I territori dell’area del Mediterraneo presentano caratteristiche fisiche, morfologiche, naturali differenti sia con riferimento alle zone terrestri che a quelle marine. Gli insediamenti demografici si caratterizzano per differenti quote di popolazione urbana e rurale e una differente gestione delle risorse idriche.
Superficie territoriale e ambienti marini e terrestri, insediamenti di popolazione urbana e rurale e infine il tema delle risorse idriche, esaminato attraverso il prelievo di acqua e il livello di stress idrico.
Superficie forestale (% della superficie terrestre)
Aree marine protette (% delle acque territoriali)
Aree protette terrestri (% della superficie territoriale)
Popolazione rurale (% della popolazione totale)
Popolazione urbana (% della popolazione totale)
Popolazione delle città con oltre 300 mila ab. (% della popolazione urbana)
Prelievi annuali totali di acqua dolce (miliardi di metri cubi)
Livello di stress idrico: prelievo di acqua dolce in proporzione alle risorse di acqua dolce disponibili
area_code
ordgeo
Paesi
2024
2021
2022
2022
2023
2023
2023
2020
2020
Portogallo
92.226,0
36,2
16,9
22,9
32,1
67,9
42,0
6,1
12,3
A
1
Spagna
505.983,0
37,2
12,8
28,1
18,4
81,6
17,1
29,0
43,3
A
2
Francia
638.475,0
31,7
49,8
28,4
18,2
81,8
20,1
26,3
23,0
A
3
Italia
302.109,6
32,5
10,6
21,6
28,0
72,0
10,2
33,6
29,6
A
4
Slovenia
20.273,0
61,4
2,3
40,4
43,9
56,1
..
1,0
6,8
A
5
Croazia
56.594,0
34,7
9,0
38,5
41,4
58,6
30,3
0,7
1,5
A
6
Grecia
131.694,0
30,3
4,5
35,2
19,3
80,7
37,7
10,1
20,5
A
7
Malta
316,0
1,4
7,4
30,6
5,1
94,9
..
0,0
81,9
A
8
Cipro
9.253,0
18,7
8,6
38,7
33,0
67,0
..
0,3
37,6
A
9
Serbia
77.472,0
32,4
..
8,1
42,9
57,1
37,3
5,3
6,0
B
10
Kosovo
10.888,0
..
..
..
..
..
..
..
..
B
11
Bosnia-Erzegovina
51.210,0
42,7
0,0
4,1
49,7
50,3
21,4
0,3
2,0
B
12
Montenegro
13.810,0
61,5
0,6
13,9
31,5
68,5
..
0,2
..
B
13
Macedonia del Nord
25.710,0
39,7
..
15,4
40,5
59,5
56,7
1,6
38,7
B
14
Albania
28.750,0
28,8
2,8
18,6
35,4
64,6
29,3
0,8
4,7
B
15
Turchia
785.350,0
29,1
1,8
7,0
22,5
77,5
24,0
61,5
45,7
C
16
Siria
185.180,0
2,8
0,2
0,7
42,6
57,4
19,4
14,0
124,4
C
17
Libano
10.450,0
14,1
0,2
1,9
10,6
89,4
50,6
1,8
58,8
C
18
Giordania
89.318,0
1,1
1,0
4,5
8,0
92,0
21,4
0,9
104,3
C
19
Israele
22.070,0
6,5
0,0
24,5
7,1
92,9
48,8
1,3
110,1
C
20
Palestina
6.025,0
1,7
..
