L'analisi delle differenze di genere nel mercato del lavoro mediterraneo evidenzia significative disparità nei tassi di partecipazione, occupazione e disoccupazione tra uomini e donne. Si osservano forti divisioni settoriali, con una predominanza maschile in industria e agricoltura e femminile nei servizi. Le donne sono spesso sottorappresentate in ruoli di leadership e imprenditoriali, ostacolate da barriere socio-culturali. La promozione di politiche inclusive è essenziale per migliorare l'uguaglianza di genere nella regione.
L'analisi del mercato del lavoro esplorata attraverso disuguaglianze di genere, tassi di partecipazione e occupazione, barriere culturali e disparità settoriali, offrendo una panoramica geografica dettagliata, per individuare soluzioni mirate all'uguaglianza lavorativa sostenibile.
Coadiuvanti familiari, F (% dell'occupazione femminile)
Coadiuvanti familiari, M (% dell'occupazione maschile)
Occupati indipendenti, F (% dell'occupazione femminile)
Occupati indipendenti, M (% dell'occupazione maschile)
Occupati dipendenti, F (% dell'occupazione femminile)
Occupati dipendenti, M (% dell'occupazione maschile)
Datori di lavoro, F (% dell'occupazione femminile)
Datori di lavoro, M (% dell'occupazione maschile)
Tasso di disoccupazione 15 anni e oltre, F (%)
Tasso di disoccupazione 15 anni e oltre, M (%)
Occupazione in agricoltura, F (% dell'occupazione femminile)
Occupazione in agricoltura, M (% dell'occupazione maschile)
Occupazione nell'industria, F (% dell'occupazione femminile)
Occupazione nell'industria, M (% dell'occupazione maschile)
Occupazione nei servizi, F (% dell'occupazione femminile)
Occupazione nei servizi, M (% dell'occupazione maschile)
area_code
ordgeo
Paesi
2023
2023
2022
2022
2023
2023
2023
2023
2022
2022
2022
2022
2022
2022
2022
2022
2023
2023
2022
2022
2022
2022
2022
2022
Portogallo
33,6
37,2
74,4
78,5
27,3
30,3
51,5
59,8
0,6
0,7
11,5
18,7
88,5
81,3
2,9
7,3
6,9
6,1
3,2
6,8
15,5
32,3
81,3
60,8
A
1
Spagna
30,9
34,8
69,9
78,3
21,7
25,3
45,3
56,2
0,4
0,3
11,7
18,4
88,3
81,6
3,3
6,1
13,9
10,6
1,9
5,4
9,4
29,1
88,7
65,4
A
2
Francia
40,9
44,6
71,8
76,9
35,1
37,0
49,2
55,7
0,4
0,3
10,0
16,0
90,0
84,0
3,0
7,0
7,2
7,5
1,6
3,6
9,8
28,3
88,6
68,1
A
3
Italia
21,6
30,8
56,4
74,6
16,2
24,3
37,9
54,8
1,2
0,7
16,1
25,5
83,9
74,5
3,8
8,0
8,8
6,8
2,3
4,8
14,0
36,2
83,6
58,9
A
4
Slovenia
32,2
40,2
74,0
79,0
29,6
36,5
51,9
61,0
2,3
1,7
9,8
17,5
90,2
82,5
1,7
4,6
3,7
3,6
3,9
4,7
17,1
41,2
79,0
54,1
A
5
Croazia
24,2
36,4
65,4
73,1
18,5
30,3
44,5
54,5
1,4
1,0
9,4
16,9
90,6
83,1
3,5
7,2
6,6
5,6
4,0
7,5
15,7
39,1
80,3
53,4
A
6
Grecia
22,9
26,6
61,2
76,3
16,1
20,8
38,8
54,2
3,7
1,8
31,0
41,7
69,0
58,3
4,8
8,8
14,2
8,4
9,8
12,2
7,8
21,3
82,4
66,5
A
7
Malta
53,1
55,2
72,7
85,9
50,9
48,3
55,5
70,9
0,1
0,0
9,0
19,4
91,0
80,6
2,0
5,6
3,0
3,2
0,3
1,2
7,6
24,0
92,1
74,8
A
8
Cipro
42,0
45,2
72,1
81,3
35,8
36,5
56,3
66,0
0,5
0,8
9,1
12,4
90,9
87,6
1,2
2,2
5,9
6,0
0,9
3,6
7,2
25,4
91,9
71,0
A
9
Serbia
24,8
38,5
66,9
79,6
20,3
29,4
47,0
62,5
8,4
2,9
23,4
29,9
76,6
70,1
2,0
4,1
9,0
8,4
11,5
15,3
19,3
37,3
69,2
47,4
B
10
Kosovo
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
15,9
10,5
..
..
..
..
..
..
B
11
Bosnia-Erzegovina
20,4
36,8
50,4
72,5
13,0
27,1
34,7
53,9
5,0
1,3
25,7
24,2
74,3
75,8
4,2
7,0
12,5
9,0
19,3
15,3
17,7
43,9
63,0
40,8
B
12
Montenegro
26,3
36,2
61,5
74,9
19,6
26,0
42,5
54,7
3,2
1,6
15,3
25,9
84,7
74,1
2,6
5,1
14,7
15,7
5,8
8,3
7,5
27,8
86,7
63,9
B
13
Macedonia del Nord
20,4
35,6
52,2
75,0
14,0
26,7
37,3
54,3
4,8
1,9
12,3
19,5
87,7
80,5
2,4
5,2
11,7
14,0
8,0
10,9
25,5
33,8
66,5
55,3
B
14
Albania
27,5
40,0
63,4
79,3
20,4
28,9
47,0
60,1
27,1
15,6
50,4
54,7
49,6
45,3
1,2
4,5
11,4
11,7
39,8
31,0
16,8
25,1
43,4
43,9
B
15
Turchia
31,3
56,1
39,4
76,6
23,9
47,8
30,9
65,7
19,4
4,2
30,3
29,4
69,7
70,6
1,9
5,8
12,1
8,1
21,8
14,2
17,6
32,5
60,6
53,2
C
16
Siria
7,9
39,1
14,9
65,7
3,7
27,6
10,6
56,7
2,2
0,7
8,7
41,9
91,3
58,1
0,4
1,5
25,3
10,9
10,0
16,5
6,0
25,8
84,0
57,7
C
17
Libano
25,7
44,6
31,3
71,1
19,9
33,6
23,4
58,8
1,7
0,5
17,1
35,4
82,9
64,6
3,8
10,8
14,7
10,1
1,4
4,4
6,4
26,6
92,2
69,0
C
18
Giordania
10,1
41,5
14,5
65,8
5,0
25,1
10,4
51,7
0,2
0,4
3,6
13,1
96,4
86,9
0,9
3,5
26,6
16,2
0,6
3,6
7,2
20,2
92,2
76,1
C
19
Israele
47,3
47,9
71,2
75,5
44,6
45,1
58,9
66,4
0,0
0,0
8,6
14,0
91,4
86,0
1,3
4,7
3,3
3,4
0,4
1,1
7,4
23,4
92,2
75,5
C
20
Palestina
10,8
50,7
..
..
