Infrastrutture, trasporti ed energia

DOI: doi.org/10.71671/8vb5-h140

L’indicatore di connettività marittima, che misura il grado di integrazione dei Paesi nei principali network di trasporto globali, premia Spagna, Italia e Francia sulla sponda nord del Mediterraneo e Turchia, Egitto e Marocco sulla sponda meridionale e orientale. Performance logistiche sensibilmente migliori si segnalano per i Paesi dell’Unione europea, oltre che per Israele, Turchia, Egitto e Macedonia del Nord. L'utilizzo di energia rinnovabile è più diffuso nei Balcani occidentali e nell'UE rispetto a Nord Africa e Medio Oriente, dove la disponibilità di abbondanti risorse fossili in alcuni Paesi disincentiva un uso più intenso di fonti rinnovabili.

Un quadro d’insieme

Analisi degli indicatori di connettività marittima, performance logistica, e consumo di energia rinnovabile, valutando integrazione nei trasporti globali, efficienza infrastrutturale e sostenibilità energetica nei Paesi del Mediterraneo, con differenze significative tra macroregioni.

  • Unione europea
  • Balcani occidentali
  • Medio Oriente
  • Nord Africa
Indicatori Indice di connettività del trasporto marittimo di linea (valore medio nel primo trimestre 2023 = 100) Indice complessivo di performance logistica (da 1=basso a 5=alto) Consumo di energia rinnovabile (% del consumo totale di energia finale) area_code ordgeo
Paesi 2023 2022 2021
Portogallo 182,7 3,4 32,3 A 1
Spagna 412,6 3,9 19,0 A 2
Francia 269,7 3,9 16,2 A 3
Italia 294,5 3,7 17,5 A 4
Slovenia 75,2 3,3 23,4 A 5
Croazia 61,1 3,3 34,1 A 6
Grecia 202,2 3,7 21,5 A 7
Malta 135,8 3,3 8,6 A 8
Cipro 46,2 3,2 15,6 A 9
Serbia 4,6 2,8 27,2 B 10
Kosovo .. .. .. B 11
Bosnia-Erzegovina .. 3,0 36,6 B 12
Montenegro 14,4 2,8 39,6 B 13
Macedonia del Nord .. 3,1 19,5 B 14
Albania 13,2 2,5 41,9 B 15
Turchia 284,5 3,4 12,0 C 16
Siria 26,0 2,3 1,1 C 17
Libano 107,7 2,7 6,8 C 18
Giordania 72,2 2,7 11,5 C 19
Israele 135,2 3,6 6,2 C 20
Palestina .. .. 15,4 C 21
Egitto 265,5 3,1 6,1 D 22
Libia 52,2 1,9 3,1 D 23
Tunisia 29,4 2,6 11,6 D 24
Algeria 68,6 2,5 0,1 D 25
Marocco 253,0 2,5 10,9 D 26

Indice di connettività del trasporto marittimo di linea (valore medio nel primo trimestre 2023 = 100)
  • Serbia Ultimo valore disponibile: 2007
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Bosnia-Erzegovina Nessun dato disponibile
  • Macedonia del Nord Nessun dato disponibile
  • Palestina Nessun dato disponibile
Indice complessivo di performance logistica (da 1=basso a 5=alto)
  • Kosovo Nessun dato disponibile
  • Libano Ultimo valore disponibile: 2018
  • Giordania Ultimo valore disponibile: 2018
  • Palestina Nessun dato disponibile
  • Tunisia Ultimo valore disponibile: 2018
  • Marocco Ultimo valore disponibile: 2018
Consumo di energia rinnovabile (% del consumo totale di energia finale)
  • Kosovo Nessun dato disponibile

Alcuni temi in evidenza

La connettività marittima

L’indice di connettività del trasporto marittimo di linea è un indicatore composito che sintetizza il grado di integrazione di un Paese all’interno del network di linee di trasporto marittimo; livelli elevati di connettività marittima consentono una maggiore capacità di accesso ai mercati internazionali e di partecipazione ai network produttivi globali. L’indicatore è costruito ponendo pari a 100 il valore medio del 2023 di tutti i Paesi serviti da linee regolari di trasporto marittimo containerizzato.

La Spagna è ampiamente il Paese della regione del Mediterraneo con la maggiore connettività marittima: 412,6 il valore dell’indice nel 2023 (Figura 1). Oltre alla Spagna, altri sei Paesi fanno registrare un valore superiore a 200, il doppio della media mondiale: Italia (294,5), Francia (269,7) e Grecia (202,2) nell’Unione europea, Turchia (284,5) in Medio Oriente, Egitto (265,5) e Marocco (253) in Nord Africa. I Paesi Ue presentano mediamente valori più elevati dell’indice di connettività marittima rispetto a quelli delle altre macroregioni, con sei Paesi su nove che mostrano indici superiori alla media mondiale. Viceversa, nei Balcani occidentali (dati disponibili solo per Montenegro e Albania) il grado di integrazione marittima è il più basso della regione mediterranea, inferiore a 15.