8,4
22,4
77,6
19,4
0,3
50,3
C
21
Egitto
1.001.450,0
0,0
5,0
13,1
56,9
43,1
45,7
77,5
141,2
D
22
Libia
1.759.540,0
0,1
0,6
0,1
18,4
81,6
21,1
5,7
817,1
D
23
Tunisia
163.610,0
4,5
1,0
7,9
29,5
70,5
28,2
3,9
98,1
D
24
Algeria
2.381.741,0
0,8
0,1
4,6
24,7
75,3
8,5
9,8
137,9
D
25
Marocco
446.550,0
12,9
0,7
2,2
34,9
65,1
15,8
10,6
50,8
D
26
Superficie (kmq)
SerbiaUltimo valore disponibile: 2021
KosovoUltimo valore disponibile: 2021
Bosnia-ErzegovinaUltimo valore disponibile: 2021
MontenegroUltimo valore disponibile: 2021
Macedonia del NordUltimo valore disponibile: 2021
AlbaniaUltimo valore disponibile: 2021
TurchiaUltimo valore disponibile: 2021
SiriaUltimo valore disponibile: 2021
LibanoUltimo valore disponibile: 2021
GiordaniaUltimo valore disponibile: 2021
IsraeleUltimo valore disponibile: 2021
PalestinaUltimo valore disponibile: 2021
EgittoUltimo valore disponibile: 2021
LibiaUltimo valore disponibile: 2021
TunisiaUltimo valore disponibile: 2021
AlgeriaUltimo valore disponibile: 2021
MaroccoUltimo valore disponibile: 2021
Superficie forestale (% della superficie terrestre)
KosovoNessun dato disponibile
Aree marine protette (% delle acque territoriali)
SerbiaNessun dato disponibile
KosovoNessun dato disponibile
Macedonia del NordNessun dato disponibile
PalestinaNessun dato disponibile
Aree protette terrestri (% della superficie territoriale)
KosovoNessun dato disponibile
Popolazione rurale (% della popolazione totale)
KosovoNessun dato disponibile
Popolazione urbana (% della popolazione totale)
KosovoNessun dato disponibile
Popolazione delle città con oltre 300 mila ab. (% della popolazione urbana)
SloveniaNessun dato disponibile
MaltaNessun dato disponibile
CiproNessun dato disponibile
KosovoNessun dato disponibile
MontenegroNessun dato disponibile
Prelievi annuali totali di acqua dolce (miliardi di metri cubi)
KosovoNessun dato disponibile
Livello di stress idrico: prelievo di acqua dolce in proporzione alle risorse di acqua dolce disponibili
KosovoNessun dato disponibile
MontenegroNessun dato disponibile
Alcuni temi in evidenza
Aree forestali e aree protette
Un indicatore di base che caratterizza i singoli Paesi riguarda l’estensione territoriale: la
superficie dei Paesi della regione del Mediterraneo trova i valori più elevati nel Nord Africa, con
Algeria, Libia ed Egitto che si estendono rispettivamente per oltre 2 milioni, 1 milione e 700 mila e
1 milione di kmq. Nell’ambito dell’Unione europea, i Paesi con la maggiore estensione territoriale
sono la Francia (con oltre 600 mila kmq), la Spagna (circa 500 mila kmq) e l’Italia (circa 300 mila
kmq). Rispetto a questo indicatore l’area forestale rappresenta una quota rilevante soprattutto
nell’ambito dei Paesi dell’Unione europea (in cui spicca la Slovenia con una quota che supera il 60%)
e di alcuni dei Paesi dei Balcani occidentali (in particolare, nel Montenegro tale quota raggiunge il
60% circa).
Nell’ambito della superficie dei territori le aree naturali protette costituiscono ambienti marini e
terrestri che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche,
fisiche e biochimiche, anche con riferimento alla flora e alla fauna. La Commissione europea ha
adottato la Strategia europea per la Biodiversità al 2030, che tra i suoi obiettivi chiede agli Stati
membri di proteggere almeno il 30% di territorio nazionale e il 30% dei mari, e che almeno un terzo di
queste zone sia rigorosamente protetto. In particolare, le aree terrestri sono tutelate dalla rete
ecologica Natura 2000, istituita per il territorio dell’Unione europea ai sensi della Direttiva
92/43/Cee “Habitat” per la conservazione della biodiversità e per garantire il mantenimento a lungo
termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello
comunitario; essa comprende i Siti di importanza comunitaria (Sic)/Zone speciali di conservazione
(Zsc) e anche le Zone di protezione speciale (Zps). La Francia è l’unico Paese dell’area mediterranea
che soddisfa gli obiettivi della Strategia europea per la quota delle aree marine protette,
raggiungendo quasi il 50% (Figura 1). Per le aree terrestri protette, l’obiettivo del 30% è stato
raggiunto invece da altri cinque Paesi dell’Unione europea: Slovenia, Cipro, Croazia, Grecia e Malta.
L’Italia è ancora piuttosto distante dagli obiettivi per le aree marine (circa 10% di aree protette),
mentre per quelle terrestri supera di poco il 20%. Nelle altre macroregioni, i risultati più positivi
riguardano le aree terrestri, e in particolare l’Albania nei Balcani occidentali (quasi il 20%),
Israele nel Medio Oriente (con una quota vicina al 25%), e l’Egitto nel Nord Africa (poco meno del
15%).
Figura 1 – Aree marine e terrestri protette. Anno 2022 (%)
...