4,7
34,7
11,3
57,4
7,7
2,9
22,9
24,0
77,1
76,0
2,0
6,1
40,0
20,2
6,3
6,2
9,6
37,3
84,2
56,5
C
21
Egitto
8,6
38,8
17,5
74,4
5,4
34,5
14,2
68,0
17,7
2,4
29,0
27,1
71,0
72,9
1,2
4,0
17,9
4,9
18,1
18,8
8,0
32,6
73,9
48,7
D
22
Libia
10,8
23,2
37,0
64,3
3,5
13,8
26,2
52,1
1,4
0,8
10,0
17,2
90,0
82,8
1,2
2,1
24,7
15,4
5,4
11,1
11,3
28,4
83,2
60,5
D
23
Tunisia
18,4
38,2
29,9
75,6
10,9
22,8
19,8
59,2
2,1
1,4
14,0
29,3
86,0
70,7
2,1
5,6
20,5
12,9
8,8
15,8
31,7
34,0
59,5
50,2
D
24
Algeria
8,6
37,3
18,0
72,0
4,6
26,9
13,2
60,3
2,0
1,6
26,0
32,1
74,0
67,9
1,8
4,4
20,7
9,6
3,4
11,0
23,6
32,4
73,0
56,6
D
25
Marocco
12,6
40,0
21,2
73,8
9,6
30,7
17,6
61,9
35,0
8,7
54,7
46,3
45,3
53,7
0,8
2,6
10,7
8,6
48,2
25,9
13,8
26,8
38,0
47,3
D
26
Tasso di attività 15-24 anni, F (%)
KosovoNessun dato disponibile
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Tasso di attività 15-24 anni, M (%)
KosovoNessun dato disponibile
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Tasso di attività 15-64 anni, F (%)
KosovoNessun dato disponibile
PalestinaNessun dato disponibile
Tasso di attività 15-64 anni, M (%)
KosovoNessun dato disponibile
PalestinaNessun dato disponibile
Tasso di occupazione 15-24 anni, F (%)
KosovoNessun dato disponibile
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Tasso di occupazione 15-24 anni, M (%)
KosovoNessun dato disponibile
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Tasso di occupazione 15 anni e oltre, F (%)
KosovoNessun dato disponibile
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Tasso di occupazione 15 anni e oltre, M (%)
KosovoNessun dato disponibile
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Coadiuvanti familiari, F (% dell'occupazione femminile)
KosovoNessun dato disponibile
Coadiuvanti familiari, M (% dell'occupazione maschile)
KosovoNessun dato disponibile
Occupati indipendenti, F (% dell'occupazione femminile)
KosovoNessun dato disponibile
Occupati indipendenti, M (% dell'occupazione maschile)
KosovoNessun dato disponibile
Occupati dipendenti, F (% dell'occupazione femminile)
KosovoNessun dato disponibile
Occupati dipendenti, M (% dell'occupazione maschile)
KosovoNessun dato disponibile
Datori di lavoro, F (% dell'occupazione femminile)
KosovoNessun dato disponibile
Datori di lavoro, M (% dell'occupazione maschile)
KosovoNessun dato disponibile
Tasso di disoccupazione 15 anni e oltre, F (%)
KosovoUltimo valore disponibile: 2022
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Tasso di disoccupazione 15 anni e oltre, M (%)
KosovoUltimo valore disponibile: 2022
PalestinaUltimo valore disponibile: 2022
Occupazione in agricoltura, F (% dell'occupazione femminile)
KosovoNessun dato disponibile
Occupazione in agricoltura, M (% dell'occupazione maschile)
KosovoNessun dato disponibile
Occupazione nell'industria, F (% dell'occupazione femminile)
KosovoNessun dato disponibile
Occupazione nell'industria, M (% dell'occupazione maschile)
KosovoNessun dato disponibile
Occupazione nei servizi, F (% dell'occupazione femminile)
KosovoNessun dato disponibile
Occupazione nei servizi, M (% dell'occupazione maschile)
KosovoNessun dato disponibile
Alcuni temi in evidenza
Le questioni di genere nel mercato del lavoro costituiscono una sfida centrale per l'uguaglianza e la crescita sostenibile nei Paesi del Mediterraneo. Nonostante normative e politiche inclusive, persistono disuguaglianze tra uomini e donne in termini di partecipazione, salario, avanzamento di carriera e condizioni di lavoro.
Partecipazione al Mercato del Lavoro
Nei Paesi del Mediterraneo, le differenze di genere nei tassi di attività femminile sono marcate e variano significativamente. Nell'Unione europea, la partecipazione femminile è relativamente elevata ma rimane inferiore a quella maschile. In Spagna, ad esempio, il tasso di attività delle donne adulte è del 69,9%, contro il 78,3% degli uomini, mentre in Italia il divario è più pronunciato, con il 56,4% delle donne attive rispetto al 74,6% degli uomini.
Nei Balcani occidentali, i divari sono anch'essi evidenti. In Serbia, solo il 24,8% delle giovani donne (15-24 anni) è attivo rispetto al 38,5% degli uomini, e nell’intera popolazione in età lavorativa (15-64 anni), il tasso femminile è del 66,9% contro il 79,6% maschile. In Montenegro e Albania, i tassi mostrano una situazione simile, con le donne meno rappresentate nel mercato del lavoro.
Nel Medio Oriente, i divari sono tra i più ampi: in Giordania e Libano, il tasso di attività femminile è drasticamente basso rispetto a quello maschile, con il 14,5% delle donne adulte attive in Giordania contro il 65,8% degli uomini. Israele è un'eccezione, con una partecipazione femminile più vicina a quella maschile.
In Nord Africa, i tassi di attività femminile sono i più bassi della regione. In Algeria e Tunisia, le donne adulte mostrano tassi intorno al 18-30%, contro oltre il 70% per gli uomini. Questi divari, fortemente legati a barriere culturali e alla mancanza di supporti strutturali, limitano l'accesso delle donne al mercato del lavoro.
Figura 1 – Tassi di attività in età 15-24 anni e 15-64 anni per genere. Anno 2023 (%)
...
I dati del 2023 evidenziano significative disparità di genere anche nei tassi di occupazione, con i divari più marcati in Nord Africa e Medio Oriente. In Algeria ed Egitto, ad esempio, il tasso di occupazione femminile tra le giovani è estremamente basso, rispettivamente al 4,6% e 5,4%, contro il 26,9% e il 34,5% degli uomini. In tutta l’età lavorativa, solo il 13,2% delle donne algerine e il 14,2% delle egiziane è occupato, rispetto a oltre il 60% degli uomini in entrambi i Paesi.
In Giordania, il tasso di occupazione delle giovani donne è appena del 5%, contro il 25,1% dei giovani uomini, mentre complessivamente i è del 10,4% contro il 51,7% maschile. In Palestina e Libano, le donne occupate restano anch’esse significativamente meno degli uomini. Nei Balcani occidentali, la situazione è simile ma meno estrema: in Serbia, il tasso di occupazione femminile è del 47% in età 15-64 anni, contro il 62,5% maschile.
Nei Paesi dell'Unione europea, i divari sono meno accentuati ma ancora presenti. In Italia, ad esempio, solo il 37,9% delle donne adulte è occupato rispetto al 54,8% degli uomini, mentre in Spagna i tassi sono più vicini, con il 21,7% di occupazione femminile tra le giovani, rispetto al 25,3% maschile. Questi dati riflettono barriere culturali e mancanza di strutture di supporto per l'occupazione femminile, in particolare nelle regioni del Nord Africa e del Medio Oriente.
Figura 2 – Tassi di occupazione in età 15-24 anni e 15 anni e oltre per genere. Anno 2023 (%)
...
L'analisi dei tassi di disoccupazione del 2023 nei Paesi del Mediterraneo rivela marcate differenze di genere, con livelli di disoccupazione femminile generalmente più elevati rispetto a quelli maschili. Nei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, queste disuguaglianze sono particolarmente accentuate a causa di barriere socio-culturali e limitate opportunità lavorative per le donne. In Giordania, ad esempio, il tasso di disoccupazione femminile è del 26,6% contro il 16,2% maschile, mentre in Palestina il divario è ancora più ampio: il 40% delle donne è disoccupato, rispetto al 20,2% degli uomini.
In Nord Africa, le donne affrontano tassi di disoccupazione molto elevati. In Egitto, il tasso di disoccupazione femminile è del 17,9%, rispetto a solo il 4,9% per gli uomini. In Algeria e Tunisia, la disoccupazione femminile supera il 20%, mentre quella maschile resta sotto il 13%.
Nei Paesi europei, i divari sono meno estremi ma comunque presenti. In Spagna, il tasso di disoccupazione femminile è del 13,9% rispetto al 10,6% maschile, mentre in Italia le donne registrano un tasso dell'8,8% contro il 6,8% degli uomini. La Francia rappresenta un'eccezione, con una disoccupazione maschile (7,5%) leggermente superiore a quella femminile (7,2%).
Nei Balcani occidentali, le disparità sono variabili. In Montenegro, il tasso di disoccupazione maschile (15,7%) supera quello femminile (14,7%), mentre in Bosnia-Erzegovina e Serbia le donne hanno tassi di disoccupazione più elevati. Questi dati riflettono la segmentazione di genere nel mercato del lavoro e le difficoltà delle donne ad accedere a posizioni stabili e ben retribuite.
Figura 3 – Tasso di disoccupazione per genere. Anno 2023 (%)
...
Segmentazione professionale e segregazione occupazionale
Uomini e donne spesso si concentrano in settori e occupazioni differenti. Le donne tendono a essere più presenti nei settori a bassa retribuzione (ad esempio, servizi sociali e di cura), mentre gli uomini sono sovrarappresentati in ambiti come la tecnologia, l’ingegneria e la finanza.
L’analisi del 2022 evidenzia un divario di genere tra lavoratori salariati e autonomi nel Mediterraneo. Le donne sono prevalentemente impiegate in lavori salariati, soprattutto in Europa meridionale. In Italia, l'83,9% delle donne è salariata rispetto al 74,5% degli uomini, mentre in Spagna e Portogallo oltre l'88% delle donne lavora come dipendente, contro circa l'81% degli uomini.
