Ambiente e territorio

DOI: doi.org/10.71671/bs6e-nw35

I territori dell’area del Mediterraneo presentano caratteristiche fisiche, morfologiche, naturali differenti sia con riferimento alle zone terrestri che a quelle marine. Gli insediamenti demografici si caratterizzano per differenti quote di popolazione urbana e rurale e una differente gestione delle risorse idriche.

Un quadro d’insieme

Superficie territoriale e ambienti marini e terrestri, insediamenti di popolazione urbana e rurale e infine il tema delle risorse idriche, esaminato attraverso il prelievo di acqua e il livello di stress idrico.

  • Unione europea
  • Balcani occidentali
  • Medio Oriente
  • Nord Africa
Indicatori Superficie (kmq) Superficie forestale (% della superficie terrestre) Aree marine protette (% delle acque territoriali) Aree protette terrestri (% della superficie territoriale) Popolazione rurale (% della popolazione totale) Popolazione urbana (% della popolazione totale) Popolazione delle città con oltre 300 mila ab. (% della popolazione urbana) Prelievi annuali totali di acqua dolce (miliardi di metri cubi) Livello di stress idrico: prelievo di acqua dolce in proporzione alle risorse di acqua dolce disponibili area_code ordgeo
Paesi 2024 2021 2022 2022 2023 2023 2023 2020 2020
Portogallo 92.226,0 36,2 16,9 22,9 32,1 67,9 42,0 6,1 12,3 A 1
Spagna 505.983,0 37,2 12,8 28,1 18,4 81,6 17,1 29,0 43,3 A 2
Francia 638.475,0 31,7 49,8 28,4 18,2 81,8 20,1 26,3 23,0 A 3
Italia 302.109,6 32,5 10,6 21,6 28,0 72,0 10,2 33,6 29,6 A 4
Slovenia 20.273,0 61,4 2,3 40,4 43,9 56,1 .. 1,0 6,8 A 5
Croazia 56.594,0 34,7 9,0 38,5 41,4 58,6 30,3 0,7 1,5 A 6
Grecia 131.694,0 30,3 4,5 35,2 19,3 80,7 37,7 10,1 20,5 A 7
Malta 316,0 1,4 7,4 30,6 5,1 94,9 .. 0,0 81,9 A 8
Cipro 9.253,0 18,7 8,6 38,7 33,0 67,0 .. 0,3 37,6 A 9
Serbia 77.472,0 32,4 .. 8,1 42,9 57,1 37,3 5,3 6,0 B 10
Kosovo 10.888,0 .. .. .. .. .. .. .. .. B 11
Bosnia-Erzegovina 51.210,0 42,7 0,0 4,1 49,7 50,3 21,4 0,3 2,0 B 12
Montenegro 13.810,0 61,5 0,6 13,9 31,5 68,5 .. 0,2 .. B 13
Macedonia del Nord 25.710,0 39,7 .. 15,4 40,5 59,5 56,7 1,6 38,7 B 14
Albania 28.750,0 28,8 2,8 18,6 35,4 64,6 29,3 0,8 4,7 B 15
Turchia 785.350,0 29,1 1,8 7,0 22,5 77,5 24,0 61,5 45,7 C 16
Siria 185.180,0 2,8 0,2 0,7 42,6 57,4 19,4 14,0 124,4 C 17
Libano 10.450,0 14,1 0,2 1,9 10,6 89,4 50,6 1,8 58,8 C 18
Giordania 89.318,0 1,1 1,0 4,5 8,0 92,0 21,4 0,9 104,3 C 19
Israele 22.070,0 6,5 0,0 24,5 7,1 92,9 48,8 1,3 110,1 C 20
Palestina 6.025,0 1,7 .. 8,4 22,4 77,6 19,4 0,3 50,3 C 21
Egitto 1.001.450,0 0,0 5,0 13,1 56,9 43,1 45,7 77,5 141,2 D 22
Libia 1.759.540,0 0,1 0,6 0,1 18,4 81,6 21,1 5,7 817,1 D 23
Tunisia 163.610,0 4,5 1,0 7,9 29,5 70,5 28,2 3,9 98,1 D 24
Algeria 2.381.741,0 0,8 0,1 4,6 24,7 75,3 8,5 9,8 137,9 D 25
Marocco 446.550,0 12,9 0,7 2,2 34,9 65,1 15,8 10,6 50,8 D 26