Popolazione urbana e rurale
L’ultimo
World Social Report delle Nazioni Unite è dedicato allo sviluppo rurale e alle strategie necessarie a colmare il divario tra le
comunità rurali e quelle urbane. Le popolazioni rurali solitamente hanno minore accesso
all’istruzione, alla sanità e agli altri servizi. Tuttavia, lo sviluppo rurale può giocare un ruolo
centrale nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Secondo il Report, per annullare
il gap tra le due comunità sarebbe importante intervenire su tre diverse leve: nuove tecnologie per
l’uso dell’acqua e del suolo, pratiche agricole sostenibili e maggiori investimenti sul territorio.
Nella regione del Mediterraneo, l’Egitto e la Bosnia-Erzegovina sono i Paesi dove si rilevano le quote
più elevate di popolazione rurale, rispettivamente pari a 56,9% e 49,7% (Figura 2). Tra i Paesi
europei la Slovenia e la Croazia mostrano le quote superiori al 40%. Di contro, le quote maggiori di
popolazione urbana riguardano Malta, Francia e Spagna tra i Paesi dell’Unione europea, Israele e
Giordania nel Medio Oriente e Libia nel Nord Africa. Dal punto di vista dinamico, nel ventennio si
avverte una netta diminuzione della quota di popolazione rurale soprattutto in Portogallo, Turchia,
Giordania e Marocco. Invece tale quota è in lieve aumento soltanto a Cipro.
In generale, la crescita esplosiva delle realtà metropolitane indica la transizione demografica dal
mondo rurale a quello urbano ed è associata al passaggio da un'economia basata sull'agricoltura ad una
basata sull'industria e i servizi. Rispetto all’intera popolazione urbana, la quota per le grandi
città (che riguarda appunto la popolazione che vive nelle realtà metropolitane) è più rappresentativa
nei Paesi dell’Unione europea per il Portogallo (oltre il 40%) e la Grecia (circa 38%). Tra i Paesi
dei Balcani occidentali la Macedonia del Nord riporta valori che superano il 50%. Nel Medio Oriente vi
sono il Libano e Israele che restituiscono i valori più elevati in termini di popolazione nelle grandi
realtà urbane (rispettivamente pari al 50,6% e 48,8%), mentre l’Egitto è il Paese del Nord Africa con
una quota più rilevante (45,7%).
Figura 2 – Popolazione rurale e urbana. Anno 2023 (% su popolazione totale)
...
Risorse idriche
I dati sulle risorse idriche vengono esaminati attraverso due indicatori: il prelievo annuale di acqua
(valutato escludendo le perdite per evaporazione dai bacini di stoccaggio) e il livello di stress
idrico che rapporta il prelievo di acqua dolce in relazione alle risorse idriche disponibili. Quanto
minore è il divario tra domanda e offerta, tanto più un territorio è vulnerabile alla scarsità
d'acqua. Un Paese che si trova ad affrontare uno “stress idrico estremo” indica che sta utilizzando
almeno l'80% delle scorte disponibili, mentre uno con “stress idrico elevato” sta prelevando il 40%
delle scorte. L’aumento della variabilità idrologica e i cambiamenti climatici hanno un profondo
impatto sul settore idrico attraverso il ciclo idrologico, la disponibilità, la domanda e
l'allocazione dell'acqua a livello globale, di bacino e locale. Come noto, una corretta gestione delle
risorse idriche è una componente cruciale della crescita, della riduzione della povertà e dell'equità
soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
I prelievi totali annuali di acqua dolce sono ovviamente correlati alle dimensioni del Paese, e
inoltre alle specificità che ciascuno di questi presenta quanto a disponibilità di fonti idriche
complessive. Alla luce di queste considerazioni si possono leggere i valori più elevati
dell’indicatore, che riguardano Egitto (77,5 miliardi di m3), Turchia (61,5 mld), Italia, Spagna e
Francia (rispettivamente 33,6, 29 e 26,3 mld di m3). Dal punto di vista dello stress idrico, invece, i
Paesi mediterranei con le maggiori criticità sono la gran parte di quelli nordafricani e mediorientali
caratterizzati da valori dell’indicatore superiori al 100% delle scorte disponibili: si tratta di
Libia, Egitto, Algeria, Siria, Israele e Giordania (Figura 3). Nella tipologia dello stress idrico
estremo superiore alla soglia dell’80% si trova anche la Tunisia, insieme a Malta come unico caso
nell’Unione europea. Vi sono poi Paesi attraverso tutta l’area mediterranea che rientrano nella fascia
considerata di stress idrico elevato, presentando valori intorno al 40-50%: Spagna, Turchia, Libano,
Palestina e Marocco.