Nei Balcani occidentali, la differenza è meno marcata: in Bosnia-Erzegovina, il lavoro autonomo è quasi paritario tra i generi, mentre in Serbia e Montenegro, le percentuali di autonomi sono maggiori tra gli uomini.
Nel Medio Oriente, la disparità è più evidente. In Libano, il 35,4% degli uomini è autonomo contro il 17,1% delle donne, mentre in Giordania il 96,4% delle donne è salariata, sottolineando la concentrazione femminile nel lavoro dipendente.
In Nord Africa, le differenze sono pronunciate in Tunisia e Algeria. In Marocco, però, il 54,7% delle donne lavora autonomamente, una delle percentuali più alte della regione, indicando il loro ruolo nel settore informale. Questi dati riflettono barriere culturali e strutturali che ostacolano l’accesso femminile al lavoro autonomo, sottolineando la necessità di politiche inclusive per favorire l'imprenditoria femminile.
Figura 4a – Lavoratori autonomi e salariati per genere. Anno 2022 (% delle lavoratrici)
...
Figura 4b – Lavoratori autonomi e salariati per genere. Anno 2022 (% dei lavoratori)
...
L'analisi dei dati del 2022 sui datori di lavoro nei Paesi del Mediterraneo rivela forti disparità di genere nelle posizioni imprenditoriali, con una prevalenza maschile marcata. Nei Paesi dell'Unione europea, come Italia e Grecia, le donne occupano una percentuale significativamente inferiore di ruoli di leadership rispetto agli uomini: in Italia, il 3,8% delle donne occupate è imprenditrice contro l'8% degli uomini, mentre in Grecia la disparità è simile (4,8% contro 8,8%).
Nei Balcani occidentali, le donne rappresentano meno della metà dei datori di lavoro rispetto agli uomini. In Bosnia-Erzegovina, per esempio, solo il 4,2% delle donne è imprenditrice, a fronte del 7% degli uomini.
La disparità è ancora maggiore in Medio Oriente e Nord Africa: in Libano, Giordania e Palestina, le donne imprenditrici sono sotto il 4%, mentre in Marocco, Algeria e Tunisia sono una minoranza ridotta (fino allo 0,8% in Marocco). Questi dati evidenziano barriere culturali e sociali profonde che limitano l’accesso delle donne a ruoli di leadership e imprenditorialità nella regione.
Figura 5 – Datori di lavoro per genere. Anno 2022 (% dell'occupazione femminile e maschile)
...
L’analisi dei dati sui collaboratori familiari nel Mediterraneo conferma una marcata segregazione di genere, con le donne maggiormente presenti in ruoli meno remunerativi e subordinati. Nei Paesi europei, come Spagna e Francia, i collaboratori familiari sono pochi per entrambi i sessi. In Italia e Grecia, il divario aumenta: in Italia l'1,2% delle donne ricopre tale ruolo, contro lo 0,7% degli uomini, e in Grecia rispettivamente il 3,7% contro l'1,8%.
Nei Balcani occidentali, le disparità sono più pronunciate. In Serbia, l'8,4% delle donne è collaboratore familiare, contro il 2,9% degli uomini. Percentuali simili si osservano in Bosnia-Erzegovina e Macedonia del Nord.
Nel Medio Oriente e Nord Africa, le percentuali di donne in questi ruoli sono ancora più elevate. In Palestina ed Egitto, le donne collaboratrici familiari rappresentano rispettivamente il 7,7% e il 17,7%, mentre in Marocco la percentuale raggiunge il 35%, contro l’8,7% degli uomini. Questi dati riflettono barriere socio-culturali che limitano l’accesso delle donne a posizioni meglio retribuite e sicure, evidenziando la necessità di politiche che favoriscano l’equità di genere nel lavoro.
Figura 6 – Collaboratori familiari per genere. Anno 2022 (% dell'occupazione femminile e maschile)
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Distribuzione di genere nell'occupazione settoriale
L'analisi del 2022 sulla distribuzione occupazionale nei settori di agricoltura, industria e servizi nei Paesi del Mediterraneo mostra forti disparità di genere, con una predominanza femminile nei servizi e una maggiore presenza maschile in agricoltura e industria. Questo divario riflette stereotipi di genere e limitazioni socio-culturali che influenzano l'accesso delle donne a determinati settori.
Nei servizi, le donne costituiscono la maggioranza dell'occupazione in quasi tutti i Paesi mediterranei. In Francia, l’88,6% delle donne lavora nei servizi, rispetto al 68,1% degli uomini, mentre in Israele e Giordania oltre il 92% delle donne è impiegato nel settore. Anche in Libano e Cipro si osserva una simile concentrazione femminile, dove le donne sono spesso relegate a ruoli tradizionali con minori opportunità di crescita.
In agricoltura, l’occupazione è prevalentemente maschile, ma in alcuni Paesi come Marocco, Albania e Turchia, una significativa percentuale di donne è impiegata in questo settore (48,2%, 39,8% e 21,8% rispettivamente). Questo riflette il peso del lavoro informale e rurale, dove le donne lavorano spesso senza tutele sociali.
Il settore industriale, infine, presenta una forte predominanza maschile. In Italia, il 36,2% degli uomini è impiegato nell'industria, mentre solo il 14% delle donne vi lavora. Situazioni simili si osservano in Serbia e Tunisia, dove gli uomini impiegati nell'industria rappresentano il 37,3% e il 34%, rispettivamente, mentre le donne sono il 19,3% e il 31,7%. La sottorappresentazione femminile nell'industria è legata a barriere nell'accesso a ruoli tecnici e alla dominanza maschile in queste aree. Questi dati sottolineano l'importanza di politiche che facilitino l'accesso equo delle donne a tutti i settori lavorativi.
Figura 7a – Distribuzione dell’occupazione nei settori per genere e macroregione. Anno 2022 (% dell'occupazione femminile)
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Figura 7b – Distribuzione dell’occupazione nei settori per genere e macroregione. Anno 2022 (% dell'occupazione maschile)
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Metadati
Indicatori
Definizione
Percentuale della popolazione femminile di età 15-64 anni economicamente attiva: tutte le persone che offrono sul mercato manodopera per la produzione di beni e servizi in un determinato periodo.
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile; questa produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il tale indicatore è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I dati nazionali sui tassi di partecipazione alla forza lavoro possono non essere comparabili a causa di differenze nei concetti e nelle metodologie. Il fattore più importante che influisce sulla comparabilità dei dati è la fonte dei dati stessi. I dati sulle forze di lavoro ottenuti dai censimenti della popolazione sono spesso basati su un numero limitato di domande sulle caratteristiche economiche degli individui, con scarse possibilità di sondaggio. I dati risultanti, pertanto, non sono generalmente coerenti con i corrispondenti dati delle indagini sulle forze di lavoro e possono variare notevolmente da un Paese all'altro, a seconda del numero e del tipo di domande incluse nel censimento. I censimenti e le indagini sulle unità locali possono, per loro natura, fornire solo dati sulla popolazione occupata, escludendo i disoccupati e, in molti Paesi, escludendo anche i lavoratori impegnati in piccole untà produttive o nell'economia informale che non rientrano nell'ambito dell'indagine o del censimento. Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Percentuale della popolazione maschile di età 15-64 anni economicamente attiva: tutte le persone che offrono sul mercato manodopera per la produzione di beni e servizi in un determinato periodo.
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile; questa produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il tale indicatore è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I dati nazionali sui tassi di partecipazione alla forza lavoro possono non essere comparabili a causa di differenze nei concetti e nelle metodologie. Il fattore più importante che influisce sulla comparabilità dei dati è la fonte dei dati stessi. I dati sulle forze di lavoro ottenuti dai censimenti della popolazione sono spesso basati su un numero limitato di domande sulle caratteristiche economiche degli individui, con scarse possibilità di sondaggio. I dati risultanti, pertanto, non sono generalmente coerenti con i corrispondenti dati delle indagini sulle forze di lavoro e possono variare notevolmente da un Paese all'altro, a seconda del numero e del tipo di domande incluse nel censimento. I censimenti e le indagini sulle unità locali possono, per loro natura, fornire solo dati sulla popolazione occupata, escludendo i disoccupati e, in molti Paesi, escludendo anche i lavoratori impegnati in piccole untà produttive o nell'economia informale che non rientrano nell'ambito dell'indagine o del censimento. Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Percentuale della popolazione femminile di età 15-24 anni economicamente attiva: tutte le persone che offrono sul mercato manodopera per la produzione di beni e servizi in un determinato periodo.