Figura 1 – Indice di connettività del trasporto marittimo di linea. Anno 2023 (N.I. valore medio internazionale nel primo trimestre 2023 = 100)

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Il confronto con valori passati dell’indicatore consente di cogliere l’evoluzione del grado di connettività dei Paesi mediterranei e offre un quadro diverso rispetto a quanto appena evidenziato (Figura 2). Il miglioramento della connettività marittima ha riguardato in particolare la Turchia (+110 punti rispetto al 2006) e soprattutto il Marocco (+188,1), con il valore dell’indicatore nel 2023 pari a quasi 4 volte quello del 2006. Il Marocco ha beneficiato della forte crescita dei volumi di merci movimentati dal porto di Tangeri (Tanger Med), diventato uno dei principali hub del Mediterraneo per il trasporto containerizzato.

I Paesi UE, come detto, registrano valori mediamente superiori rispetto agli altri; tuttavia, mostrano una crescita dell’indice meno pronunciata e, per Italia (-49,1), Francia (-29) e Cipro (-12,4), un arretramento del grado di connettività marittima.

Figura 2 – Indice di connettività del trasporto marittimo di linea (variazione assoluta tra il 2006 e il 2023)

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La performance logistica

L’indicatore di performance logistica misura l’efficienza, la capacità e la qualità complessiva del sistema logistico di un Paese, attraverso un indice composito che prende in esame sei differenti aspetti dell’attività logistica. L’indice è compreso tra 1 (bassa performance logistica) e 5 (alta performance logistica).

La Figura 3 fa riferimento al valore dell’indicatore nel 2022 e mette in evidenza performance logistiche sensibilmente migliori per i Paesi dell’Unione europea, nessuno dei quali registra valori inferiori a 3,2 e con, nell’ordine, Spagna (3,9), Francia (3,9), Italia (3,7) e Grecia (3,7) che registrano i valori più alti in tutta l’area del Mediterraneo. Nei Balcani occidentali l’indice di performance logistica è compreso tra 2,5 dell’Albania e 3,1 della Macedonia del Nord, mentre nella regione mediorientale Turchia (3,4) e Israele (3,6) fanno segnare valori in linea con i Paesi Ue. In Nord Africa, l’Egitto è il Paese con la migliore performance logistica (indice pari a 3,1) anche grazie all’articolato sistema di infrastrutture a servizio del Canale di Suez.

Figura 3 – Indice complessivo di performance logistica. Anno 2022 (punteggio da 1=basso a 5=alto). Il grafico mostra i paesi con dati per l'anno di riferimento. Usa la dashboard per i dati completi.

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Il consumo di energia rinnovabile

Il quadro dell’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili nella regione del Mediterraneo risulta caratterizzato da una marcata differenza tra la sponda nord (Paesi UE e dei Balcani occidentali) e la sponda meridionale e sud-orientale del bacino (Nord Africa e Medio Oriente), come viene evidenziato dalla Figura 4.

Più in dettaglio, con riferimento al 2021 la quota di consumi energetici coperta da fonti rinnovabili nei Paesi dell’Unione europea si attesta tra il 15% e il 35%; fa eccezione Malta dove, pur in crescita nel periodo osservato, la percentuale non raggiunge il 9%. Croazia (34,1%) e Portogallo (32,3%) sono i Paesi UE con la maggiore intensità di consumo di fonti rinnovabili sul totale dei consumi energetici. Un tratto comune tra i Paesi UE è costituito dal profilo di crescita costante dell’utilizzo di fonti rinnovabili nel ventennio tra il 2001 e il 2021. Nei Balcani occidentali il consumo di energia rinnovabile risulta ancora più intenso, con percentuali sui consumi energetici totali comprese tra circa il 20% (Macedonia del Nord) e il 40% (Albania); Tuttavia, a differenza di quanto indicato a proposito dei Paesi UE, l’evoluzione nel tempo segnala quote costanti lungo tutto il periodo osservato, tranne che in Bosnia-Erzegovina dove si registra un’impennata nell’uso di fonti rinnovabili nel 2018 (dal 19% nel 2017 al 35,4%).

Diversa la situazione in Medio Oriente e Nord Africa, dove la quota di consumo di energie rinnovabili raggiunge il livello massimo in Palestina (15,4%). Con tutta evidenza, la disponibilità di abbondanti risorse fossili in alcuni Paesi della sponda sud e sud-orientale disincentiva un uso più intenso di fonti rinnovabili. Oltretutto, fino al 2015 in tutti i Paesi mediorientali si assiste a un calo generalizzato dell’uso di fonti rinnovabili, con una ripresa negli anni successivi, particolarmente intensa solo in Giordania (dal 3,2% nel 2015 all’11,5% nel 2021), che nella maggior parte dei casi non consente un recupero sui livelli del 2001. Anche in Nord Africa l’utilizzo di energia rinnovabili risulta basso e in calo. Marocco e Tunisia, due Paesi nordafricani privi di risorse fossili consistenti, raggiungono una quota di rinnovabili sul totale dei consumi energetici intorno all’11% nel 2021, in calo dal 15% circa del 2001, mentre l’utilizzo di fonti rinnovabili è assolutamente marginale in Libia (3,1%) e praticamente assente in Algeria (0,1% dei consumi energetici totali).

Figura 4 – Consumo di energia rinnovabile (% del consumo totale di energia finale)

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