Un aspetto che va sottolineato è che il livello di stress idrico risulta peggiorato nell’arco del
ventennio soprattutto proprio in alcuni dei Paesi maggiormente critici già evidenziati, che già nel
2001 presentavano una situazione più problematica: questo è il caso di Libia, Algeria, Egitto,
Giordania, Tunisia, Malta e Libano. La criticità idrica invece si è attenuata rispetto all’inizio del
secolo in altri Paesi dove è tuttora significativa: si tratta di Siria, Israele, Marocco e Spagna.
Figura 3 - Livello di stress idrico (prelievo di acqua dolce in proporzione alle risorse di acqua
dolce disponibili) nel 2020 e differenza in punti percentuali rispetto al 2001
...
Questo grafico è ottimizzato per risoluzioni più ampie. L'esperienza su smartphone potrebbe non essere
completa.
Metadati
Indicatori
Definizione
Area totale di un Paese, comprese le superfici dei corpi idrici interni e alcuni corsi d'acqua costieri.
Fonti
a) Istat per l'Italia; b) Eurostat per Portogallo, Spagna, Francia, Slovenia, Croazia, Grecia, Malta, Cipro; c) World Bank Development Indicators per la Siria; d) FAO per altri Paesi
Metodologia
I dati FAO sono raccolti attraverso un questionario sull'uso del suolo, l'irrigazione e le pratiche agricole, basato sulla classificazione FAO dell'uso del suolo. Negli altri casi, si tratta di dati provenienti dalle agenzie statistiche nazionali.
Note e avvertenze
Le variazioni della superficie totale di un Paese da un anno all'altro possono essere dovute all'aggiornamento o alla revisione dei dati piuttosto che ad una variazione effettiva.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Ambiente ed Energia'
Percentuale della superficie terrestre coperta dalla superficie forestale, costituita dal territorio con popolamenti naturali o piantati di alberi di almeno 5 metri in situ, sia produttivi che non, ed escludendo i popolamenti arborei nei sistemi di produzione agricola (ad esempio, nelle piantagioni di frutta e nei sistemi agroforestali) e gli alberi nei parchi e giardini urbani.
Fonti
a) FAO; b) World Bank Development Indicators per Egitto, Libia, Algeria
Metodologia
I dati FAO sono raccolti tramite il questionario sull'uso del suolo, l'irrigazione e le pratiche agricole, basato sulla classificazione FAO dell'uso del suolo.
Note e avvertenze
La classificazione FAO dell'uso del suolo è allineata con il Sistema di contabilità ambientale ed economica delle Nazioni Unite (SEEA), il Quadro per lo sviluppo delle statistiche ambientali delle Nazioni Unite (FDES) e il Censimento mondiale dell'agricoltura. È inoltre coerente con le classi di uso del suolo del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico per le relazioni dei Paesi alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC). Una mappatura tra le classificazioni FAO, SEEA, Censimento mondiale dell'agricoltura e IPCC è fornita nel questionario FAO.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
SDG Goal 15, indicatore 15.1.1; ENP-South Eurostat Data Browser: Area 'Ambiente ed Energia'
La popolazione rurale si riferisce alle persone che vivono nelle aree rurali come definite dagli uffici statistici nazionali. È calcolata come differenza tra la popolazione totale e la popolazione urbana.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati United Nations Population Division
Metodologia
La popolazione rurale è calcolata come la differenza tra la popolazione totale e quella urbana. La popolazione rurale è approssimata come la popolazione non urbana a metà anno. La United Nations Population Division e altre agenzie forniscono stime correnti della popolazione per i Paesi in via di sviluppo che non dispongono di dati censuari recenti e stime pre e post-censuarie per i Paesi che dispongono di dati censuari.
Note e avvertenze
L'aggregazione della popolazione urbana e rurale potrebbe non corrispondere alla popolazione totale a causa della diversa copertura dei Paesi. Non esiste uno standard coerente e universalmente accettato per distinguere le aree urbane da quelle rurali, in parte a causa della grande varietà di situazioni nei vari Paesi. Poiché le stime delle città e delle aree metropolitane si basano sulle definizioni nazionali di ciò che costituisce una città o un'area metropolitana, i confronti tra Paesi devono essere fatti con cautela. Per stimare le popolazioni urbane, i rapporti ONU tra popolazione urbana e popolazione totale sono stati applicati alle stime della Banca Mondiale sulla popolazione totale.