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile; questa produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il tale indicatore è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I dati nazionali sui tassi di partecipazione alla forza lavoro possono non essere comparabili a causa di differenze nei concetti e nelle metodologie. Il fattore più importante che influisce sulla comparabilità dei dati è la fonte dei dati stessi. I dati sulle forze di lavoro ottenuti dai censimenti della popolazione sono spesso basati su un numero limitato di domande sulle caratteristiche economiche degli individui, con scarse possibilità di sondaggio. I dati risultanti, pertanto, non sono generalmente coerenti con i corrispondenti dati delle indagini sulle forze di lavoro e possono variare notevolmente da un Paese all'altro, a seconda del numero e del tipo di domande incluse nel censimento. I censimenti e le indagini sulle unità locali possono, per loro natura, fornire solo dati sulla popolazione occupata, escludendo i disoccupati e, in molti Paesi, escludendo anche i lavoratori impegnati in piccole untà produttive o nell'economia informale che non rientrano nell'ambito dell'indagine o del censimento. Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Percentuale della popolazione maschile di età 15-24 anni economicamente attiva: tutte le persone che offrono sul mercato manodopera per la produzione di beni e servizi in un determinato periodo.
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile; questa produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il tale indicatore è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I dati nazionali sui tassi di partecipazione alla forza lavoro possono non essere comparabili a causa di differenze nei concetti e nelle metodologie. Il fattore più importante che influisce sulla comparabilità dei dati è la fonte dei dati stessi. I dati sulle forze di lavoro ottenuti dai censimenti della popolazione sono spesso basati su un numero limitato di domande sulle caratteristiche economiche degli individui, con scarse possibilità di sondaggio. I dati risultanti, pertanto, non sono generalmente coerenti con i corrispondenti dati delle indagini sulle forze di lavoro e possono variare notevolmente da un Paese all'altro, a seconda del numero e del tipo di domande incluse nel censimento. I censimenti e le indagini sulle unità locali possono, per loro natura, fornire solo dati sulla popolazione occupata, escludendo i disoccupati e, in molti Paesi, escludendo anche i lavoratori impegnati in piccole untà produttive o nell'economia informale che non rientrano nell'ambito dell'indagine o del censimento. Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Percentuale di popolazione femminile di un Paese nella classe d'età 15 anni ed oltre. L'occupazione è definita come le persone in età lavorativa che, durante un breve periodo di riferimento, sono state impegnate in una qualsiasi attività di produzione di beni o di fornitura di servizi a scopo di retribuzione o di profitto, sia che fossero al lavoro durante il periodo di riferimento (cioè che abbiano lavorato in un posto di lavoro per almeno un'ora) sia che non fossero al lavoro a causa di un'assenza temporanea da un posto di lavoro o di accordi sull'orario di lavoro. L'età di 15 anni ed oltre è generalmente considerata il riferimento per la popolazione in età lavorativa.
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Percentuale di popolazione maschile occupata di un Paese nella classe d'età 15 anni ed oltre. L'occupazione è definita come le persone in età lavorativa che, durante un breve periodo di riferimento, sono state impegnate in una qualsiasi attività di produzione di beni o di fornitura di servizi a scopo di retribuzione o di profitto, sia che fossero al lavoro durante il periodo di riferimento (cioè che abbiano lavorato in un posto di lavoro per almeno un'ora) sia che non fossero al lavoro a causa di un'assenza temporanea da un posto di lavoro o di accordi sull'orario di lavoro. L'età di 15 anni ed oltre è generalmente considerata il riferimento per la popolazione in età lavorativa.
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Percentuale di popolazione femminile occupata di un Paese nella classe d'età 15-24 anni. L'occupazione è definita come le persone in età lavorativa che, durante un breve periodo di riferimento, sono state impegnate in una qualsiasi attività di produzione di beni o di fornitura di servizi a scopo di retribuzione o di profitto, sia che fossero al lavoro durante il periodo di riferimento (cioè che abbiano lavorato in un posto di lavoro per almeno un'ora) sia che non fossero al lavoro a causa di un'assenza temporanea da un posto di lavoro o di accordi sull'orario di lavoro. L'età compresa tra i 15 e i 24 anni è generalmente considerata il riferimento per la popolazione giovanile.
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. Questa procedura produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il LFPR è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Percentuale di popolazione maschile occupata di un Paese nella classe d'età 15-24 anni. L'occupazione è definita come le persone in età lavorativa che, durante un breve periodo di riferimento, sono state impegnate in una qualsiasi attività di produzione di beni o di fornitura di servizi a scopo di retribuzione o di profitto, sia che fossero al lavoro durante il periodo di riferimento (cioè che abbiano lavorato in un posto di lavoro per almeno un'ora) sia che non fossero al lavoro a causa di un'assenza temporanea da un posto di lavoro o di accordi sull'orario di lavoro. L'età compresa tra i 15 e i 24 anni è generalmente considerata il riferimento per la popolazione giovanile.
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. Questa procedura produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il LFPR è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Donne in età lavorativa impegnate nel settore agricolo in una qualsiasi attività di produzione di beni o di fornitura di servizi a titolo oneroso o di lucro, sia che lavorino nel periodo di riferimento sia che non lavorino a causa di un'assenza temporanea dal lavoro o di un accordo sull'orario di lavoro. Il settore agricolo è costituito dalle attività di agricoltura, caccia, silvicoltura e pesca, secondo la divisione 1 (ISIC 2) o le categorie A-B (ISIC 3) o la categoria A (ISIC 4).
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile; questa produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il tale indicatore è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I dati presentati per ramo di attività economica si basano sulla Classificazione industriale internazionale standard di tutte le attività economiche (ISIC). Il suo scopo principale è quello di fornire un insieme di categorie di attività che possono essere utilizzate per la raccolta e il reporting di statistiche. La versione originale dell'ISIC è stata adottata nel 1948 e da allora è stata rivista quattro volte: nel 1968 (ISIC Rev.2), nel 1990 (ISIC Rev.3) e nel 2008 (ISIC Rev.4). Una versione aggiornata dell'ISIC Rev. 3 è stata introdotta nel 2002 per tenere conto dei cambiamenti sostanziali nella struttura economica di molti Paesi (ISIC Rev. 3.1). È importante notare che i Paesi possono utilizzare versioni diverse dell'ISIC, e che i Paesi passano all'adozione della versione più recente a cadenze diverse. Un Paese può continuare a utilizzare la versione precedente anche dopo aver avviato una nuova serie di dati secondo la versione più recente. Sebbene questi diversi sistemi di classificazione possano avere un impatto sulla comparabilità a livelli dettagliati di attività economica, i cambiamenti da un ISIC all'altro non dovrebbero avere un impatto significativo sulle informazioni per i tre grandi settori presentati in ILOSTAT. Una serie di fattori può limitare la comparabilità delle statistiche sull'occupazione per attività economica tra paesi o nel tempo. La comparabilità delle statistiche sull'occupazione tra i Paesi è influenzata in modo significativo dalle variazioni nelle definizioni utilizzate per i dati sull'occupazione. Le differenze possono derivare dalla copertura dell'età, come i limiti inferiori e superiori di età per l'attività della forza lavoro. Le stime sull'occupazione possono variare anche in base all'inclusione o meno dei membri delle forze armate. Quando le forze armate sono incluse nella misura dell'occupazione, di solito sono assegnate al settore dei servizi. Pertanto, nei Paesi che non includono le forze armate, il settore dei servizi tende a essere sottostimato rispetto ai Paesi in cui sono incluse. Un'altra area che presenta differenze di misurazione riguarda il trattamento nazionale di particolari gruppi di lavoratori. La definizione internazionale di occupazione prevede l'inclusione di tutte le persone che hanno lavorato per almeno un'ora durante il periodo di riferimento. I lavoratori possono essere retribuiti o autonomi, anche in forme di lavoro meno evidenti, alcune delle quali sono trattate in dettaglio nella risoluzione adottata della diciannovesima ICLS, come il lavoro familiare non retribuito, l'apprendistato o la produzione non di mercato. La maggior parte delle eccezioni alla copertura di tutte le persone occupate in un'indagine sulle forze di lavoro ha a che fare con lievi variazioni nazionali rispetto alla raccomandazione internazionale applicabile agli status occupazionali alternativi. Ad esempio, alcuni Paesi misurano solo gli occupati retribuiti, mentre altri misurano “tutte le persone occupate”, ovvero i lavoratori retribuiti e i titolari di aziende che ricevono una retribuzione basata su quote societarie. Altre possibili variazioni alle norme relative alla misurazione dell'occupazione totale includono limiti di ore (oltre un'ora) imposti ai membri della famiglia che contribuiscono prima di essere inclusi nell'occupazione. I confronti possono essere problematici anche quando varia la frequenza di raccolta dei dati. L'intervallo di raccolta delle informazioni può andare da un mese a 12 mesi in un anno. Dato che la stagionalità di vario tipo è indubbiamente presente in tutti i Paesi, i dati sull'occupazione possono variare anche solo per questo motivo. Inoltre, i cambiamenti nel livello di occupazione possono verificarsi nel corso dell'anno, ma ciò può essere oscurato quando sono disponibili meno osservazioni.
