusi dai calcoli in tutte le fasi. Si noti che nel calcolo degli indici di produzione agricola, alimentare e non alimentare, vengono dedotti tutti gli input primari intermedi di origine agricola. Tuttavia, per gli indici di qualsiasi altro gruppo merceologico, vengono dedotti solo gli input che hanno origine all'interno dello stesso gruppo; così, solo le sementi vengono rimosse dal gruppo “colture” e da tutti i sottogruppi di colture, come cereali, colture oleaginose, ecc. e sia i mangimi che le sementi che hanno origine all'interno del settore zootecnico (ad esempio, mangimi per il latte, uova da cova) vengono rimossi dal gruppo “prodotti zootecnici”. Per i due principali sottogruppi di bestiame, ovvero carne e latte, vengono rimossi solo i mangimi provenienti dal rispettivo sottogruppo. Gli indici che tengono conto delle detrazioni per i mangimi e le sementi sono definiti “netti”. Gli indici calcolati senza detrazioni per mangimi e sementi sono definiti “lordi”. I “prezzi internazionali delle materie prime” sono utilizzati per evitare l'uso dei tassi di cambio per ottenere gli aggregati continentali e mondiali, e anche per migliorare e facilitare l'analisi comparativa internazionale della produttività a livello nazionale. Questi “prezzi internazionali”, espressi nei cosiddetti “dollari internazionali”, sono ricavati utilizzando la formula di Geary-Khamis per il settore agricolo. Questo metodo assegna un singolo “prezzo” a ciascuna merce. Ad esempio, una tonnellata metrica di grano ha lo stesso prezzo indipendentemente dal Paese in cui è stata prodotta. L'unità monetaria in cui sono espressi i prezzi non influisce sugli indici pubblicati. I prodotti coperti nel calcolo degli indici di produzione agricola sono tutte le colture e i prodotti zootecnici originari di ciascun Paese. Sono coperti praticamente tutti i prodotti, con la principale eccezione delle colture foraggere.
Valore della produzione agricola di ogni anno rispetto al periodo base 2014-2016. Include tutte le colture ad eccezione di quelle foraggere.
Fonti
FAO
Metodologia
L'indice si basa sulla somma delle quantità ponderate per il prezzo di diverse commodity agricole prodotte, dopo aver dedotto le quantità utilizzate come sementi e mangimi, ponderate in modo analogo. L'aggregato risultante rappresenta, quindi, la produzione disponibile per qualsiasi uso, tranne che per le sementi e i mangimi. Tutti gli indici a livello nazionale, regionale e mondiale sono calcolati con la formula di Laspeyres. Le quantità di produzione di ciascuna commodity sono ponderate per i prezzi medi internazionali delle commodity 2014-2016 e sommate per ogni anno. Per ottenere l'indice, l'aggregato di un determinato anno viene diviso per l'aggregato medio del periodo base 2014-2016. Poiché gli indici FAO si basano sul concetto di agricoltura come impresa unica, le quantità di sementi e mangimi vengono sottratte dai dati di produzione per evitare un doppio conteggio, una volta nei dati di produzione e una volta con le colture o il bestiame prodotti da essi. Le detrazioni per le sementi (nel caso delle uova, per la schiusa) e per i mangimi per il bestiame e il pollame si applicano sia ai prodotti nazionali che a quelli importati. Riguardano solo i prodotti agricoli primari destinati all'alimentazione animale (ad esempio mais, patate, latte, ecc.). I mangimi trasformati e semilavorati come crusca, panelli, farine e melasse sono stati completamente esclusi dai calcoli in tutte le fasi. Si noti che nel calcolo degli indici di produzione agricola, alimentare e non alimentare, vengono dedotti tutti gli input primari intermedi di origine agricola. Tuttavia, per gli indici di qualsiasi altro gruppo merceologico, vengono dedotti solo gli input che hanno origine all'interno dello stesso gruppo; così, solo le sementi vengono rimosse dal gruppo “colture” e da tutti i sottogruppi di colture, come cereali, colture oleaginose, ecc. e sia i mangimi che le sementi che hanno origine all'interno del settore zootecnico (ad esempio, mangimi per il latte, uova da cova) vengono rimossi dal gruppo “prodotti zootecnici”. Per i due principali sottogruppi di bestiame, ovvero carne e latte, vengono rimossi solo i mangimi provenienti dal rispettivo sottogruppo. Gli indici che tengono conto delle detrazioni per i mangimi e le sementi sono definiti “netti”. Gli indici calcolati senza detrazioni per mangimi e sementi sono definiti “lordi”. I “prezzi internazionali delle materie prime” sono utilizzati per evitare l'uso dei tassi di cambio per ottenere gli aggregati continentali e mondiali, e anche per migliorare e facilitare l'analisi comparativa internazionale della produttività a livello nazionale. Questi “prezzi internazionali”, espressi nei cosiddetti “dollari internazionali”, sono ricavati utilizzando la formula di Geary-Khamis per il settore agricolo. Questo metodo assegna un singolo “prezzo” a ciascuna merce. Ad esempio, una tonnellata metrica di grano ha lo stesso prezzo indipendentemente dal Paese in cui è stata prodotta. L'unità monetaria in cui sono espressi i prezzi non influisce sugli indici pubblicati. I prodotti coperti nel calcolo degli indici di produzione agricola sono tutte le colture e i prodotti zootecnici originari di ciascun Paese. Sono coperti praticamente tutti i prodotti, con la principale eccezione delle colture foraggere.