Percentuale della popolazione urbana di un Paese che vive nell'area metropolitana più grande del Paese.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati United Nations Population Division
Metodologia
La popolazione urbana si riferisce alle persone che vivono nelle aree urbane come definite dagli uffici statistici nazionali. L'indicatore è calcolato utilizzando le stime della popolazione della Banca Mondiale e gli indici di urbanizzazione delle Nazioni Unite (World Urbanization Prospects). La United Nations Population Division e altre agenzie forniscono stime correnti della popolazione per i Paesi in via di sviluppo che non dispongono di dati censuari recenti e stime pre e post-censuarie per i Paesi che dispongono di dati censuari.
Note e avvertenze
Un'area metropolitana comprende l'area urbana, le sue città satellite e le aree rurali intermedie che sono socio-economicamente collegate al nucleo urbano, tipicamente da legami occupazionali attraverso il pendolarismo, con il nucleo urbano come mercato del lavoro primario. Secondo la definizione delle Nazioni Unite, un'area metropolitana comprende sia il territorio contiguo abitato a livelli urbani di densità residenziale, sia le aree circostanti aggiuntive a minore densità di insediamento che sono anche sotto l'influenza diretta della città (ad esempio, attraverso trasporti frequenti, collegamenti stradali, strutture per il pendolarismo, ecc.) Poiché le stime delle città e delle aree metropolitane si basano sulle definizioni nazionali di ciò che costituisce una città o un'area metropolitana, i confronti tra Paesi devono essere fatti con cautela. Le stime della popolazione derivano da modelli demografici e sono quindi suscettibili di distorsioni ed errori dovuti a carenze nel modello e nei dati. I Paesi differiscono nel modo in cui classificano la popolazione come “urbana” o “rurale”. Il metodo coorti-componenti ,utilizzato per stimare e proiettare la popolazione, richiede dati sulla fertilità, sulla mortalità e sulla migrazione netta, spesso raccolti da indagini campionarie, che possono essere piccole o con copertura limitata.
La popolazione urbana si riferisce alle persone che vivono nelle aree urbane come definite dagli uffici statistici nazionali.
Fonti
a) United Nations Population Division; b) World Bank Development Indicators per la Palestina
Metodologia
La popolazione urbana si riferisce alle persone che vivono nelle aree urbane come definite dagli uffici statistici nazionali. L'indicatore è calcolato utilizzando le stime della popolazione della Banca Mondiale e gli indici di urbanizzazione delle Nazioni Unite (World Urbanization Prospects). La United Nations Population Division e altre agenzie forniscono stime correnti della popolazione per i Paesi in via di sviluppo che non dispongono di dati censuari recenti e stime pre e post-censuarie per i Paesi che dispongono di dati censuari
Note e avvertenze
La maggior parte dei Paesi utilizza una classificazione urbana legata alle dimensioni o alle caratteristiche degli insediamenti. Alcuni definiscono le aree urbane in base alla presenza di determinate infrastrutture e servizi. Altri paesi designano le aree urbane in base alle disposizioni amministrative. A causa delle differenze nazionali nelle caratteristiche che distinguono le aree urbane da quelle rurali, la distinzione tra popolazione urbana e rurale non si presta a un'unica definizione applicabile a tutti i Paesi. Poiché le stime delle città e delle aree metropolitane si basano sulle definizioni nazionali di ciò che costituisce una città o un'area metropolitana, i confronti tra Paesi devono essere fatti con cautela. Le stime della popolazione derivano da modelli demografici e sono quindi suscettibili di distorsioni ed errori dovuti a carenze nel modello e nei dati. I Paesi differiscono nel modo in cui classificano la popolazione come “urbana” o “rurale”. Il metodo coorti-componenti, utilizzato per stimare e proiettare la popolazione, richiede dati sulla fertilità, sulla mortalità e sulla migrazione netta, spesso raccolti da indagini campionarie, che possono essere piccole o con copertura limitata.