Uomini in età lavorativa impegnati nel settore agricolo in una qualsiasi attività di produzione di beni o di fornitura di servizi a titolo oneroso o di lucro, sia che lavorino nel periodo di riferimento sia che non lavorino a causa di un'assenza temporanea dal lavoro o di un accordo sull'orario di lavoro. Il settore agricolo è costituito dalle attività di agricoltura, caccia, silvicoltura e pesca, secondo la divisione 1 (ISIC 2) o le categorie A-B (ISIC 3) o la categoria A (ISIC 4).
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile; questa produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il tale indicatore è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I dati presentati per ramo di attività economica si basano sulla Classificazione industriale internazionale standard di tutte le attività economiche (ISIC). Il suo scopo principale è quello di fornire un insieme di categorie di attività che possono essere utilizzate per la raccolta e il reporting di statistiche. La versione originale dell'ISIC è stata adottata nel 1948 e da allora è stata rivista quattro volte: nel 1968 (ISIC Rev.2), nel 1990 (ISIC Rev.3) e nel 2008 (ISIC Rev.4). Una versione aggiornata dell'ISIC Rev. 3 è stata introdotta nel 2002 per tenere conto dei cambiamenti sostanziali nella struttura economica di molti Paesi (ISIC Rev. 3.1). È importante notare che i Paesi possono utilizzare versioni diverse dell'ISIC, e che i Paesi passano all'adozione della versione più recente a cadenze diverse. Un Paese può continuare a utilizzare la versione precedente anche dopo aver avviato una nuova serie di dati secondo la versione più recente. Sebbene questi diversi sistemi di classificazione possano avere un impatto sulla comparabilità a livelli dettagliati di attività economica, i cambiamenti da un ISIC all'altro non dovrebbero avere un impatto significativo sulle informazioni per i tre grandi settori presentati in ILOSTAT. Una serie di fattori può limitare la comparabilità delle statistiche sull'occupazione per attività economica tra paesi o nel tempo. La comparabilità delle statistiche sull'occupazione tra i Paesi è influenzata in modo significativo dalle variazioni nelle definizioni utilizzate per i dati sull'occupazione. Le differenze possono derivare dalla copertura dell'età, come i limiti inferiori e superiori di età per l'attività della forza lavoro. Le stime sull'occupazione possono variare anche in base all'inclusione o meno dei membri delle forze armate. Quando le forze armate sono incluse nella misura dell'occupazione, di solito sono assegnate al settore dei servizi. Pertanto, nei Paesi che non includono le forze armate, il settore dei servizi tende a essere sottostimato rispetto ai Paesi in cui sono incluse. Un'altra area che presenta differenze di misurazione riguarda il trattamento nazionale di particolari gruppi di lavoratori. La definizione internazionale di occupazione prevede l'inclusione di tutte le persone che hanno lavorato per almeno un'ora durante il periodo di riferimento. I lavoratori possono essere retribuiti o autonomi, anche in forme di lavoro meno evidenti, alcune delle quali sono trattate in dettaglio nella risoluzione adottata della diciannovesima ICLS, come il lavoro familiare non retribuito, l'apprendistato o la produzione non di mercato. La maggior parte delle eccezioni alla copertura di tutte le persone occupate in un'indagine sulle forze di lavoro ha a che fare con lievi variazioni nazionali rispetto alla raccomandazione internazionale applicabile agli status occupazionali alternativi. Ad esempio, alcuni Paesi misurano solo gli occupati retribuiti, mentre altri misurano “tutte le persone occupate”, ovvero i lavoratori retribuiti e i titolari di aziende che ricevono una retribuzione basata su quote societarie. Altre possibili variazioni alle norme relative alla misurazione dell'occupazione totale includono limiti di ore (oltre un'ora) imposti ai membri della famiglia che contribuiscono prima di essere inclusi nell'occupazione. I confronti possono essere problematici anche quando varia la frequenza di raccolta dei dati. L'intervallo di raccolta delle informazioni può andare da un mese a 12 mesi in un anno. Dato che la stagionalità di vario tipo è indubbiamente presente in tutti i Paesi, i dati sull'occupazione possono variare anche solo per questo motivo. Inoltre, i cambiamenti nel livello di occupazione possono verificarsi nel corso dell'anno, ma ciò può essere oscurato quando sono disponibili meno osservazioni.
Donne in età lavorativa impegnate nel settore industriale in una qualsiasi attività di produzione di beni o di prestazione di servizi a titolo oneroso o di lucro, sia che lavorino nel periodo di riferimento sia che non lavorino a causa di un'assenza temporanea dal posto di lavoro o di un accordo sull'orario di lavoro. Il settore industriale comprende l'estrazione di minerali, l'industria manifatturiera, le costruzioni e i servizi pubblici (elettricità, gas e acqua), secondo le divisioni 2-5 (ISIC 2) o le categorie C-F (ISIC 3) o le categorie B-F (ISIC 4).
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile; questa produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il tale indicatore è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I dati presentati per ramo di attività economica si basano sulla Classificazione industriale internazionale standard di tutte le attività economiche (ISIC). Il suo scopo principale è quello di fornire un insieme di categorie di attività che possono essere utilizzate per la raccolta e il reporting di statistiche. La versione originale dell'ISIC è stata adottata nel 1948 e da allora è stata rivista quattro volte: nel 1968 (ISIC Rev.2), nel 1990 (ISIC Rev.3) e nel 2008 (ISIC Rev.4). Una versione aggiornata dell'ISIC Rev. 3 è stata introdotta nel 2002 per tenere conto dei cambiamenti sostanziali nella struttura economica di molti Paesi (ISIC Rev. 3.1). È importante notare che i Paesi possono utilizzare versioni diverse dell'ISIC, e che i Paesi passano all'adozione della versione più recente a cadenze diverse. Un Paese può continuare a utilizzare la versione precedente anche dopo aver avviato una nuova serie di dati secondo la versione più recente. Sebbene questi diversi sistemi di classificazione possano avere un impatto sulla comparabilità a livelli dettagliati di attività economica, i cambiamenti da un ISIC all'altro non dovrebbero avere un impatto significativo sulle informazioni per i tre grandi settori presentati in ILOSTAT. Una serie di fattori può limitare la comparabilità delle statistiche sull'occupazione per attività economica tra paesi o nel tempo. La comparabilità delle statistiche sull'occupazione tra i Paesi è influenzata in modo significativo dalle variazioni nelle definizioni utilizzate per i dati sull'occupazione. Le differenze possono derivare dalla copertura dell'età, come i limiti inferiori e superiori di età per l'attività della forza lavoro. Le stime sull'occupazione possono variare anche in base all'inclusione o meno dei membri delle forze armate. Quando le forze armate sono incluse nella misura dell'occupazione, di solito sono assegnate al settore dei servizi. Pertanto, nei Paesi che non includono le forze armate, il settore dei servizi tende a essere sottostimato rispetto ai Paesi in cui sono incluse. Un'altra area che presenta differenze di misurazione riguarda il trattamento nazionale di particolari gruppi di lavoratori. La definizione internazionale di occupazione prevede l'inclusione di tutte le persone che hanno lavorato per almeno un'ora durante il periodo di riferimento. I lavoratori possono essere retribuiti o autonomi, anche in forme di lavoro meno evidenti, alcune delle quali sono trattate in dettaglio nella risoluzione adottata della diciannovesima ICLS, come il lavoro familiare non retribuito, l'apprendistato o la produzione non di mercato. La maggior parte delle eccezioni alla copertura di tutte le persone occupate in un'indagine sulle forze di lavoro ha a che fare con lievi variazioni nazionali rispetto alla raccomandazione internazionale applicabile agli status occupazionali alternativi. Ad esempio, alcuni Paesi misurano solo gli occupati retribuiti, mentre altri misurano “tutte le persone occupate”, ovvero i lavoratori retribuiti e i titolari di aziende che ricevono una retribuzione basata su quote societarie. Altre possibili variazioni alle norme relative alla misurazione dell'occupazione totale includono limiti di ore (oltre un'ora) imposti ai membri della famiglia che contribuiscono prima di essere inclusi nell'occupazione. I confronti possono essere problematici anche quando varia la frequenza di raccolta dei dati. L'intervallo di raccolta delle informazioni può andare da un mese a 12 mesi in un anno. Dato che la stagionalità di vario tipo è indubbiamente presente in tutti i Paesi, i dati sull'occupazione possono variare anche solo per questo motivo. Inoltre, i cambiamenti nel livello di occupazione possono verificarsi nel corso dell'anno, ma ciò può essere oscurato quando sono disponibili meno osservazioni.