Valore della produzione alimentare di ogni anno rispetto al periodo base 2014-2016. Comprende le colture alimentari considerate commestibili e che contengono sostanze nutritive. Caffè e tè sono esclusi perché, pur essendo commestibili, non hanno valore nutritivo.
Fonti
FAO
Metodologia
L'indice si basa sulla somma delle quantità ponderate per il prezzo di diverse commodity agricole prodotte, dopo aver dedotto le quantità utilizzate come sementi e mangimi, ponderate in modo analogo. L'aggregato risultante rappresenta, quindi, la produzione disponibile per qualsiasi uso, tranne che per le sementi e i mangimi. Tutti gli indici a livello nazionale, regionale e mondiale sono calcolati con la formula di Laspeyres. Le quantità di produzione di ciascuna commodity sono ponderate per i prezzi medi internazionali delle commodity 2014-2016 e sommate per ogni anno. Per ottenere l'indice, l'aggregato di un determinato anno viene diviso per l'aggregato medio del periodo base 2014-2016. Poiché gli indici FAO si basano sul concetto di agricoltura come impresa unica, le quantità di sementi e mangimi vengono sottratte dai dati di produzione per evitare un doppio conteggio, una volta nei dati di produzione e una volta con le colture o il bestiame prodotti da essi. Le detrazioni per le sementi (nel caso delle uova, per la schiusa) e per i mangimi per il bestiame e il pollame si applicano sia ai prodotti nazionali che a quelli importati. Riguardano solo i prodotti agricoli primari destinati all'alimentazione animale (ad esempio mais, patate, latte, ecc.). I mangimi trasformati e semilavorati come crusca, panelli, farine e melasse sono stati completamente esclusi dai calcoli in tutte le fasi. Si noti che nel calcolo degli indici di produzione agricola, alimentare e non alimentare, vengono dedotti tutti gli input primari intermedi di origine agricola. Tuttavia, per gli indici di qualsiasi altro gruppo merceologico, vengono dedotti solo gli input che hanno origine all'interno dello stesso gruppo; così, solo le sementi vengono rimosse dal gruppo “colture” e da tutti i sottogruppi di colture, come cereali, colture oleaginose, ecc. e sia i mangimi che le sementi che hanno origine all'interno del settore zootecnico (ad esempio, mangimi per il latte, uova da cova) vengono rimossi dal gruppo “prodotti zootecnici”. Per i due principali sottogruppi di bestiame, ovvero carne e latte, vengono rimossi solo i mangimi provenienti dal rispettivo sottogruppo. Gli indici che tengono conto delle detrazioni per i mangimi e le sementi sono definiti “netti”. Gli indici calcolati senza detrazioni per mangimi e sementi sono definiti “lordi”. I “prezzi internazionali delle materie prime” sono utilizzati per evitare l'uso dei tassi di cambio per ottenere gli aggregati continentali e mondiali, e anche per migliorare e facilitare l'analisi comparativa internazionale della produttività a livello nazionale. Questi “prezzi internazionali”, espressi nei cosiddetti “dollari internazionali”, sono ricavati utilizzando la formula di Geary-Khamis per il settore agricolo. Questo metodo assegna un singolo “prezzo” a ciascuna merce. Ad esempio, una tonnellata metrica di grano ha lo stesso prezzo indipendentemente dal Paese in cui è stata prodotta. L'unità monetaria in cui sono espressi i prezzi non influisce sugli indici pubblicati. I prodotti coperti nel calcolo degli indici di produzione agricola sono tutte le colture e i prodotti zootecnici originari di ciascun Paese. Sono coperti praticamente tutti i prodotti, con la principale eccezione delle colture foraggere.