Superficie (kmq)
  • Serbia Ultimo valore disponibile: 2021
  • Kosovo Ultimo valore disponibile: 2021
  • Bosnia-Erzegovina Ultimo valore disponibile: 2021
  • Montenegro Ultimo valore disponibile: 2021
  • Macedonia del Nord Ultimo valore disponibile: 2021
  • Albania Ultimo valore disponibile: 2021
  • Turchia Ultimo valore disponibile: 2021
  • Siria Ultimo valore disponibile: 2021
  • Libano Ultimo valore disponibile: 2021
  • Giordania Ultimo valore disponibile: 2021
  • Israele Ultimo valore disponibile: 2021
  • Palestina Ultimo valore disponibile: 2021
  • Egitto Ultimo valore disponibile: 2021
  • Libia Ultimo valore disponibile: 2021
  • Tunisia Ultimo valore disponibile: 2021
  • Algeria Ultimo valore disponibile: 2021
  • Marocco Ultimo valore disponibile: 2021
Superficie forestale (% della superficie terrestre)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
Aree marine protette (% delle acque territoriali)
  • Serbia Nessun dato disponibile
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Macedonia del Nord Nessun dato disponibile
  • Palestina Nessun dato disponibile
Aree protette terrestri (% della superficie territoriale)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
Popolazione rurale (% della popolazione totale)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
Popolazione urbana (% della popolazione totale)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
Popolazione delle città con oltre 300 mila ab. (% della popolazione urbana)
  • Slovenia Nessun dato disponibile
  • Malta Nessun dato disponibile
  • Cipro Nessun dato disponibile
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Montenegro Nessun dato disponibile
Prelievi annuali totali di acqua dolce (miliardi di metri cubi)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
Livello di stress idrico: prelievo di acqua dolce in proporzione alle risorse di acqua dolce disponibili
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Montenegro Nessun dato disponibile

Alcuni temi in evidenza

Aree forestali e aree protette

Un indicatore di base che caratterizza i singoli Paesi riguarda l’estensione territoriale: la superficie dei Paesi della regione del Mediterraneo trova i valori più elevati nel Nord Africa, con Algeria, Libia ed Egitto che si estendono rispettivamente per oltre 2 milioni, 1 milione e 700 mila e 1 milione di kmq. Nell’ambito dell’Unione europea, i Paesi con la maggiore estensione territoriale sono la Francia (con oltre 600 mila kmq), la Spagna (circa 500 mila kmq) e l’Italia (circa 300 mila kmq). Rispetto a questo indicatore l’area forestale rappresenta una quota rilevante soprattutto nell’ambito dei Paesi dell’Unione europea (in cui spicca la Slovenia con una quota che supera il 60%) e di alcuni dei Paesi dei Balcani occidentali (in particolare, nel Montenegro tale quota raggiunge il 60% circa).

Nell’ambito della superficie dei territori le aree naturali protette costituiscono ambienti marini e terrestri che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche e biochimiche, anche con riferimento alla flora e alla fauna. La Commissione europea ha adottato la Strategia europea per la Biodiversità al 2030, che tra i suoi obiettivi chiede agli Stati membri di proteggere almeno il 30% di territorio nazionale e il 30% dei mari, e che almeno un terzo di queste zone sia rigorosamente protetto. In particolare, le aree terrestri sono tutelate dalla rete ecologica Natura 2000, istituita per il territorio dell’Unione europea ai sensi della Direttiva 92/43/Cee “Habitat” per la conservazione della biodiversità e per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario; essa comprende i Siti di importanza comunitaria (Sic)/Zone speciali di conservazione (Zsc) e anche le Zone di protezione speciale (Zps). La Francia è l’unico Paese dell’area mediterranea che soddisfa gli obiettivi della Strategia europea per la quota delle aree marine protette, raggiungendo quasi il 50% (Figura 1). Per le aree terrestri protette, l’obiettivo del 30% è stato raggiunto invece da altri cinque Paesi dell’Unione europea: Slovenia, Cipro, Croazia, Grecia e Malta. L’Italia è ancora piuttosto distante dagli obiettivi per le aree marine (circa 10% di aree protette), mentre per quelle terrestri supera di poco il 20%. Nelle altre macroregioni, i risultati più positivi riguardano le aree terrestri, e in particolare l’Albania nei Balcani occidentali (quasi il 20%), Israele nel Medio Oriente (con una quota vicina al 25%), e l’Egitto nel Nord Africa (poco meno del 15%).

Figura 1 – Aree marine e terrestri protette. Anno 2022 (%)

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Popolazione urbana e rurale

L’ultimo World Social Report delle Nazioni Unite è dedicato allo sviluppo rurale e alle strategie necessarie a colmare il divario tra le comunità rurali e quelle urbane. Le popolazioni rurali solitamente hanno minore accesso all’istruzione, alla sanità e agli altri servizi. Tuttavia, lo sviluppo rurale può giocare un ruolo centrale nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Secondo il Report, per annullare il gap tra le due comunità sarebbe importante intervenire su tre diverse leve: nuove tecnologie per l’uso dell’acqua e del suolo, pratiche agricole sostenibili e maggiori investimenti sul territorio.