Percentuale sulle acque territoriali delle aree marine protette, che sono aree di terreno intertidale o subtidale - insieme alle acque sovrastanti, la flora e la fauna associate e le caratteristiche storiche e culturali - riservate per legge o con altri mezzi efficaci per proteggere parte o tutto l'ambiente racchiuso.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati United Nations Environment World Conservation Monitoring Centre (UNEP-WCMC)
Metodologia
Questo indicatore viene calcolato utilizzando tutte le aree protette designate a livello nazionale registrate nel World Database on Protected Areas (WDPA) di cui si conosce la posizione e l'estensione. Il database del WDPA è memorizzato all'interno di un sistema informativo geografico (GIS) che archivia informazioni sulle aree protette come il nome, il tipo e la data di designazione, l'area documentata, la posizione geografica (punto) e/o il confine (poligono). Per calcolare la protezione terrestre e marina si utilizza un'analisi GIS.
Note e avvertenze
L'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) definisce un'area protetta come “uno spazio geografico chiaramente definito, riconosciuto, dedicato e gestito, attraverso mezzi legali o altri mezzi efficaci, per ottenere la conservazione a lungo termine della natura con i servizi ecosistemici e i valori culturali associati”. La designazione di un'area come protetta non significa che la protezione sia in vigore. Inoltre, per i piccoli Paesi che hanno solo aree protette di dimensioni inferiori a 1.000 ettari, il limite di dimensione nella definizione porta a una sottostima delle aree protette. Le aree protette a livello nazionale sono definite utilizzando le sei categorie di gestione dell'IUCN per le aree di almeno 1.000 ettari: riserve scientifiche e riserve naturali rigorose con accesso limitato al pubblico; parchi nazionali di importanza nazionale o internazionale e non influenzati materialmente dall'attività umana; monumenti naturali e paesaggi naturali con aspetti unici; riserve naturali gestite e santuari della fauna selvatica; paesaggi protetti (che possono includere paesaggi culturali); aree gestite principalmente per l'uso sostenibile dei sistemi naturali per garantire la protezione a lungo termine e il mantenimento della diversità biologica.
Presenza in sistemi informativi orientati alle policy
Percentuale sulle aree terrestri totali delle aree protette terrestri, che sono aree totalmente o parzialmente protette di almeno 1.000 ettari, designate dalle autorità nazionali come riserve scientifiche con accesso pubblico limitato, parchi nazionali, monumenti naturali, riserve naturali o santuari della fauna selvatica, paesaggi protetti e aree gestite principalmente per l'uso sostenibile. Sono escluse le aree marine, le aree non classificate, le aree litoranee (intertidali) e i siti protetti da leggi locali o provinciali.
Fonti
elaborazioni World Bank Development Indicators su dati United Nations Environment World Conservation Monitoring Centre (UNEP-WCMC)
Metodologia
Questo indicatore viene calcolato utilizzando tutte le aree protette designate a livello nazionale registrate nel World Database on Protected Areas (WDPA) di cui si conosce la posizione e l'estensione. Il database del WDPA è memorizzato all'interno di un sistema informativo geografico (GIS) che archivia informazioni sulle aree protette come il nome, il tipo e la data di designazione, l'area documentata, la posizione geografica (punto) e/o il confine (poligono). Per calcolare la protezione terrestre e marina si utilizza un'analisi GIS.
Note e avvertenze
L'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) definisce un'area protetta come “uno spazio geografico chiaramente definito, riconosciuto, dedicato e gestito, attraverso mezzi legali o altri mezzi efficaci, per ottenere la conservazione a lungo termine della natura con i servizi ecosistemici e i valori culturali associati”. La designazione di un'area come protetta non significa che la protezione sia in vigore. Inoltre, per i piccoli Paesi che hanno solo aree protette di dimensioni inferiori a 1.000 ettari, il limite di dimensione nella definizione porta a una sottostima delle aree protette. Le aree protette a livello nazionale sono definite utilizzando le sei categorie di gestione dell'IUCN per le aree di almeno 1.000 ettari: riserve scientifiche e riserve naturali rigorose con accesso limitato al pubblico; parchi nazionali di importanza nazionale o internazionale e non influenzati materialmente dall'attività umana; monumenti naturali e paesaggi naturali con aspetti unici; riserve naturali gestite e santuari della fauna selvatica; paesaggi protetti (che possono includere paesaggi culturali); aree gestite principalmente per l'uso sostenibile dei sistemi naturali per garantire la protezione a lungo termine e il mantenimento della diversità biologica.
I prelievi annuali di acqua dolce si riferiscono ai prelievi totali di acqua, senza contare le perdite per evaporazione dai bacini di stoccaggio. I prelievi comprendono anche l'acqua proveniente dagli impianti di desalinizzazione nei Paesi in cui rappresentano una fonte significativa.