Quantità di nutrienti vegetali utilizzati per unità di terreno coltivabile. I prodotti fertilizzanti comprendono fertilizzanti azotati, potassici e fosfatici (compreso il fosfato naturale). I nutrienti tradizionali - concimi animali e vegetali - non sono inclusi.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati FAO
Metodologia
Il consumo di fertilizzanti misura la quantità di sostanze nutritive per le piante ed è calcolato come produzione più importazioni meno esportazioni.
Note e avvertenze
La FAO ha rivisto le serie temporali relative al consumo di fertilizzanti e all'irrigazione a partire dal 2002. Nella versione precedente, i dati si basavano sul consumo totale di fertilizzanti, mentre in quella recente si basano sui nutrienti contenuti nei fertilizzanti. Alcuni Paesi compilano i dati sui fertilizzanti in base all'anno solare, mentre altri li compilano in base all'anno colturale (luglio-giugno). Le precedenti edizioni di questo indicatore, Consumo di fertilizzanti (100 grammi per ettaro di terreno arabile), riportavano i dati sulla base dell'anno di coltivazione, ma questa edizione utilizza l'anno solare, come adottato dalla FAO. I dati sono raccolti dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) attraverso questionari annuali. La FAO cerca di imporre definizioni e metodi di reporting standard, ma non è possibile garantire una completa coerenza tra i Paesi e nel tempo. Le fonti secondarie comprendono i dati ufficiali dei Paesi provenienti dai siti web dei ministeri nazionali, le pubblicazioni nazionali e i dati relativi ai Paesi riportati da varie organizzazioni internazionali. I seminativi comprendono i terreni definiti dalla FAO come terreni coltivati temporaneamente (le aree a doppia coltura vengono contate una sola volta), i prati temporanei da sfalcio o da pascolo, i terreni coltivati a orti o giardini e i terreni temporaneamente incolti. Sono esclusi i terreni abbandonati a causa di coltivazioni itineranti. Poiché alcuni composti chimici utilizzati per i fertilizzanti hanno altre applicazioni industriali, i dati sul consumo possono sovrastimare la quantità disponibile per le colture.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
Emissioni di metano prodotte da animali, rifiuti animali, produzione di riso, combustione di rifiuti agricoli (non energetici, in loco) e combustione nella savana.
Fonti
a) World Resources Institute; b) World Bank Development Indicators per la Siria
Metodologia
Per stimare le emissioni, i Paesi aderenti alla Convenzione sui cambiamenti climatici (UNFCCC) utilizzano metodologie complesse e all'avanguardia raccomandate dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC). Le emissioni di metano derivano in gran parte dalle attività agricole, dalle discariche di produzione industriale e dal trattamento delle acque reflue e da altre fonti come gli incendi delle foreste tropicali e di altra vegetazione.
Note e avvertenze
Le emissioni sono solitamente espresse in equivalenti di anidride carbonica utilizzando il potenziale di riscaldamento globale, che consente di confrontare i contributi effettivi dei diversi gas. Un chilogrammo di metano è 21 volte più efficace nell'intrappolare il calore nell'atmosfera terrestre di un chilogrammo di anidride carbonica entro 100 anni.
Emissioni di protossido di azoto prodotte dall'uso di fertilizzanti (sintetici e letame animale), dalla gestione dei rifiuti animali, dalla combustione di rifiuti agricoli (non energetici, in loco) e dalla bruciatura della savana.
Fonti
a) World Resources Institute; b) World Bank Development Indicators per la Siria
Metodologia
Le emissioni di protossido di azoto di origine agricola sono quelle prodotte dall'uso di fertilizzanti (sintetici e di origine animale), dalla gestione dei rifiuti animali, dalla combustione di rifiuti agricoli (non energetici, in loco) e dalla bruciatura della savana, con riferimento alla categoria IPCC 4 = Agricoltura. Sono espresse in CO2 equivalente utilizzando la metrica GWP100 del Secondo Rapporto di Valutazione dell'IPCC e includono il biossido di azoto (N2O)
Note e avvertenze
Il protossido di azoto è un potente gas serra, con una vita atmosferica stimata di 114 anni, rispetto ai 12 anni del metano. Il potenziale di riscaldamento globale per chilogrammo (GWP) del protossido di azoto è quasi 310 volte quello del biossido di carbonio entro 100 anni. Le emissioni sono solitamente espresse in equivalenti di anidride carbonica utilizzando il potenziale di riscaldamento globale, che consente di confrontare i contributi effettivi dei diversi gas.