Nella regione del Mediterraneo, l’Egitto e la Bosnia-Erzegovina sono i Paesi dove si rilevano le quote più elevate di popolazione rurale, rispettivamente pari a 56,9% e 49,7% (Figura 2). Tra i Paesi europei la Slovenia e la Croazia mostrano le quote superiori al 40%. Di contro, le quote maggiori di popolazione urbana riguardano Malta, Francia e Spagna tra i Paesi dell’Unione europea, Israele e Giordania nel Medio Oriente e Libia nel Nord Africa. Dal punto di vista dinamico, nel ventennio si avverte una netta diminuzione della quota di popolazione rurale soprattutto in Portogallo, Turchia, Giordania e Marocco. Invece tale quota è in lieve aumento soltanto a Cipro.

In generale, la crescita esplosiva delle realtà metropolitane indica la transizione demografica dal mondo rurale a quello urbano ed è associata al passaggio da un'economia basata sull'agricoltura ad una basata sull'industria e i servizi. Rispetto all’intera popolazione urbana, la quota per le grandi città (che riguarda appunto la popolazione che vive nelle realtà metropolitane) è più rappresentativa nei Paesi dell’Unione europea per il Portogallo (oltre il 40%) e la Grecia (circa 38%). Tra i Paesi dei Balcani occidentali la Macedonia del Nord riporta valori che superano il 50%. Nel Medio Oriente vi sono il Libano e Israele che restituiscono i valori più elevati in termini di popolazione nelle grandi realtà urbane (rispettivamente pari al 50,6% e 48,8%), mentre l’Egitto è il Paese del Nord Africa con una quota più rilevante (45,7%).

Figura 2 – Popolazione rurale e urbana. Anno 2023 (% su popolazione totale)

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Risorse idriche

I dati sulle risorse idriche vengono esaminati attraverso due indicatori: il prelievo annuale di acqua (valutato escludendo le perdite per evaporazione dai bacini di stoccaggio) e il livello di stress idrico che rapporta il prelievo di acqua dolce in relazione alle risorse idriche disponibili. Quanto minore è il divario tra domanda e offerta, tanto più un territorio è vulnerabile alla scarsità d'acqua. Un Paese che si trova ad affrontare uno “stress idrico estremo” indica che sta utilizzando almeno l'80% delle scorte disponibili, mentre uno con “stress idrico elevato” sta prelevando il 40% delle scorte. L’aumento della variabilità idrologica e i cambiamenti climatici hanno un profondo impatto sul settore idrico attraverso il ciclo idrologico, la disponibilità, la domanda e l'allocazione dell'acqua a livello globale, di bacino e locale. Come noto, una corretta gestione delle risorse idriche è una componente cruciale della crescita, della riduzione della povertà e dell'equità soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

I prelievi totali annuali di acqua dolce sono ovviamente correlati alle dimensioni del Paese, e inoltre alle specificità che ciascuno di questi presenta quanto a disponibilità di fonti idriche complessive. Alla luce di queste considerazioni si possono leggere i valori più elevati dell’indicatore, che riguardano Egitto (77,5 miliardi di m3), Turchia (61,5 mld), Italia, Spagna e Francia (rispettivamente 33,6, 29 e 26,3 mld di m3). Dal punto di vista dello stress idrico, invece, i Paesi mediterranei con le maggiori criticità sono la gran parte di quelli nordafricani e mediorientali caratterizzati da valori dell’indicatore superiori al 100% delle scorte disponibili: si tratta di Libia, Egitto, Algeria, Siria, Israele e Giordania (Figura 3). Nella tipologia dello stress idrico estremo superiore alla soglia dell’80% si trova anche la Tunisia, insieme a Malta come unico caso nell’Unione europea. Vi sono poi Paesi attraverso tutta l’area mediterranea che rientrano nella fascia considerata di stress idrico elevato, presentando valori intorno al 40-50%: Spagna, Turchia, Libano, Palestina e Marocco.

Un aspetto che va sottolineato è che il livello di stress idrico risulta peggiorato nell’arco del ventennio soprattutto proprio in alcuni dei Paesi maggiormente critici già evidenziati, che già nel 2001 presentavano una situazione più problematica: questo è il caso di Libia, Algeria, Egitto, Giordania, Tunisia, Malta e Libano. La criticità idrica invece si è attenuata rispetto all’inizio del secolo in altri Paesi dove è tuttora significativa: si tratta di Siria, Israele, Marocco e Spagna.

Figura 3 - Livello di stress idrico (prelievo di acqua dolce in proporzione alle risorse di acqua dolce disponibili) nel 2020 e differenza in punti percentuali rispetto al 2001

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