Fonti
FAO
Metodologia
I dati si basano su indagini e stime fornite dai governi al Programma di monitoraggio congiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF). I dati sulle risorse di acqua dolce si basano sulle stime del deflusso nei fiumi e della ricarica delle falde acquifere.
Note e avvertenze
I prelievi possono superare il 100% del totale delle risorse rinnovabili quando l'estrazione da acquiferi non rinnovabili o da impianti di desalinizzazione è considerevole o quando c'è un significativo riutilizzo dell'acqua. I prelievi per l'agricoltura e l'industria sono i prelievi totali per l'irrigazione e l'allevamento e per uso industriale diretto (compresi i prelievi per il raffreddamento delle centrali termoelettriche). I prelievi per usi domestici comprendono l'acqua potabile, l'uso o l'approvvigionamento municipale e l'uso per i servizi pubblici, gli stabilimenti commerciali e le abitazioni. Queste stime si basano su fonti diverse e si riferiscono ad anni diversi, quindi i confronti tra Paesi devono essere fatti con cautela. Poiché i dati sono raccolti in modo intermittente, possono nascondere variazioni significative nelle risorse idriche rinnovabili totali da un anno all'altro. Inoltre, i dati non distinguono tra le variazioni stagionali e geografiche della disponibilità idrica all'interno dei Paesi. I dati relativi ai Paesi piccoli e a quelli che si trovano in zone aride e semiaride sono meno affidabili di quelli relativi ai Paesi più grandi e a quelli con maggiori precipitazioni. Occorre anche usare cautela nel confrontare i dati sui prelievi annuali di acqua dolce, che sono soggetti a variazioni nei metodi di raccolta e di stima. Inoltre, gli afflussi e i deflussi sono stimati in tempi diversi e a diversi livelli di qualità e precisione, il che richiede cautela nell'interpretazione dei dati, in particolare per i Paesi a corto di acqua, soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa.
Rapporto tra il totale dell'acqua dolce prelevata da tutti i principali settori e il totale delle risorse rinnovabili di acqua dolce, dopo aver tenuto conto dei requisiti idrici ambientali. I settori principali, definiti dagli standard ISIC, comprendono l'agricoltura, la silvicoltura e la pesca, l'industria manifatturiera, l'industria elettrica e i servizi. Questo indicatore è noto anche come intensità di prelievo idrico.
Fonti
FAO
Metodologia
Il prelievo totale di acqua dolce è il volume di acqua dolce estratta dalla fonte (fiumi, laghi, falde acquifere) per l'agricoltura, le industrie e i comuni. È stimato a livello nazionale per i seguenti tre settori principali: agricoltura, municipalità (compreso il prelievo di acqua per uso domestico) e industrie. Il prelievo di acqua dolce comprende l'acqua dolce primaria (non prelevata in precedenza), l'acqua dolce secondaria (prelevata in precedenza e restituita ai fiumi e alle falde acquifere, come le acque reflue scaricate e le acque di drenaggio agricolo) e le acque sotterranee fossili. Non comprende l'acqua non convenzionale, cioè l'uso diretto di acque reflue trattate, l'uso diretto di acque di drenaggio agricolo e l'acqua desalinizzata. Il prelievo totale di acqua dolce è generalmente calcolato come la somma del prelievo totale di acqua per settore meno l'uso diretto di acque reflue, l'uso diretto di acque di drenaggio agricolo e l'uso di acqua desalinizzata. Le risorse idriche rinnovabili totali effettive di un Paese o di una regione sono definite come la somma delle risorse idriche rinnovabili interne e delle risorse idriche rinnovabili esterne, anch'esse espresse in km3/anno. L'indicatore è calcolato dividendo il prelievo totale di acqua per il totale delle risorse idriche rinnovabili effettive meno i requisiti ambientali ed è espresso in punti percentuali. Le risorse idriche rinnovabili totali sono espresse come somma delle risorse idriche rinnovabili interne ed esterne. I termini “risorse idriche” e “prelievi idrici” sono qui intesi come risorse di acqua dolce e prelievi di acqua dolce. Le risorse idriche rinnovabili interne sono definite come la portata media annua a lungo termine dei fiumi e la ricarica delle acque sotterranee per un determinato Paese, generate dalle precipitazioni endogene. Le risorse idriche rinnovabili esterne si riferiscono ai flussi di acqua che entrano nel Paese, tenendo conto della quantità di flussi riservati ai Paesi a monte e a valle attraverso accordi o trattati. I requisiti idrici ambientali (Env.) sono le quantità di acqua necessarie per sostenere gli ecosistemi di acqua dolce e di estuario. La qualità dell'acqua e i servizi ecosistemici che ne derivano sono esclusi da questa formulazione, che si limita ai volumi d'acqua. Ciò non significa che la qualità e il sostegno alle società che dipendono dai flussi ambientali non siano importanti e non debbano essere presi in considerazione. I metodi di calcolo dell'Env. sono estremamente variabili e vanno dalle stime globali alle valutazioni complete per i corsi d'acqua. I volumi d'acqua possono essere espressi nelle stesse unità di misura del prelievo totale di acqua dolce e quindi come percentuali delle risorse idriche disponibili.