Uomini in età lavorativa impegnati nel settore industriale in una qualsiasi attività di produzione di beni o di prestazione di servizi a titolo oneroso o di lucro, sia che lavorino nel periodo di riferimento sia che non lavorino a causa di un'assenza temporanea dal posto di lavoro o di un accordo sull'orario di lavoro. Il settore industriale comprende l'estrazione di minerali, l'industria manifatturiera, le costruzioni e i servizi pubblici (elettricità, gas e acqua), secondo le divisioni 2-5 (ISIC 2) o le categorie C-F (ISIC 3) o le categorie B-F (ISIC 4).
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile; questa produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il tale indicatore è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I dati presentati per ramo di attività economica si basano sulla Classificazione industriale internazionale standard di tutte le attività economiche (ISIC). Il suo scopo principale è quello di fornire un insieme di categorie di attività che possono essere utilizzate per la raccolta e il reporting di statistiche. La versione originale dell'ISIC è stata adottata nel 1948 e da allora è stata rivista quattro volte: nel 1968 (ISIC Rev.2), nel 1990 (ISIC Rev.3) e nel 2008 (ISIC Rev.4). Una versione aggiornata dell'ISIC Rev. 3 è stata introdotta nel 2002 per tenere conto dei cambiamenti sostanziali nella struttura economica di molti Paesi (ISIC Rev. 3.1). È importante notare che i Paesi possono utilizzare versioni diverse dell'ISIC, e che i Paesi passano all'adozione della versione più recente a cadenze diverse. Un Paese può continuare a utilizzare la versione precedente anche dopo aver avviato una nuova serie di dati secondo la versione più recente. Sebbene questi diversi sistemi di classificazione possano avere un impatto sulla comparabilità a livelli dettagliati di attività economica, i cambiamenti da un ISIC all'altro non dovrebbero avere un impatto significativo sulle informazioni per i tre grandi settori presentati in ILOSTAT. Una serie di fattori può limitare la comparabilità delle statistiche sull'occupazione per attività economica tra paesi o nel tempo. La comparabilità delle statistiche sull'occupazione tra i Paesi è influenzata in modo significativo dalle variazioni nelle definizioni utilizzate per i dati sull'occupazione. Le differenze possono derivare dalla copertura dell'età, come i limiti inferiori e superiori di età per l'attività della forza lavoro. Le stime sull'occupazione possono variare anche in base all'inclusione o meno dei membri delle forze armate. Quando le forze armate sono incluse nella misura dell'occupazione, di solito sono assegnate al settore dei servizi. Pertanto, nei Paesi che non includono le forze armate, il settore dei servizi tende a essere sottostimato rispetto ai Paesi in cui sono incluse. Un'altra area che presenta differenze di misurazione riguarda il trattamento nazionale di particolari gruppi di lavoratori. La definizione internazionale di occupazione prevede l'inclusione di tutte le persone che hanno lavorato per almeno un'ora durante il periodo di riferimento. I lavoratori possono essere retribuiti o autonomi, anche in forme di lavoro meno evidenti, alcune delle quali sono trattate in dettaglio nella risoluzione adottata della diciannovesima ICLS, come il lavoro familiare non retribuito, l'apprendistato o la produzione non di mercato. La maggior parte delle eccezioni alla copertura di tutte le persone occupate in un'indagine sulle forze di lavoro ha a che fare con lievi variazioni nazionali rispetto alla raccomandazione internazionale applicabile agli status occupazionali alternativi. Ad esempio, alcuni Paesi misurano solo gli occupati retribuiti, mentre altri misurano “tutte le persone occupate”, ovvero i lavoratori retribuiti e i titolari di aziende che ricevono una retribuzione basata su quote societarie. Altre possibili variazioni alle norme relative alla misurazione dell'occupazione totale includono limiti di ore (oltre un'ora) imposti ai membri della famiglia che contribuiscono prima di essere inclusi nell'occupazione. I confronti possono essere problematici anche quando varia la frequenza di raccolta dei dati. L'intervallo di raccolta delle informazioni può andare da un mese a 12 mesi in un anno. Dato che la stagionalità di vario tipo è indubbiamente presente in tutti i Paesi, i dati sull'occupazione possono variare anche solo per questo motivo. Inoltre, i cambiamenti nel livello di occupazione possono verificarsi nel corso dell'anno, ma ciò può essere oscurato quando sono disponibili meno osservazioni.
Donne in età lavorativa impegnate nel settore dei Servizi in qualsiasi attività di produzione di beni o di fornitura di servizi per retribuzione o profitto, sia che fossero al lavoro durante il periodo di riferimento, sia che non fossero al lavoro a causa di un'assenza temporanea da un posto di lavoro o di un accordo sull'orario di lavoro. Il settore dei servizi comprende il commercio all'ingrosso e al dettaglio, i ristoranti e gli alberghi, i trasporti, il magazzinaggio e le comunicazioni, i finanziamenti, le assicurazioni, le attività immobiliari e i servizi alle imprese, nonché i servizi sociali e personali, secondo le divisioni 6-9 (ISIC 2) o le categorie G-Q (ISIC 3) o le categorie G-U (ISIC 4).
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile; questa produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il tale indicatore è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I dati presentati per ramo di attività economica si basano sulla Classificazione industriale internazionale standard di tutte le attività economiche (ISIC). Il suo scopo principale è quello di fornire un insieme di categorie di attività che possono essere utilizzate per la raccolta e il reporting di statistiche. La versione originale dell'ISIC è stata adottata nel 1948 e da allora è stata rivista quattro volte: nel 1968 (ISIC Rev.2), nel 1990 (ISIC Rev.3) e nel 2008 (ISIC Rev.4). Una versione aggiornata dell'ISIC Rev. 3 è stata introdotta nel 2002 per tenere conto dei cambiamenti sostanziali nella struttura economica di molti Paesi (ISIC Rev. 3.1). È importante notare che i Paesi possono utilizzare versioni diverse dell'ISIC, e che i Paesi passano all'adozione della versione più recente a cadenze diverse. Un Paese può continuare a utilizzare la versione precedente anche dopo aver avviato una nuova serie di dati secondo la versione più recente. Sebbene questi diversi sistemi di classificazione possano avere un impatto sulla comparabilità a livelli dettagliati di attività economica, i cambiamenti da un ISIC all'altro non dovrebbero avere un impatto significativo sulle informazioni per i tre grandi settori presentati in ILOSTAT. Una serie di fattori può limitare la comparabilità delle statistiche sull'occupazione per attività economica tra paesi o nel tempo. La comparabilità delle statistiche sull'occupazione tra i Paesi è influenzata in modo significativo dalle variazioni nelle definizioni utilizzate per i dati sull'occupazione. Le differenze possono derivare dalla copertura dell'età, come i limiti inferiori e superiori di età per l'attività della forza lavoro. Le stime sull'occupazione possono variare anche in base all'inclusione o meno dei membri delle forze armate. Quando le forze armate sono incluse nella misura dell'occupazione, di solito sono assegnate al settore dei servizi. Pertanto, nei Paesi che non includono le forze armate, il settore dei servizi tende a essere sottostimato rispetto ai Paesi in cui sono incluse. Un'altra area che presenta differenze di misurazione riguarda il trattamento nazionale di particolari gruppi di lavoratori. La definizione internazionale di occupazione prevede l'inclusione di tutte le persone che hanno lavorato per almeno un'ora durante il periodo di riferimento. I lavoratori possono essere retribuiti o autonomi, anche in forme di lavoro meno evidenti, alcune delle quali sono trattate in dettaglio nella risoluzione adottata della diciannovesima ICLS, come il lavoro familiare non retribuito, l'apprendistato o la produzione non di mercato. La maggior parte delle eccezioni alla copertura di tutte le persone occupate in un'indagine sulle forze di lavoro ha a che fare con lievi variazioni nazionali rispetto alla raccomandazione internazionale applicabile agli status occupazionali alternativi. Ad esempio, alcuni Paesi misurano solo gli occupati retribuiti, mentre altri misurano “tutte le persone occupate”, ovvero i lavoratori retribuiti e i titolari di aziende che ricevono una retribuzione basata su quote societarie. Altre possibili variazioni alle norme relative alla misurazione dell'occupazione totale includono limiti di ore (oltre un'ora) imposti ai membri della famiglia che contribuiscono prima di essere inclusi nell'occupazione. I confronti possono essere problematici anche quando varia la frequenza di raccolta dei dati. L'intervallo di raccolta delle informazioni può andare da un mese a 12 mesi in un anno. Dato che la stagionalità di vario tipo è indubbiamente presente in tutti i Paesi, i dati sull'occupazione possono variare anche solo per questo motivo. Inoltre, i cambiamenti nel livello di occupazione possono verificarsi nel corso dell'anno, ma ciò può essere oscurato quando sono disponibili meno osservazioni.