Note e avvertenze
Il prelievo di acqua in percentuale delle risorse idriche è un buon indicatore della pressione sulle risorse idriche limitate, una delle risorse naturali più importanti. Tuttavia, affronta solo parzialmente le questioni legate alla gestione sostenibile dell'acqua. Indicatori supplementari che colgano le molteplici dimensioni della gestione idrica combinerebbero i dati sulla gestione della domanda idrica, sui cambiamenti comportamentali relativi all'uso dell'acqua e sulla disponibilità di infrastrutture adeguate, e misurerebbero i progressi compiuti nell'aumentare l'efficienza e la sostenibilità dell'uso dell'acqua, in particolare in relazione alla crescita demografica ed economica. Inoltre, riconoscono i diversi contesti climatici che influenzano l'uso dell'acqua nei Paesi, in particolare nell'agricoltura, che è il principale utilizzatore di acqua. La valutazione della sostenibilità è anche legata alle soglie critiche fissate per questo indicatore e non esiste un consenso universale su tale soglia. Le tendenze del prelievo idrico mostrano modelli di cambiamento relativamente lenti. Di solito, tre-cinque anni sono una frequenza minima per poter rilevare cambiamenti significativi, poiché è improbabile che l'indicatore mostri variazioni significative da un anno all'altro. La stima del prelievo di acqua per settore è la principale limitazione al calcolo dell'indicatore. Sono pochi i Paesi che pubblicano regolarmente i dati sull'uso dell'acqua per settore. Le risorse idriche rinnovabili comprendono tutte le risorse idriche superficiali e sotterranee che sono disponibili su base annua, senza considerare la capacità di raccogliere e utilizzare tale risorsa. Le risorse idriche sfruttabili, che si riferiscono al volume di acqua superficiale o sotterranea disponibile con una frequenza del 90%, sono notevolmente inferiori alle risorse idriche rinnovabili, ma non esiste un metodo universale per valutare tali risorse idriche sfruttabili. Non esiste un metodo universalmente condiviso per calcolare i flussi di acqua dolce in entrata che hanno origine al di fuori dei confini di un Paese. Non esiste nemmeno un metodo standard per contabilizzare i flussi di ritorno, ovvero la parte di acqua prelevata dalla sorgente che ritorna nel sistema fluviale dopo l'uso. Nei Paesi in cui i flussi di ritorno rappresentano una parte sostanziale del prelievo idrico, l'indicatore tende a sottostimare l'acqua disponibile e quindi a sovrastimare il livello di stress idrico. Altre limitazioni che influiscono sull'interpretazione dell'indicatore di stress idrico sono: difficoltà nell'ottenere dati accurati, completi e aggiornati; variazione potenzialmente ampia dei dati subnazionali; mancata considerazione delle variazioni stagionali delle risorse idriche; mancata considerazione della distribuzione tra gli usi dell'acqua; mancata considerazione della qualità dell'acqua e della sua idoneità all'uso. L'indicatore può essere superiore al 100% quando il prelievo di acqua comprende acqua dolce secondaria (acqua prelevata in precedenza e restituita al sistema), acqua non rinnovabile (acque sotterranee fossili), quando il prelievo annuale di acque sotterranee è superiore alla ricostituzione annuale (sovra-estrazione) o quando il prelievo di acqua comprende parte o tutta l'acqua accantonata per i requisiti idrici ambientali. Alcuni di questi problemi possono essere risolti disaggregando l'indice a livello di unità idrologiche e distinguendo tra diversi settori d'uso. Tuttavia, data la complessità dei flussi idrici, sia all'interno di un Paese che tra i Paesi, occorre fare attenzione a non fare doppi conteggi.