Uomini in età lavorativa impegnate nel settore dei Servizi in qualsiasi attività di produzione di beni o di fornitura di servizi per retribuzione o profitto, sia che fossero al lavoro durante il periodo di riferimento, sia che non fossero al lavoro a causa di un'assenza temporanea da un posto di lavoro o di un accordo sull'orario di lavoro. Il settore dei servizi comprende il commercio all'ingrosso e al dettaglio, i ristoranti e gli alberghi, i trasporti, il magazzinaggio e le comunicazioni, i finanziamenti, le assicurazioni, le attività immobiliari e i servizi alle imprese, nonché i servizi sociali e personali, secondo le divisioni 6-9 (ISIC 2) o le categorie G-Q (ISIC 3) o le categorie G-U (ISIC 4).
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile; questa produce stime accurate e a bassa varianza, il che non sorprende, dato che il tale indicatore è una variabile molto persistente. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I dati presentati per ramo di attività economica si basano sulla Classificazione industriale internazionale standard di tutte le attività economiche (ISIC). Il suo scopo principale è quello di fornire un insieme di categorie di attività che possono essere utilizzate per la raccolta e il reporting di statistiche. La versione originale dell'ISIC è stata adottata nel 1948 e da allora è stata rivista quattro volte: nel 1968 (ISIC Rev.2), nel 1990 (ISIC Rev.3) e nel 2008 (ISIC Rev.4). Una versione aggiornata dell'ISIC Rev. 3 è stata introdotta nel 2002 per tenere conto dei cambiamenti sostanziali nella struttura economica di molti Paesi (ISIC Rev. 3.1). È importante notare che i Paesi possono utilizzare versioni diverse dell'ISIC, e che i Paesi passano all'adozione della versione più recente a cadenze diverse. Un Paese può continuare a utilizzare la versione precedente anche dopo aver avviato una nuova serie di dati secondo la versione più recente. Sebbene questi diversi sistemi di classificazione possano avere un impatto sulla comparabilità a livelli dettagliati di attività economica, i cambiamenti da un ISIC all'altro non dovrebbero avere un impatto significativo sulle informazioni per i tre grandi settori presentati in ILOSTAT. Una serie di fattori può limitare la comparabilità delle statistiche sull'occupazione per attività economica tra paesi o nel tempo. La comparabilità delle statistiche sull'occupazione tra i Paesi è influenzata in modo significativo dalle variazioni nelle definizioni utilizzate per i dati sull'occupazione. Le differenze possono derivare dalla copertura dell'età, come i limiti inferiori e superiori di età per l'attività della forza lavoro. Le stime sull'occupazione possono variare anche in base all'inclusione o meno dei membri delle forze armate. Quando le forze armate sono incluse nella misura dell'occupazione, di solito sono assegnate al settore dei servizi. Pertanto, nei Paesi che non includono le forze armate, il settore dei servizi tende a essere sottostimato rispetto ai Paesi in cui sono incluse. Un'altra area che presenta differenze di misurazione riguarda il trattamento nazionale di particolari gruppi di lavoratori. La definizione internazionale di occupazione prevede l'inclusione di tutte le persone che hanno lavorato per almeno un'ora durante il periodo di riferimento. I lavoratori possono essere retribuiti o autonomi, anche in forme di lavoro meno evidenti, alcune delle quali sono trattate in dettaglio nella risoluzione adottata della diciannovesima ICLS, come il lavoro familiare non retribuito, l'apprendistato o la produzione non di mercato. La maggior parte delle eccezioni alla copertura di tutte le persone occupate in un'indagine sulle forze di lavoro ha a che fare con lievi variazioni nazionali rispetto alla raccomandazione internazionale applicabile agli status occupazionali alternativi. Ad esempio, alcuni Paesi misurano solo gli occupati retribuiti, mentre altri misurano “tutte le persone occupate”, ovvero i lavoratori retribuiti e i titolari di aziende che ricevono una retribuzione basata su quote societarie. Altre possibili variazioni alle norme relative alla misurazione dell'occupazione totale includono limiti di ore (oltre un'ora) imposti ai membri della famiglia che contribuiscono prima di essere inclusi nell'occupazione. I confronti possono essere problematici anche quando varia la frequenza di raccolta dei dati. L'intervallo di raccolta delle informazioni può andare da un mese a 12 mesi in un anno. Dato che la stagionalità di vario tipo è indubbiamente presente in tutti i Paesi, i dati sull'occupazione possono variare anche solo per questo motivo. Inoltre, i cambiamenti nel livello di occupazione possono verificarsi nel corso dell'anno, ma ciò può essere oscurato quando sono disponibili meno osservazioni.
Donne che svolgono il tipo di lavoro definito come “lavoro subordinato”, in cui gli occupati hanno contratti di lavoro espliciti (scritti o orali) o impliciti che danno loro una retribuzione di base che non dipende direttamente dalle entrate dell'unità per cui lavorano.
Fonti
ILO Modelled Estimates (ILOEST)
Metodologia
Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. L'interpolazione lineare viene utilizzata per colmare i dati mancanti per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. In base alla struttura dei dati e all'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di convalida incrociata per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico.
Note e avvertenze
Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Uomini che svolgono il tipo di lavoro definito come “lavoro subordinato”, in cui gli occupati hanno contratti di lavoro espliciti (scritti o orali) o impliciti che danno loro una retribuzione di base che non dipende direttamente dalle entrate dell'unità per cui lavorano.
Fonti
ILO Modelled Estimates (ILOEST)
Metodologia
Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. L'interpolazione lineare viene utilizzata per colmare i dati mancanti per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. In base alla struttura dei dati e all'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di convalida incrociata per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico.
Note e avvertenze
Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Donne che, lavorando per conto proprio o con uno o più soci o in cooperativa, svolgono lavori in cui la retribuzione dipende direttamente dai profitti derivanti dai beni e servizi prodotti. I lavoratori autonomi comprendono quattro sottocategorie: i datori di lavoro, i lavoratori in proprio, i membri di cooperative di produttori e i coadiuvanti familiari.
Fonti
ILO Modelled Estimates (ILOEST)
Metodologia
Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. L'interpolazione lineare viene utilizzata per colmare i dati mancanti per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. In base alla struttura dei dati e all'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di convalida incrociata per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico.
Note e avvertenze
Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Uomini che, lavorando per conto proprio o con uno o più soci o in cooperativa, svolgono lavori in cui la retribuzione dipende direttamente dai profitti derivanti dai beni e servizi prodotti. I lavoratori autonomi comprendono quattro sottocategorie: i datori di lavoro, i lavoratori in proprio, i membri di cooperative di produttori e i coadiuvanti familiari.
Fonti
ILO Modelled Estimates (ILOEST)
Metodologia
Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. L'interpolazione lineare viene utilizzata per colmare i dati mancanti per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. In base alla struttura dei dati e all'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di convalida incrociata per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico.
Note e avvertenze
Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Donne che, lavorando per conto proprio o con uno o più soci, svolgono lavori in cui la retribuzione dipende direttamente dai profitti derivanti dai beni e dai servizi prodotti, e che, in questa veste, hanno assunto, in modo continuativo, una o più persone che lavorano per loro come dipendenti.
Fonti
ILO Modelled Estimates (ILOEST)
Metodologia
Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. L'interpolazione lineare viene utilizzata per colmare i dati mancanti per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. In base alla struttura dei dati e all'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di convalida incrociata per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico.
Note e avvertenze
Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Uomini che, lavorando per conto proprio o con uno o più soci, svolgono lavori in cui la retribuzione dipende direttamente dai profitti derivanti dai beni e dai servizi prodotti, e che, in questa veste, hanno assunto, in modo continuativo, una o più persone che lavorano per loro come dipendenti.
Fonti
ILO Modelled Estimates (ILOEST)
Metodologia
Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. L'interpolazione lineare viene utilizzata per colmare i dati mancanti per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. In base alla struttura dei dati e all'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di convalida incrociata per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico.
Note e avvertenze
Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Donne che svolgono un “lavoro autonomo” come lavoratori per conto proprio in un'impresa orientata al mercato gestita da una persona collegata che vive nella stessa famiglia.
Fonti
ILO Modelled Estimates (ILOEST)
Metodologia
Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. L'interpolazione lineare viene utilizzata per colmare i dati mancanti per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. In base alla struttura dei dati e all'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di convalida incrociata per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico.
Note e avvertenze
Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Uomini che svolgono un “lavoro autonomo” come lavoratori per conto proprio in un'impresa orientata al 3mercato gestita da una persona collegata che vive nella stessa famiglia.
Fonti
ILO Modelled Estimates (ILOEST)
Metodologia
Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. L'interpolazione lineare viene utilizzata per colmare i dati mancanti per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. In base alla struttura dei dati e all'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di convalida incrociata per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico.
Note e avvertenze
Per i confronti internazionali dei dati sulle forze di lavoro, la fonte più completa è senza dubbio rappresentata dalle indagini sulle forze di lavoro. Tuttavia, nonostante la loro forza, i dati delle indagini sulle forze di lavoro possono contenere elementi non comparabili in termini di portata e copertura, soprattutto a causa delle differenze nell'inclusione o nell'esclusione di alcune aree geografiche e dell'inclusione o meno dei militari di leva. Inoltre, vi sono variazioni nelle definizioni nazionali del concetto di forza lavoro, in particolare per quanto riguarda il trattamento statistico di alcuni gruppi specifici, come i “lavoratori familiari contribuenti” e le “persone non occupate, disponibili al lavoro ma non in cerca di occupazione”. La non comparabilità può derivare anche da differenze nei limiti di età utilizzati per misurare la forza lavoro (precedentemente nota come popolazione economicamente attiva). Alcuni Paesi hanno adottato limiti di età superiori non standard per l'inclusione nella forza lavoro, con un punto di interruzione a 65 o 70 anni, il che influisce su ampi confronti, e in particolare su quelli dei livelli di età più elevati. Infine, le differenze nelle date a cui si riferiscono i dati, così come il metodo di calcolo della media annuale, possono contribuire alla non comparabilità delle statistiche risultanti. In larga misura, questi problemi di comparabilità sono stati affrontati nella costruzione delle stime modellate dall'ILO dei tassi di partecipazione alla forza lavoro incluse in ILOSTAT. Per la costruzione delle stime sono stati utilizzati solo i dati delle indagini sulle forze di lavoro delle famiglie e dei censimenti della popolazione rappresentativi dell'intero Paese (senza limitazioni geografiche). Nei Paesi con più di una fonte di indagine, è stato utilizzato un solo tipo di fonte. Se per il Paese era disponibile un'indagine sulle forze di lavoro, i tassi di partecipazione alle forze di lavoro ricavati da questa fonte sono stati scelti a favore di quelli ricavati dai censimenti della popolazione. Le osservazioni imputate non si basano su dati nazionali, sono soggette a un'elevata incertezza e non dovrebbero essere utilizzate per confronti o classifiche tra Paesi. Questa serie si basa sulle definizioni della tredicesima ICLS.
Quota della forza lavoro femminile che non ha un lavoro ma è disponibile e in cerca di un'occupazione.
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I disoccupati comprendono tutte le persone in età lavorativa che: a) non avevano un lavoro durante il periodo di riferimento, cioè non avevano un'occupazione retribuita o un lavoro autonomo; b) erano attualmente disponibili per un lavoro, cioè erano disponibili per un'occupazione retribuita o un lavoro autonomo durante il periodo di riferimento; c) erano alla ricerca di un lavoro, cioè avevano intrapreso azioni specifiche in un determinato periodo recente per cercare un'occupazione retribuita o un lavoro autonomo. Vengono conteggiati come disoccupati anche i futuri avviati, cioè le persone che non hanno cercato lavoro ma hanno un futuro interesse nel mercato del lavoro (hanno preso accordi per un futuro inizio di lavoro), così come i partecipanti a programmi di formazione o riqualificazione professionale nell'ambito di programmi di promozione dell'occupazione, che su questa base non erano “occupati”, non erano “attualmente disponibili” e non hanno “cercato lavoro” perché avevano un'offerta di lavoro da iniziare entro un breve periodo successivo, generalmente non superiore a tre mesi. Tra i disoccupati sono comprese anche le persone “non occupate” che hanno svolto attività di migrazione all'estero per lavorare a scopo di retribuzione o di lucro, ma che erano ancora in attesa dell'opportunità di partire. Il tasso di disoccupazione complessivo di un Paese è una misura ampiamente utilizzata dell'offerta di lavoro non utilizzata. I tassi di disoccupazione per gruppi specifici, definiti in base all'età, al sesso, all'occupazione o all'industria, sono utili anche per identificare i gruppi di lavoratori e i settori più vulnerabili alla disoccupazione.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
SDG Goal 8, indicatore 8.5.2; ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'
Quota della forza lavoro maschile che non ha un lavoro ma è disponibile e in cerca di un'occupazione.
Fonti
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST); b) Istat per l'Italia
Metodologia
a) ILO Modelled Estimates (ILOEST) - Gli indicatori del mercato del lavoro sono stimati utilizzando una serie di modelli che stabiliscono relazioni statistiche tra gli indicatori del mercato del lavoro osservati e le variabili esplicative. Per colmare i dati mancanti si ricorre all'interpolazione lineare per i Paesi per i quali tale procedura è possibile. In tutti gli altri casi, viene effettuata una stima multivariata ponderata. I Paesi sono suddivisi in nove gruppi di stima, scelti sulla base di un'ampia somiglianza economica e della vicinanza geografica. Data la struttura dei dati e l'eterogeneità tra i Paesi coperti dai dati di input, il modello è stato specificato utilizzando dati panel con effetti fissi per Paese. Le regressioni sono ponderate per l'inverso della probabilità di disponibilità di un'indagine sulle forze di lavoro. Le variabili esplicative utilizzate includono variabili economiche e demografiche. Per produrre le stime per il 2020, viene utilizzato un approccio di cross-validazione per selezionare il modello che minimizza l'errore di previsione in quell'anno specifico. b) Istat (per l'Italia) - I dati sono rilevati con l'indagine sulle forze di lavoro, un'indagine campionaria condotta tramite interviste alle famiglie; l'obiettivo principale è stimare gli aggregati che compongono l'offerta di lavoro: occupati e persone in cerca di occupazione.
Note e avvertenze
I disoccupati comprendono tutte le persone in età lavorativa che: a) non avevano un lavoro durante il periodo di riferimento, cioè non avevano un'occupazione retribuita o un lavoro autonomo; b) erano attualmente disponibili per un lavoro, cioè erano disponibili per un'occupazione retribuita o un lavoro autonomo durante il periodo di riferimento; c) erano alla ricerca di un lavoro, cioè avevano intrapreso azioni specifiche in un determinato periodo recente per cercare un'occupazione retribuita o un lavoro autonomo. Vengono conteggiati come disoccupati anche i futuri avviati, cioè le persone che non hanno cercato lavoro ma hanno un futuro interesse nel mercato del lavoro (hanno preso accordi per un futuro inizio di lavoro), così come i partecipanti a programmi di formazione o riqualificazione professionale nell'ambito di programmi di promozione dell'occupazione, che su questa base non erano “occupati”, non erano “attualmente disponibili” e non hanno “cercato lavoro” perché avevano un'offerta di lavoro da iniziare entro un breve periodo successivo, generalmente non superiore a tre mesi. Tra i disoccupati sono comprese anche le persone “non occupate” che hanno svolto attività di migrazione all'estero per lavorare a scopo di retribuzione o di lucro, ma che erano ancora in attesa dell'opportunità di partire. Il tasso di disoccupazione complessivo di un Paese è una misura ampiamente utilizzata dell'offerta di lavoro non utilizzata. I tassi di disoccupazione per gruppi specifici, definiti in base all'età, al sesso, all'occupazione o all'industria, sono utili anche per identificare i gruppi di lavoratori e i settori più vulnerabili alla disoccupazione.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
SDG Goal 8, indicatore 8.5.2; ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Popolazione e Condizioni sociali'